Non so cosa mi sia successo. - Note to Self

Non so cosa mi sia successo.
Non so cosa mi sia successo, per questo motivo scrivo queste righe. Non so quanto scriverò, e non so quante pagine contenga la mia storia. Non so quanto sono cambiato rispetto a prima.
So che sono cambiato, ma non so quanto. So che sono diverso, ma non so da quando.

So che la mia vita è cambiata, e so anche che nell'ultimo anno ho cominciato a conoscere me stesso, quello che c'è dietro "Akki", molto meglio di prima.
Fino a qualche tempo fa ero una persona altruista, che cercava di anticipare i problemi degli altri facendo il "buon samaritano" e cercando di trasmettere ciò che sono, anche se non mi è stato mai chiesto.
Non mi è stato mai chiesto di scrivere il mio parere o di dire quello che penso al riguardo di qualcosa, non mi è stato mai chiesto un parere, non mi è stato mai chiesto né detto nulla che potesse includere un mio pensiero in tutto il marasma della vita. Ma questa volta, dopo quest'anno, posso dire di aver cominciato a capire che ciò che penso e ciò che dico interessa a qualcuno, qualcuno che io non conosco personalmente, ma che, magari, mi segue attivamente. Sono seguito, e non so neanch'io perché. So che ho attorno delle persone che mi supportano, e questa è una cosa grandiosa.

So che ho attorno delle persone a cui interessa ciò che dico o ciò che penso, e a cui, a me, interessa ciò che dicono o pensano delle cose, perché ci tengo.
So di essere cambiato.
So di essere diverso da prima, di essere cresciuto in modo pazzesco, e non pensavo che avrei mai avuto un cambio così repentino di qualità della vita. L'ho deciso io stesso, di fare quello che faccio e di essere quello che sono. Adoro i contenuti che produco e adoro la gente che mi supporta e mi offre una mano ogni qualvolta mi serve, tanto so che sanno che, se avranno bisogno, io ci sarò lì per loro.

Non ho mai chiesto niente in cambio di qualcosa, anche se il mio sentimento egoistico mi fa pensare a mille cose per far sdebitare le persone che hanno chiesto una mano a me, persona dietro "Akki".
Mi sento un Akki cresciuto. Mi sento un Akki diverso, mi sento più vicino all'Akki che aspiro a diventare. So che è ancora presto per parlare, ma il fatto di riuscire a vedere dei contenuti prodotti dal nulla, dalle mie stesse mani o con l'ausilio di chi ci tiene, è una cosa speciale, che augurerei a tutti di provare.

Akki News è sempre stato un blog in cui io faccio brainstorming, in cui io condivido i miei pareri e dico quello che mi pare perché mi pare. Io, Akki, espongo i miei pareri al "mondo", all'internet, e la gente mi vede, anche a caso. Anche perché si, è capitata e voleva vedere che ne pensava un tizio a caso di qualcosa a caso.
Le persone che avevo intorno prima mi hanno fatto crescere. Ma mi hanno lasciato l'amaro in bocca.
Mi hanno fatto male.
Mi hanno ferito, e mi hanno rotto. Mi hanno fatto cose che non pensavo sarebbero state raggiunte da loro. Conoscenti, amici, parenti, quello che vi pare: il tempo che ci passi assieme non importa, quando si sbanca tutto e si manda a cagare quell'unica stilla di rapporto che è rimasta per il puro sentimento di orgoglio.

A dire la verità, volevo scrivere questo post parlando di Zelda, ma dopo aver scritto il titolo mi sono ispirato e ho cominciato a buttare pensieri su pensieri. Zelda è una grossa parte della mia vita da ventiduenne. 22 anni, cazzo, e sto parlando come se ne avessi 50. Riesco ad essere serio su un argomento così stupido come un cambiamento della mia vita che doveva partire da un semplice videogioco. Ma no, Akki è cambiato. Questa volta non ho bisogno di partire da un videogioco per parlare della mia vita. Questa volta è la mia vita che ha accettato la presenza di un videogioco in essa. Questa volta è la mia vita che governa ciò che succede e ciò che non succede. Questa volta, sono io che so quello che faccio, e cazzo, mi sento benissimo ad averne il controllo. Mi sento uno spettacolo, come se non avessi mai avuto le mani sul timone, ma ora che ne sento le intarsiature nel legno, le imperfezioni della vernice e il puro essere massiccio della ruota, posso dire di sentirmi eccitato. Per l'avventura. Un po' come quella che c'è in Zelda, ma molto più semplice e realistica.

Zelda mi ha insegnato che, anche se passa il tempo, alcune cose restano, e quelle meno importanti se ne vanno. Quello che resta è l'importante.
Non voglio tornare indietro. Sto bene così.

- Note to Self, 26/04/2017
Akki

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