giovedì 4 settembre 2014

RECENSIONE ANIME: Sakamichi no Apollon


Sakamichi no Apollon è un anime prodotto nel 2012 dallo studio MAPPA.

La storia
Quest'anime inizia in modo molto banale e semplice: un ragazzo di nome Kaoru si trasferisce in una nuova città per studiare a causa del lavoro del padre, e si ritrova ad abitare dalla zia per il tempo che gli servirà per studiare. Lì a scuola incontrerà due persone molto importanti ai fini della trama, Sentaro, un ragazzo sempre pronto a fare risse, ma dal cuore d'oro, e Ritsuko, sua amica d'infanzia, che provvede ad aiutarlo qualora lui si faccia male. L'anime procede sulla falsariga di uno shonen ai per i primi 2 episodi, finché poi non si incentra su ciò che importa davvero: la musica. Kaoru e Sentaro suoneranno tantissime volte Jazz, e intorno a questo plot device ci sarà anche Ritsuko, insieme a una serie di complicati triangoli amorosi, che spesso e volentieri troveranno una conclusione sommaria e piuttosto alla buona. 

I personaggi
I personaggi sono piuttosto ben caratterizzati, non però al punto da risultare nuovi o unici nel loro genere. Ciò che li differenzia da "buoni personaggi", però, sono proprio i loro comportamenti: da metà serie in poi, infatti, tutti i personaggi, e sottolineo, TUTTI I PERSONAGGI, compiranno sempre e solamente ed unicamente azioni prive di qualsiasi senso, tornando pochi minuti dopo come amiconi ancora più di prima. E questo è un problema che riguarda i tre protagonisti principali in primis. I personaggi secondari appaiono 10 minuti e fanno in quel lasso di tempo 20 volte di più di quello che avrebbero potuto fare i protagonisti con non 13, ma 25 episodi possibili. 

La grafica
L'animazione e lo stile sono sublimi, nulla da dire, ma questo comunque non copre il fatto che la trama non sia completamente apprezzabile, e vedrete nel commento finale che cosa intendo. Tornando in tema, l'animazione è sempre pulita, magari tende a portare tutto un po' intorno alla "quality" quando un personaggio è relativamente lontano, ma ciò non toglie che siamo di fronte a uno stile si minimalista, ma contemporaneamente molto curato e molto fluido nelle animazioni.

Il sonoro
Il sonoro è forse l'unico pezzo forte dell'anime. Tracce jazz e col pianoforte in solo accompagneranno in modo convincente ogni momento, mai diventando invadenti e sempre perfette per il momento. Ad accompagnare le soundtrack, ci sono ottime opening ed ending, originali e fresche da tutti i punti di vista, mentre i pezzi suonati saranno sempre orecchiabili e ben caratterizzati, ovviamente tutti rigorosamente presi da pezzi jazz reali.

Esperienza visiva e commento finale
Io ho un problema con quest'anime. Forse anche più di uno. Se volete evitare spoiler saltate a piè pari questo paragrafo, perché ne conterrà tanti.
Iniziamo col parlare di quanto i personaggi non siano assolutamente realistici, neanche lontanamente. Nessuno dei personaggi tende a muoversi come farebbe un normale umano, tutti fanno sempre le scelte sbagliate, e queste scelte risulteranno sempre in time gaps inutili che porteranno solo buchi enormi nella trama. A partire da piccoli time gaps di settimane, fino a 8 ANNI, signori, 8 ANNI, quest'anime ci imboccherà con frasi tipo "era meglio così" o "è meglio non continuare", sputtanando tutto quello che si è visto finora. La musica? Una stronzata, è solo un plot device usato per il finale che non ha neanche senso. I rapporti? finito il terzo anno tutti se ne vanno via e chi si è visto si è visto. Non una lettera, non un incontro, non una reimpatriata, nulla di nulla, 8 anni in cui si sono perse le tracce di tutto e di tutti. Questo non ha senso, così come non ha senso il fatto che tutta la trama si è sviluppata per un verso, che poi ha trovato una brusca chiusura proprio a causa delle azioni dei personaggi. Guardare quest'anime è come comprare una moto ma saperla solo avviare. Per farmi capire meglio: la trama darà solamente begli input su carta, che poi non andranno a parare a niente proprio per colpa delle mancanze e dei plot holes enormi quanto una casa.

Non riesco ad apprezzare quest'anime. La ending è molto bella, tutto è molto carino da vedere, ma non ha senso, purtroppo, e ancora una volta mi trovo controcorrente alle scelte della gente. 

Voto finale: 6.5

mercoledì 3 settembre 2014

RECENSIONE FILM: Hanasaku Iroha ~ Home Sweet Home


Salve a tutti, lettori.
Quest'oggi vi esporrò ciò che penso della trasposizione a film della serie Hanasaku Iroha, della P.A. Works, ma lo farò in un modo un po' diverso: invece di esporre i miei pareri e ciò che ho notato all'interno della produzione, dividendo il tutto in una serie di paragrafi, cercherò di parlare di quanto più possibile in una sola volta, dato che essendo una produzione di appena un'ora, i punti non sono moltissimi, e sono meno particolareggiati di quelli ritrovabili in una serie animata.

Il feeling che ci dà questo film è fin da subito di familiarità: ricominceremo subito a rientrare nel solito ritmo della Kissuiso, con i soliti ordini, le solite persone che gironzolano, i soliti avvenimenti, tutto in regola, e questo film non dimostrerà mai neanche l'accenno a voler cambiare questa linea di massima. Ciò che rende questo film particolare è l'inserimento di un enorme flashback che copre ben 3/4 dell'intero film. In questo flashback impareremo a conoscere meglio la madre di Ohana, Satsuki, di cui non si è saputo bene il passato nella serie, se non per il fatto che lei fosse sempre e costantemente contro la madre per una serie di motivi, che stavolta vi verranno spiegati in un modo molto semplice e a tratti artistico. 

Dunque, sebbene tutto sia simile al resto della serie, è giusto dire che vi sia un barlume di "storia" interna al film, che si muove in modo parallelo a quello che si vede nei flashback. Senza spoilerare troppo, diciamo che il focus della storia si incentrerà soprattutto su Nako, che si troverà a lavorare molto più del solito, sia per la Kissuiso che per la sua famiglia, e tutto ciò sarà comunque atto a dare quella condizione di "empatia" allo spettatore, per farlo sentire meglio in simbiosi con le situazioni che accadono nel flashback. In sostanza, il film si muove sfruttando 3 situazioni analoghe che si muovono di pari passo: una è quella di Nako, una è quella di Satsuki e l'ultima, ma non per importanza, è quella di Ohana. 

Ciò che fa brillare quest'anime (pun intended per chi capisse la reference) è soprattutto il fatto che ogni cosa trova una propria conclusione alla fine del film, senza creare sbavature a livello di trama (perché, giusto per dire, questo film è collocato a 3/4 dell'anime, quindi già verso il climax della serie). 
Da un punto di vista prettamente tecnico troviamo una qualità leggermente più elevata di quella visibile nell'anime, e contemporaneamente possiamo senza problemi ritrovare le stesse voci della serie animata, sempre impeccabili e perfette per i personaggi, oltre che altre buone soundtracks, che accompagnano il brano finale, rigorosamente cantato.

Questo film, nonostante tutti i pregi è però una visione piuttosto altalenante come "peso". Intendiamoci, non è nulla da oscar, ma non è neanche qualcosa su cui sputare. E' un film perfetto per chi ha apprezzato Hanasaku Iroha e vuole sapere di più dei personaggi, per aggiungere senso e profondità ad una storia già particolare e bella, ma contemporaneamente semplice e apprezzabile senza troppi problemi.

Voto finale: 8