domenica 31 luglio 2016

Akki Games! Capitolo 47 - Life is Strange (PC)


Il panorama delle avventure grafiche sta diventando, di anno in anno, sempre più corposo e pieno di sorprese: dopo le convincenti serie di The Walking Dead, Back to the Future, Doctor Who e The Wolf Among Us, Dontnod Entertainment decide di entrare nello stesso circuito di Telltale per raccontare una storia. Una storia che parla della vita, e di come quest'ultima sia strana. Life is Strange è l'ambizioso titolo episodico uscito nel 2014, pubblicato da Square Enix.

La trama
Impersoneremo una ragazza di nome Max, tornata da poco nel suo paese natale "Arcadia Bay", e studentessa all'accademia di Blackwell, frequentata proprio per la classe di fotografia, tenuta da un famoso fotografo di nome Mark Jefferson. La vita di Max viene scombinata nel momento in cui ha una visione di un faro distrutto in una tromba d'aria, e proprio a seguito di questa visione, scopre di avere la possibilità di tornare indietro nel tempo vicino a quello in cui lei vive. L'input della storia lascia spazio a tantissime possibilità, tanto che, nonostante la struttura episodica e la limitazione ad una sola scelta alla volta, potremo la maggior parte delle volte scoprire ciò che accade subito dopo ogni scelta importante fatta. Ciò che si rivela essere molto importante in Life is Strange è il cast dei personaggi: senza scendere troppo nei dettagli della trama (che come avrete notato ho volutamente lasciare libera ad interpretazioni, visto che a parer mio va goduta appieno), la qualità del cast si mantiene su un livello standardizzato e basato su semplici stereotipi, che vanno successivamente a diventare più complessi una volta che facciamo le mosse giuste. I personaggi non sono troppo sopra le righe, ma ciò che colpisce più di tutto è il corso degli eventi, che potremo modificare a nostro piacimento grazie all'enorme potere consentitoci.

Comparto tecnico
Tecnicamente, Life is Strange non è molto solido: l'Unreal Engine lascia il tempo che trova, e dove non si fa valere per la qualità dei personaggi e dei poligoni, si rifà con convincenti textures e shaders, sia sugli ambienti che sui personaggi. Le animazioni non sono granché, ma riescono ad essere abbastanza "realistiche" da essere vagamente fedeli ai movimenti che persone reali farebbero in situazioni simili. Punto forte e punta di diamante del titolo è il comparto audio, che presenta molte tracce cantate, perfette e molto d'effetto, per rafforzare l'atmosfera resa dal gioco nel corso di tutta la storia. Il doppiaggio lascia a desiderare, ma alcune voci in particolare (quella di Chloe per esempio) sollevano il tutto, rendendolo abbastanza convincente.

Gameplay
Il gameplay di Life is Strange si limita al tornare indietro nel tempo per sfruttare le informazioni od oggetti guadagnati nel futuro per fare qualcosa dal passato senza essere beccati dai diretti interessati. Tutto il gioco si sviluppa in terza persona alle spalle di Max, e c'è bisogno di un buono spirito d'osservazione per risolvere i vari enigmi proposti. Nulla di troppo allarmante, ma è importante saper guardarsi intorno nel mondo di gioco, ed è per questo che è consigliabile usufruire di un joystick, invece che di una tastiera. 

Commento finale
Seppur non sembri dai precedenti paragrafi, ho trovato Life is Strange come una delle migliori avventure grafiche degli ultimi anni. E' profonda, è piena di significato ed è umana come poche. Il fatto che il primo episodio sia gratuito è un ottimo sprone a giocarlo a chi è ancora indeciso. E poi Kinguin lo vende a prezzi bassissimi, nel caso in cui vi piaccia. E' un modo velato di dirvi... GIOCATELO!


domenica 17 luglio 2016

Akki Games! Capitolo 46 - Uncharted 4: La fine di un Ladro



5 anni di silenzi e pochi trailer separano il terzo, convincente e cinematico capitolo di Uncharted dal quarto, presunto epilogo della vincente serie su Playstation 3, e ora su PS4. Con un The Last of Us a mo' di cuscinetto, è riuscita la Naughty Dog a migliorare la saga e a concederle un giusto epilogo? 

La trama
Uncharted 4 fissa le proprie radici in eventi addirittura passati ai tre capitoli che abbiamo avuto il piacere di giocare su Playstation 3 e Playstation 4 con i remakes. Si comincia con una serie di spezzoni in cui saremo costretti a scappare da varie situazioni, impersonando Nathan un po' da grande, un po' da piccolo. Ciò che possiamo dire, però, è che Nathan ha un fratelo più grande, chiamato Sam, e che entrambi cercano da tempo immemore un favoloso tesoro pirata da 400 milioni di dollari. Le cose, però, non sono andate tutte come si sperava, e Nathan ha perso le tracce di Sam, catapultando quindi il tutto a 15 anni dopo, in cui troviamo un Nathan benestante che per qualche scherzo del destino ritrova il fratello, che gli ripropone di cercare il tesoro. Di qui in poi ho paura di spoilerare troppo, dato che questo gioco va goduto interamente per ciò che è. C'è giusto da sapere che il cast di personaggi riconferma sia nuovi che vecchi arrivi, tenendosi molto esiguo numericamente, ma discretamente dal punto di vista qualitativo. Ed è qui che voglio soffermarmi: seppur il vecchio cast sia molto forte come sempre, quello nuovo fatica ad entrare come si deve nella storia, diventando a livello di gameplay pericoloso, o importante, pari allo 0. 

Gameplay
Dal punto di vista del gameplay, Uncharted 4 mischia ciò che conosciamo dei vecchi capitoli con elementi di The Last of Us, quali lo spostare casse pesanti con più di una persona, o far saltare il tuo compagno quando i salti sono troppo alti e così via. In aggiunta a ciò, sono state inserite nel gameplay due nuove meccaniche, una delle quali è più situazionale dell'altra: in primis proveremo fin dall'inizio il rampino, che nonostante non somigli molto a quello dei classici Zelda, strizza l'occhio a quello di Wind Waker, tenendosi fedele all'uso di una corda per varie situazioni in tutto il gioco. Meno studiato e più situazionale, invece, il chiodo per arrampicarsi, che avremo da circa metà del gioco e ci servirà per molte meno situazioni, molte delle quali sono vicine alla fine, più che al punto in cui lo si prende effettivamente. Fanno il loro ritorno tutte le armi che abbiamo visto nei precedenti Uncharted, con poco spazio per l'innovazione: avremo sempre il lanciagranate, sempre le cascate di proiettili dei fucili d'assalto e la maneggevolezza delle pistole rapide e mini mitragliette. Ad aggiungersi al calderone abbiamo anche un nuovo ben studiato sistema di stealth, che, prendendo spunto da The Last of Us, gestisce un sistema di covering molto migliore rispetto ai precedenti Uncharted, e ci offre la gradita possibilità di eliminare molti dei nemici usando semplicemente l'ingegno ed eliminandoli uno ad uno. Numericamente i nemici sono vastamente di meno rispetto ai precedenti capitoli, e non offrono la sgradita osticità dei vecchi Uncharted, ma si nota come gli sviluppatori abbiano calibrato l'IA per fare in modo di funzionare meglio se in gruppo, male se da soli.Gli scontri a fuoco sono davvero molti meno, e lo spazio viene lasciato a tante ricche sessioni di stealth miste a pazze arrampicate su piattaforme e torri pericolanti, e chi più ne ha più ne metta. è stato, infatti, anche migliorato di molto il sistema di arrampicata, e finalmente posso dire che, a parte una volta sola nell'intero gioco, tutti i game over sono stati per colpa mia, e non per colpa di un sistema di controlli poco studiato o povero. 

Comparto tecnico
Uncharted 4 riesce egregiamente sia nel gameplay, sia nel comparto tecnico, offrendo un meraviglioso ambiente circostante e dei sistemi efficaci per rendere gli ambienti più realistici, senza sfociare nell'iper realismo generale mantenendosi sempre saturo di colori e pieno di piccole accortezze che si avvicinano stilisticamente a ciò che abbiamo visto in passato col gioco di Ratchet & Clank su PS4. Dal punto di vista sonoro è tutto molto nello standard, e lo spazio viene largamente lasciato agli attori per esprimersi, al posto che alla musica per riempire gli spazi vuoti. Come nei precedenti Uncharted, ho preferito tenere le voci in inglese sottotitolate in italiano, dato che trovo i personaggi molto più espressivi in tale lingua. 

Commento finale
Uncharted 4 è uno dei giochi da avere per forza su Playstation 4. Un Must have per chi ha giocato e chi non ha giocato la serie, dato che riesce bene sia da epilogo che come punto d'inizio per nuovi interessati, offrendo un'esperienza indipendente che strizza l'occhiolino ai nuovi fan, tanto quanto ai vecchi grazie a decine e decine di easter eggs che qualche lacrimuccia la fanno scendere.