venerdì 9 ottobre 2015

RECENSIONE ANIME: Shimoneta to Iu Gainen ga Sonzai Shinai Taikutsu na Sekai


Nel panorama della produzione anime dell'Estate 2015 si è presentata tra tutte le altre animazioni quella della J.C. Staff, con il nuovo anime "Shimonsekai", titolo abbreviato che è tradotto in "Un mondo noioso in cui il concetto delle battute a sfondo sessuale non esiste". Vediamo di che si tratta.

La trama
Nulla di troppo strano o innovativo, quest'anime racchiude sé stesso nel titolo: si parla di un mondo, più precisamente di un Giappone in un futuro più o meno lontano, in cui il concetto delle battute a sfondo sessuale, e di tutto ciò che può essere correlato al sesso non esiste. Quindi, cosa porta di innovativo sul campo? Un bel niente! La storia segue le esperienze di Tanukichi, giovane studente in una rinomata accademia di questo "distopico" Giappone, e grazie alla sua fama come figlio di un terrorista delle battute a sfondo sessuale, entra facilmente nel consiglio studentesco, a detta dei membri già presenti, "come colui che può scovare il contenuto 'sporco' rimanente nella società usando un mindset simile a quello di coloro che scappano dalla legge". Si scoprirà poi che una dei membri del consiglio studentesco è una terrorista che guiderà Tanukichi in una rivolta per far tornare la tematica del sesso in società, fondando così il SOX. Da qui in poi, alcuni personaggi entreranno in scena, dando al cast un numero esiguo ma consistente di membri, che non si delineerà mai come si deve, data la natura dell'anime, molto concentrato sul messaggio che vuole trasmettere, e cioè che "il sesso non è un brutto argomento". Ci si concentra prima sul lato ironico della storia, per poi sfondare il tutto andando a finire in un doppio fondo in cui le carte vengono scoperte e il messaggio, chiaro e semplice, è da comprendere e metabolizzare per tutti coloro che sono impauriti o insicuri nei confronti del concetto trasmesso.

Comparto tecnico
Ad accompagnare la rivolta vi è un consistente character design, in linea con le produzioni della J.C. Staff, e una anonima soundtrack, fatta apposta per allineare le scene con il giusto umore e contorno. Anche le opening ed ending non sono molto ispirate, e ricordano anzi un concept molto simile a quello che abbiamo visto in passato in Seitokai Yakuindomo.

Commento finale
Shimoneta non porta assolutamente nulla di nuovo sulla piazza, ma compie il suo lavoro come anime ecchi con una morale chiara e forte, necessaria per essere compresa da tutti. La produzione grafica è superiore ai canoni di poco, mentre il comparto audio rimane sull'anonimo. In aggiunta, la lunghezza esigua della storia porta un maggior numero di persone a essere attratti dall'anime, in particolare da alcune scene precise. 

Voto finale: 6 - fa il suo lavoro, ma avrebbe potuto fare di meglio con giuste scelte registiche.

giovedì 8 ottobre 2015

RECENSIONE ANIME: Charlotte


Spoiler warning: questa recensione contiene molti spoilers della trama,
presi in esempio per giustificare il voto finale e il mio ragionamento
nel corso della recensione. Grazie per la comprensione.


Aaaaaah. Charlotte, Charlotte, Charlotte. Anime molto controverso uscito nel 2015, e scritto di sana pianta da Jun Maeda, lo scrittore di gran parte di Clannad e compositore di moltissime delle tracce musicali presenti nei lavori della KEY, siano essi visual novels o anime.
Un po' come ai tempi fu Angel Beats, Charlotte cerca di differenziarsi dalla massa con una struttura di trama circa semplice ma curiosa a dir poco, facendo leva su meccaniche molto usate nel corso del tempo in anime, telefilm ecc.
Con Angel Beats abbiamo avuto la scuola-purgatorio, con Charlotte, invece...

La trama
... Abbiamo una scuola di ragazzi con superpoteri. Conosciamo Otosaka Yuu, protagonista col potere sovrannaturale di prendere possesso di una persona per 5 secondi. Tale potere ha dato a Yuu la possibilità di entrare molto facilmente in una scuola rinomata, per stare beato tra le grazie di una ragazza molto amata da tutti. Ma è qui che le cose cambiano: un bel giorno si presentano a scuola due ragazzi che propongono a Yuu di fare di nuovo il test di ammissione. Avendo barato, Yuu si rifiuta, ed è in questo momento che la ragazza, Nao, blocca il ragazzo spiegandogli che, avendo un potere, questo ha bisogno di essere tutelato, in caso contrario potrebbe finire in un laboratorio in cui sarebbe molto probabilmente vittima di tanti esperimenti al limite dell'umanità. Da qui in poi, Yuu diventa un membro del concilio studentesco della sua nuova scuola, e insieme a Nao e altri personaggi secondari che andranno poi consolidandosi a modo loro nella storia, va in cerca di altra gente con poteri sovrannaturali. 
Questo fino all'episodio 7, dove per chissà quale motivo, la sorellina di Yuu si ammala, mostrando i primi sintomi di un potere chiamato "collasso", che fa letteralmente crollare tutto ciò che ha intorno con la sola forza del pensiero.

Da questo punto in poi, l'anime Charlotte si capovolge: Yuu scopre di avere il potere di non solo prendere possesso di una persona per 5 secondi, ma anche di prendere il potere della persona che impossessa. Tale potere si chiama "loot", e Yuu è l'unico ad averlo. A seguito dell'incontro del protagonista con suo fratello, che è stato eliminato dalla mente dei due fratelli per tutelarli, Yuu recupera il potere ormai inutilizzabile di Shunsuke (Time leap) per tornare indietro nel tempo, salvare la sorella dalla morte per collasso e sistemare la situazione senza far morire nessuno.
Le cose da questo momento in poi diventano ancora più incasinate, perché Yuu viene letteralmente incastrato da un'organizzazione terrorista, e in una colluttazione perde un occhio, e non potendo più tornare indietro nel tempo, fa collassare tutto quello che c'è intorno a lui, sconvolgendo completamente la situazione. 

I personaggi sono altalenanti, e pochi saranno davvero utili. Alcuni saranno strutturati in un modo apposta per farli apparire in quel paio di scene che servono e basta, mentre altri, chi più chi meno, resterà una costante nella storia, mostrandosi vagamente pieno di carattere e quasi degno di nota.

Ora, la trama di per sé ha degli alti e bassi, può definirsi addirittura complicata da spiegare nel dettaglio, e probabilmente ci metteremmo molto tempo a definirla, ma il punto importante su cui voglio soffermarmi è questo: la trama è difficile da strutturare proprio a causa dell'argomento di cui tratta, ed è quasi del tutto ovvio che sono presenti varie lacune, soprattutto nell'episodio 11, il penultimo, in cui Yuu avrebbe potuto salvare sé stesso e gli altri usando l'abilità del volo o qualsiasi altra abilità rilevante vista tra l'episodio 1 e 7, ma non è stato fatto. Shunsuke avrebbe potuto stroncare le cose sul nascere facendo determinate azioni invece di quelle fatte nella storia, ma non lo ha fatto, e così via. Ma questo deve propriamente portare la trama ad essere negativa, o per certi versi, piena di buchi? No. Questa trama ha sicuramente dei buchi nel momento in cui noi, come spettatori, ci immedesimiamo nella mente dei protagonisti, ma ciò che è certo è che, in questo caso, e solo in questo, i personaggi hanno fatto delle scelte motivate da loro soluzioni mentali, che sono quasi al 100% diverse dalle nostre. E aggiungo, molti possono contestare il forced drama, che ci sta pure, però ora la domanda è: come mai definisci questa storia piena di forced drama se, esempio, un altro anime come Clannad, Kanon, o qualsiasi altro prodotto della Key è piaciuto a te, spettatore? 

Comparto tecnico
La P.A. Works ha uno stile semplice e curato, prevalentemente nelle animazioni. Ambientazioni e luci sono state scelte apposta per accompagnare un convincente comparto audio, soprattutto nelle opening ed ending, che riescono a rimanere in testa. Le Soundtracks sono un po' anonime, ma non per questo possono definirsi brutte, anzi, sono adatte alla situazione in cui sono state poste.


Commento finale
Voglio raffinare ciò che è stato scritto prima. Io ho personalmente apprezzato molto Charlotte, per 2 motivi: il primo è la fedeltà alle origini. Mi spiego: Jun Maeda viene da una produzione di anime/visual novels notoriamente sentimentali e molto melodrammatiche per certi versi, perciò fare un cambio di stile non guasta, ma è in questo cambio di stile che va ricercato il ritorno alle origini, anche tramite delle piccole cose come cameo ed easter eggs, per quasi "giustificare" le azioni compiute dai personaggi su schermo. La trama, ripeto, è piena di plot holes nel momento esatto in cui qualcuno si immedesima nel protagonista o in altri personaggi. In questo caso, e ripeto ancora, IN QUESTO CASO, dire che l'anime è pieno di plot holes è come dire che Harry Potter avrebbe potuto uccidere Voldemort nel quinto capitolo della serie giusto perché ce l'aveva davanti. 
Questo anime ha sicuramente dei problemi, molti dei quali generati dalla pesantezza della trama e quantità di avvenimenti mal diluita e forzata in soli 12 episodi. Ogni protagonista ha compiuto le azioni che VOLEVA, non DOVEVA compiere, e questo è il punto importante. Non bisogna dare nulla per scontato, anche in anime che possono presentare pochezza di carattere in alcuni personaggi secondari, """forced drama""" e plot holes come questo. E' per questo motivo che io reputo Charlotte come un anime con del potenziale sprecato, ma non per questo assolutamente e mai lontanamente impossibile da consigliare. Io lo consiglio a chi ha visto Angel Beats, chi ha visto Clannad, Kanon, Air TV, Little Busters, o più semplicemente, chi vuole della sana azione in un anime che ha qualche difficoltà a ingranare, ma riesce a rafforzarsi negli ultimi episodi girando su sé stesso.

Voto finale. 7.8.

sabato 3 ottobre 2015

Akki Games! Capitolo 29 - Another Code: R - Viaggio ai confini della memoria (Wii)


Nel corso del tempo, noi uomini viviamo delle situazioni, che successivamente si trasformano in esperienze. Tali esperienze sono poi "convertite" in memorie, memorie a cui possiamo accedere solo trovando qualcosa di correlato a tali esperienze o rievocandole a forza. Oggi daremo uno sguardo ravvicinato ad una vera e propria perla nascosta del parco titoli dell'ormai vecchia console Wii. 
Il titolo di oggi è "Another Code: R - Viaggio ai confini della memoria.

La trama
Another Code è una serie piuttosto conosciuta tra i fan del genere dei punta e clicca, e si è ritagliata una fetta di audience sfruttando caratteristiche classiche del genere, ma con un tocco di unicità, dato dallo stile grafico e dalla trama, che si struttura (per ora) in due soli titoli: il primo, Two Memories, uscito su Nintendo DS nel 2005, e R, quello di cui parliamo oggi, uscito nel 2009. 
In Another Code: R, impersoniamo ancora una volta la ragazzina ormai sedicenne Ashley, che viene per un motivo sconosciuto invitata ad un campeggio dal padre, Richard Robins. Richard non riesce a stare spesso a casa a causa del suo lavoro (è uno scienziato), ed è per questo che ad Ashley da fastidio il solo fatto di averla invitata, dopo 6 mesi di silenzio radio. La storia, quindi, parte da qui, con Ashley nell'Autobus tutta intenta a farsi i fatti propri, quando, scendendo dal Bus, viene buttata a terra da una misteriosa figura, che ne approfitta per rubarle la borsa. 
Di qui comincia un curioso pacing, piuttosto inusuale per i titoli punta e clicca, o per meglio dire, per le Graphic Novels ibride come questa. Le cose accadono tutte concatenate, e nonostante siano suddivise in capitoli, hanno una soluzione di continuità gestita proprio dai personaggi, che continuano a rimanere presenti per tutto l'arco della storia, e si rivelano essere molto più profondi di quanto sembri. Chi più, chi meno, quasi tutti i personaggi sono indimenticabili per un loro lato del carattere o una loro peculiarità, spesso data dalla loro storia e da dove provengono. 
Tutto questo conferisce ad Another Code R una grande forza di carattere, insieme ad una trama che riesce a prendere piede solo negli ultimi 3 capitoli, gestendo un livello di tensione crescente verso le note finali.
Tutto Another Code, infatti, si struttura intorno alle memorie di Ashley della sua mamma, anche lei scienziata, uccisa quando lei era piccola a causa di situazioni lavorative che andremo scoprendo nel corso della storia. Insomma, questo gioco è introspettivo fino all'osso, ed ha inoltre una enorme componente di immedesimazione, nonostante i personaggi siano quasi del tutto formati e all'inizio sembrino addirittura usciti da un film americano della domenica mattina. Ognuno sembra già avere il proprio posto nella storia fin dall'inizio, e ognuno convaliderà ciò con le proprie azioni.

Gameplay
Il gameplay di Another Code si riassume in leggere tante, e dico, tante righe di testo. Questo è quasi un libro interattivo intervallato qui e lì da situazioni mondane contornate da minigiochi col wiimote. Si, il Wiimote è l'unico sistema di controllo che dovremo usare. Niente nunchuck, tutto si struttura a binari o guardandosi intorno, perciò è inutile usare qualcosa per muoversi in tre dimensioni. I minigiochi-enigmi spesso sfruttano il sensore di movimento, anche se non tutti sono esattamente intuitivi come sembrano. In aggiunta, il "punta e clicca" sarà l'elemento tassativo di questo gioco: la curiosità non è mai troppa, bisogna girare e guardare ovunque, niente paura e niente ripensamenti. 

Comparto tecnico
Grazie all'engine grafico e alla totale mancanza di un doppiaggio, Another Code R ha una mappa davvero molto grande, e i personaggi hanno animazioni più o meno realistiche (dico più o meno perché già dopo il decimo dialogo molte delle animazioni si ripetono, quindi è evidente che i personaggi siano stati creati usando uno stile grafico simile a quello anime dell'Atlus ma con un proprio twist, e cioè quello del risparmio). a contornare le animazioni e i luoghi discretamente curati vi è una forte componente audio: le soundtracks sono ottime e piacevoli da ascoltare, e molte di queste riescono a catturare completamente il setting dell'ambientazione. 

Commento finale
Another Code: R è si il seguito di Two Memories, ma non fatevi intimorire dal fatto che sia un seguito. Ha delle cose da spartire col suo predecessore, è vero, ma la storia si svolge da sé ed è completamente apprezzabile, anche senza aver giocato al primo. Detto questo, io consiglio vivamente Another Code R a tutti coloro che apprezzano il genere delle graphic novels, i gialli, gli investigativi, e per tutti coloro che cercano come me dei titoli nascosti per Nintendo Wii (sto proprio guardando te, Fragile).

Voto finale: 8.5. Consigliato vivamente.