domenica 20 dicembre 2015

RECENSIONE ANIME: One Punch Man


Bene, eccoci qui con una caldissima recensione appena sfornata dell'anime più in voga della stagione Autunnale - Invernale 2015: One Punch man!
Prodotto dalla MAD House dopo un adattamento manga dell'omonimo webcomic disegnato da ONE, One Punch man si è prospettato per tutta la durata della sua produzione di buona qualità. Ma ora che è finito e possiamo vederlo nella sua interezza, si può dire che si sia saputo difendere? Scopriamolo insieme. Anticipo che POTREBBERO esserci spoiler nella recensione, cercherò di mantenere l'intera descrizione e analisi quanto più spoiler free possibile per dare la possibilità anche a chi non lo ha ancora visto di dare un'occhiata se interessato.

La trama (?) 
Eh già, partiamo proprio con "La Trama (?)". Come mai il punto interrogativo, vi starete chiedendo? Semplice, perché One Punch Man non ha una vera e propria trama, e il che può essere sia un punto positivo, sia negativo. 
La storyline che si svolge davanti ai nostri occhi riguarda marginalmente il nostro protagonista, Saitama, che per chissà quale motivo, un giorno ha deciso di allenarsi e diventare l'eroe più forte di tutti. Insomma, da una scelta che il protagonista ha fatto, ci troviamo in un punto della storia in cui Saitama è già forte, è già IL più forte, e soprattutto, è così forte che può distruggere ed uccidere tutto e tutti con un solo pugno. Tutto ciò che gira intorno a lui può andare da un ragazzo androide che decide di diventare suo adepto a orde e orde di mostri e alieni che cercano di conquistare la Terra, ma la risposta di Saitama a tutto questo è l'arrivare in ritardo alla "festa" e fare piazza pulita. Punto e a capo, per 12 episodi di fila. Nonostante la storia sia presente, Saitama non ne è affetto, e anzi, non gli interessa nulla di quello che lo circonda, anzi, a momenti preferisce starsene in pace, piuttosto che fare quello per cui si è allenato per tanto tempo. 
I personaggi sono tanti, il cast è enorme, ma caratterizzato da personaggi poveri e sterotipati, salvo poche eccezioni, che sono presenti per il puro ruolo di comparse, e a cui non ci si riesce ad affezionare perché tanto, si sa, Saitama arriva e distrugge tutto.

Comparto tecnico
Dove la trama ha un enorme buco, il comparto tecnico brilla di luce propria grazie ad un'animazione davvero fantastica e curatissima, contornata da un'ottima Soundtrack originale e convincenti opening ed ending. Per quanto concerne lo stile grafico, però, c'è da dire che va verso il "generico - Akira Toryiama". Insomma, tante cose già viste, tanti personaggi con facce già conosciute e poca fantasia nella qualità dei nemici, che si rivelano essere in gran parte tante parole e poca azione.

Commento finale
One Punch man non è un anime per tutti. Non è un anime che si può guardare su consiglio, non è un anime che si può guardare aspettandosi qualcosa di più della stessa gag ripetuta 12 volte, e soprattutto, non è un anime che ha rispettato interamente l'hype intorno al quale è stato costruito. Non fraintendete, le cose che ha promesso sono lì, ma è come sono state portate nel prodotto finito che non funziona per me. Per questo motivo, One Punch man è qualcosa da guardare col cervello spento, perché trama non ne ha, ha solo pugni e scene ignoranti disegnate ed animate da dio. 

Voto finale Personale: 5.5
Voto finale Oggettivo: 8 - Lo giustifico dicendo che, nonostante tutti i difetti, si presenta come qualcosa di divertente da guardare quando ci si vuole fare quattro risate con la stessa gag, ma davvero, se guardaste il primi 4 episodi e poi gli ultimi 2 non cambierebbe assolutamente niente. Vedo e capisco perché la gente lo apprezza, ma per me, personalmente, non ha tutte le cose che vengono rese agli occhi degli altri come punti positivi. 

giovedì 3 dicembre 2015

RECENSIONE ANIME: FullMetal Alchemist Brotherhood


Apriamo le danze in questo ultimo mese del 2015 con la recensione di un anime "vecchio", ritenuto da molti connazionali una pietra miliare dell'animazione Giapponese. Oggi daremo un'occhiata a FullMetal Alchemist Brotherhood (per comodità chiamato d'ora in poi FMAB), e vedremo se saprà mantenere il titolo per cui è tanto apprezzato.

La trama
FMAB è la storia riscritta e pulita dei fratelli Elric, due ragazzini che, a seguito della morte della madre e della misteriosa sparizione del padre, cercano di resuscitare la loro mamma tramite una trasmutazione umana, senza sapere che essa è un tabù. Successivamente alla trasmutazione, a causa della regola alchemica dello scambio equivalente, i due fratelli vengono quasi uccisi: Edward perde un braccio ed una gamba, mentre il fratello Alfonse viene salvato per il rotto della cuffia da Edward, che riesce a legare la sua anima ad un'armatura decorativa presente nella loro casa. 
Da questo momento in poi, i due fratelli concentrano tutte le loro forze per riconquistare i loro corpi, accompagnati da un cast di personaggi a dir poco mastodontici, che quasi ciclicamente si rinnovano ogni 10-15 episodi per darci la possibilità di conoscere tutti almeno un po'. L'avventura dei due fratelli, però, viene fin da subito bloccata da dei misteriosi avvenimenti che stanno accadendo in tutto lo stato fittizio di Amestris, ed è per questo che, durante le loro ricerche per ritrovare i loro corpi, i fratelli si trovano a dover scoprire un mistero che va sempre più infittendosi, arrivando al suo culmine intorno agli ultimi 10 episodi della serie. 
Ad aggiungere pepe all'intera storia sono i personaggi, non di certo caratterizzati al massimo, ma un gradino più in su del solito stereotipo. Quasi tutti i personaggi secondari hanno uno scopo o provengono da una situazione particolare, e quasi tutti i personaggi non sono "solo buoni" o "solo cattivi", bensì completamente neutrali e atti a sistemare dei problemi quando ce ne sono. Da questo punto di vista, FMAB si differenzia sensibilmente da altre produzioni simili, dandoci la possibilità di empatizzare anche con i presunti nemici, comprendendo le loro motivazioni e dandoci la possibilità di capire il senso delle loro azioni. 
Per quanto concerne il ritmo della storia, tende ad essere molto lento all'inizio, e ogni episodio prende il proprio tempo per spiegare ogni aspetto di una trama che va complicandosi (a volte inutilmente, a volte con del dramma un po' forzato) passo dopo passo, ma che continua ad essere piuttosto lineare e comprensibile a conti fatti. 


Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico, quest'anime si presenta nello standard dello studio Bones annata 2008: stile grafico molto simile a quello di Darker Than Black/Bounen no Zamned, semplicistico e memorabile, è accompagnato da una più che convincente e curata animazione, che trova casa soprattutto nei momenti più concitati e d'azione, che a volte tendono a scarseggiare, o creano discrepanze con ciò che promette la sigla d'apertura. Per quanto concerne il comparto audio, invece, c'è da dire che le soundtracks, seppur poche, sono memorabili e perfette per i momenti in cui sono state poste, mentre il doppiaggio italiano risulta essere molto curato e buono per grandissima parte della produzione, anche se alcune volte, e soprattutto negli episodi successivi al 30, molte voci tendono a ripetersi e a somigliarsi, sia un po' per la grandissima quantità di personaggi su schermo, sia a causa del cast di doppiatori troppo piccolo o scarso per una produzione del genere. 

Commento finale
FullMetal Alchemist: Brotherhood non è un anime perfetto, ma sa farsi valere ai giorni nostri. Con una storia convincente, character design sopra la media, caratterizzazione dei personaggi curata al punto giusto e comparto tecnico ben bilanciato nella storia, si ritaglia una fetta d'audience e, senza essere troppo pretenzioso, sa quello che vuole. E' una storia autoconclusiva che trova il suo posto e si fa apprezzare dalla gente. Non è di certo il miglior anime di sempre, e molto spesso tanti possono evitarlo a causa della quantità elevata degli episodi, ma questi lati "negativi" possono essere ovviati con un minimo di buona volontà ed interesse per ciò che accade nella storia. Lo consiglio? a chi vuole intraprendere un viaggio insieme ai fratelli Elric, tanto la compagnia non manca mai.

Voto finale: 8.