mercoledì 27 agosto 2014

RECENSIONE ANIME: Hanasaku Iroha


C'è qualcosa che differenzia un prodotto di qualità da un prodotto insulso e fatto solo per cercare di accaparrarsi dei guadagni, e quel qualcosa dipende quasi sempre dall'ambito in cui il prodotto viene creato. Oggi parleremo di Hanasaku Iroha, I colori della fioritura, anime dai 26 episodi prodotto dalla P.A. Works nel 2011.

La storia
Hanasaku Iroha inizia piuttosto in sordina, dimostrandosi anche piuttosto banale ad una prima occhiata. Una ragazzina chiamata Ohana, a causa della madre che ha intenzione di partire per un viaggio con il suo compagno, viene costretta a trasferirsi dalla nonna, che a insaputa della protagonista, è la direttrice di una pensione chiamata Kissuisou. A rendere le cose più mosse, inoltre, vi sarà fin da subito la dichiarazione di un ragazzo alla protagonista, che non potrà far nulla se non partire per poi rimandnare il discorso a data da destinarsi. Sarà però proprio nel momento in cui Ohana metterà piede nella Kissuisou, che le cose inizieranno a cambiare: piuttosto che abitare lì a "scrocco" come nipote, dovrà lavorare nella pensione come cameriera insieme al personale, e dovrà guadagnarsi il posto in cui vivere e in cui stare. Ad aggiungersi a tutto questo ci sono una enorme quantità di situazioni che andranno a colpire tutto il personale della pensione, che in un modo o nell'altro supererà ogni problema nel migliore dei modi. Insomma, da quel che traspare, questa storia riguarda non tanto un copione ben delineato, quanto più un canovaccio di situazioni che si ripercuoteranno in modo quasi istantaneo ogni qualvolta vi sarà un avvenimento, bello o brutto che sia. 

I personaggi
Aaah... I personaggi. Quest'anime ha forse una delle migliori caratterizzazioni dei personaggi che abbia mai visto. Sia chiaro, con questo non intendo dire che ognuno sia perfetto nel proprio piccolo, ma c'è da dire che la qualità e la dedizione nel lavoro fatto per rendere ogni personaggio quanto più verosimile c'è, ed è tantissima. Partiamo proprio da Ohana, la protagonista, che subirà nel corso della storia una serie di cambiamenti drastici, che risulteranno essere più che altro armonici e mai repentini. Questa protagonista cresce tanto, e purtroppo però non sempre nel modo giusto. Ci saranno molte volte in cui Ohana capirà le cose sbagliate e sbaglierà tutto, per poi ricominciare daccapo, e non nascondo che questo comportamento ha dato fastidio anche a me, ma proprio perché siamo esseri umani abbiamo prima bisogno di provare per poi capire se ciò che abbiamo fatto sia giusto o sbagliato. Dopo Ohana c'è Minko, una ragazzina che lavora da prima di Ohana e ha come sogno quello di diventare cuoca. Nella storia si fa aiutare dal cuoco Tohru, ma lei è purtroppo molto scontrosa e chiusa in sé stessa, soprattutto a causa dell'orgoglio che la pervade per quasi tutta la storia. Di pari passo a Minko troviamo anche Nako, ragazza schiva, che come Ohana è una cameriera ed è molto appassionata al nuoto. Sia Nako che Minko riusciranno in qualche modo a crescere di pari passo ad Ohana, che fungerà in qualche modo da fulcro della mentalità del personale della Kissuisou. Altri personaggi degni di nota sono la direttrice e nonna di Ohana, Denroku, o più in amicizia "nonno fagiolo", e Yuina, che hanno anche loro un proprio sviluppo personale della mentalità, influenzato quasi completamente da Ohana.

La grafica
Il lato grafico è uno dei punti di forza secondari di quest'anime. L'animazione rimane sempre costantemente curata e fluida, così come la qualità del disegno e delle espressioni dei personaggi. Anche la cura degli ambienti è costante, ed è stata anche adottata la scelta di utilizzare dei modelli tridimensionali per dare la possibilità di far stare su schermo più persone, magari in lontananza per evitare che occhi più attenti ne notino l'utilizzo spropositato. La grafica tridimensionale è stata usata anche per alcune transizioni all'interno di alcuni ambienti per rendere l'azione più fluida, e il tutto funziona piuttosto bene. Penso sia proprio questo uno dei fattori che mi ha influenzato a informarmi sulle produzioni fatte da PA Works.

Il suono
Il sonoro accompagna sempre e comunque la grafica, senza nessun tipo di problema e senza mai risultare fuori posto. Soundtracks fatte quasi puramente con strumenti a corda o a tasti contornano e rendono speciali le varie scene, quasi sempre ricche di enfasi e caratteristiche di una produzione simile. In aggiunta notiamo ottime opening ed ending, le prime fatte da Nano.RIPE, veramente ottime e dal sound davvero buono. Anche le Ending non sono davvero niente male, anzi, sono ottime nella produzione e nella musicalità.

Esperienza visiva e commento finale
Hanasaku Iroha è un anime fantastico. L'ho apprezzato proprio sul finale, e da lì ho capito che non stiamo parlando di un anime stupido da guardare quando non si ha nulla da fare, ma di una produzione quasi artistica al pari con altre produzioni, addirittura al calibro di quelle della Key in collaborazione con Kyoto Animation come Clannad, Air TV e Kanon. Ovviamente il genere non è lo stesso, ma è il modo migliore per far capire a chi sta leggendo quanto sia di qualità quest'anime. Lo consiglio davvero vivamente a tutti, è un'ottima visione, una storia appassionante, altalenante in alcuni punti ma mai stupida e mai banale, ottima da vedere se siete appassionati di generi "misti" come me. 

Voto finale: 9.8.

domenica 24 agosto 2014

League of Legends: il Meta


Salve a tutti ragazzi, e rieccoci qui finalmente e ancora una volta a parlare di League of Legends. Quest'oggi toccheremo un argomento sempre variabile e particolare, che ha caratterizzato non solo League of Legends, ma anche la gran parte dei MOBA che vengono più giocati ai giorni nostri, e che contengono soprattutto una grande quantità di giocatori alla settimana.

Cos'è il Meta? il "meta" non è altro che un termine utilizzato per indicare la "moda" che caratterizza il gameplay di, in questo caso, League of Legends. E' una moda che non viene dettata dai creatori del gioco, bensì dai videogiocatori stessi. Tale Meta esiste da un bel po' di tempo, ed è stato proprio il Meta a portare le lanes ad essere strutturate in questo modo (Top Tank/fighter, mid Bursty damage AP o AD, Bottom ADC + Support, Jungle uno di quelli qui sopra elencati). Ultimamente, grazie alla grandissima quantità di spettatori degli LCS (argomento che potremmo trattare in seguito), il Meta viene quasi sempre dettato dai pro player, che un giorno per un motivo X si svegliano e dicono "mh, chissà come starebbe Lulu Top, Nida Top AD invece che AP" ecc. 

Molti giocatori, allora, spinti dalla curiosità di provare loro stessi le build create dai giocatori più forti, oppure per semplice emulazione, si spingono a giocare un personaggio in particolare con una build particolare, talvolta senza pensare troppo a come potrebbe fare a renderla anche migliore. Si sa, ognuno ha il proprio stile di gioco, ed è giusto che ognuno abbia modo di provare a fare qualcosa, magari anche migliorando le cose di tanto in tanto. Ad esempio, nel meta attuale, una delle pick più fatte è Nidalee top, così come in bottom lane si vedono spessissimo Tristana, Blitzcrank, Lucian e Sivir, e in Jungle Lee Sin e Vi. Sono tutte piccole mode, che però non negano ai giocatori la possibilità di giocare altri personaggi. Ad esempio, personaggi come Sion, Taric, Janna e Yorick non si vedono molto spesso, e questo è semplicemente perché questi personaggi tendono a faticare a rimanere al passo con i personaggi in meta. Ed ecco che entriamo nel concetto di "fuori meta".

I personaggi Fuori Meta non sono propriamente deboli o inutili, anzi. Sono personaggi come tutti gli altri, con le loro proprie peculiarità e caratteristiche, che li rendono forti o meno contro un matchup ben preciso. Per fare esempi, uno dei personaggi ormai non più in voga è Mordekaiser. Certo, lo vedrete girare qui e lì nelle normal, magari potrebbe benissimo essere giocato da un vostro compagno premade, giusto per divertirsi, e noterete molto spesso che Mordekaiser sarà piuttosto forte, e riuscirà a sopravvivere alla gran parte delle teamfights, grazie al suo hypersustain nel late game. E ora arriviamo al punto chiave: come mai, se Mordekaiser è così forte, non viene giocato così spesso come Lucian o Katarina? Semplice, la mobility non è una cosa contemplata da personaggi come quelli elencati sopra, ed è perciò che non avendo 200 dash o gap closer, tendono a cadere nel dimenticatoio. 

Il mio consiglio finale quindi consiste in questo: non fatevi troppo influenzare dal meta, anzi, cercate di crearne uno vostro personale che funzioni e possa continuare a perfezionarsi. Cercate consigli online da gente che come voi gioca un personaggio particolare, e cercate di plasmare la sua build e il suo stile di gioco in game al vostro, sicuramente troverete qualcosa di divertente e simpatico da giocare, e perché no, potreste anche portarlo in ranked per provare se le vostre build o il vostro play style sono all'altezza di una partita seria.



RECENSIONE ANIME: Hitsugi no Chaika


La stagione del 2014 si è presentata fin dall'inizio piena di interessanti produzioni, molte delle quali ormai di questo periodo saranno già finite, e tra queste c'è Hitsugi no Chaika, italianizzato in "Chaika, la principessa della bara". Certo, il nome piuttosto sbarellato (visto cosa ho fatto? ha ha ha. ha. Ok la smetto.) potrebbe portare a pensare a qualcosa di ecchi o poco interessante, ma sinceramente, dopo la visione di quest'anime, c'è da dire che... beh, è molto, molto particolare. Vediamone insieme ogni aspetto.

La storia
La storia di Hitsugi no Chaika parte con un input nel primo episodio, che andrà poi via via dipanandosi nel corso della storia, aggiungendo particolari più o meno importanti e rilevanti. Conosciamo Chaika, misteriosa ragazzina che parla con fare criptico e sconnesso, che porta sulle spalle una bara, e per caso incontra un sabotatore superstite di una guerra chiamato Toru, che all'inizio della storia vive con sua sorella nelle campagne di qualche continente sperduto. Andando avanti, scopriamo che Chaika vuole raccogliere le spoglie dell'ormai defunto imperatore delle varie terre, chiamato Gaz. Tali spoglie hanno la caratteristica di contenere un enorme potere magico, e si dice che siano possedute da otto eroi, che portarono la guerra a termine giustiziando l'imperatore e tagliandolo a pezzi. 

I personaggi
La vera forza di questa produzione non è tanto la storia, quanto quello che vi gira intorno. Mi spiego meglio: i rapporti di Chaika con Toru e Akari (la sorella di Toru) sono sempre attivi e unici, contornati da varie gag che insaporiscono la visione dando una risata qua e la allo spettatore. Contemporaneamente alle vicende di Chaika, vedremo anche quelle di Lord Gillette (che qui da rasoio è asceso a cavaliere per qualche strana ragione), che cercherà sempre di porre un freno alle varie guerriglie, contemporaneamente cercando di fermare Chaika, che non sembra avere obbiettivi ben precisi. I personaggi sono piuttosto simpatici, ognuno di questi ha una propria caratteristica, e anche i "cattivi" si presentano piuttosto particolareggiati, anche se molti di questi non hanno alcun tipo di spiegazione vera e propria del perché si comportino così. Anche le backstory dei personaggi principali sono poche e sparse, pertanto si spera che almeno a Ottobre vi siano chiarimenti con la seconda stagione.

Grafica e animazione
Dal punto di vista grafico, quest'anime prende una svolta piuttosto unica, optando per uno stile che tende all'occidentale, ma aggiunge particolarità nelle fattezze dei volti, quali ad esempio le "righine" ai lati degli occhi per mostrarne meglio il contorno, o i nasi piuttosto schiacciati. Dal punto di vista dell'animazione, qui c'è da fermarsi un attimo. I primi due episodi sono stati animati molto bene, ma dal terzo episodio in poi la qualità subisce una serie di cambiamenti che definirei "a montagne russe": 5 minuti prima è pieno di momenti quality con facce disegnate alla bell'e meglio e animazioni minimalistiche, 5 minuti dopo il dettaglio viene aumentato e la cura di tutto quello che succede viene migliorata. Questo penso che sia prevalentemente perché sono presenti molte scene di combattimento, e per renderle belle da vedere è necessario un budget leggermente più alto. Per carità, è un'ottima cosa, infatti posso dire senza problemi che queste scene sono 100 volte migliori di quelle viste in SAO, e non è un modo per sminuire Sword Art Online, ma è effettivamente così. 

Sonoro e musica
Dal punto di vista sonoro troviamo ottimi suoni di stacchetto, orecchiabili e che rilassano lo spettatore, approntandolo a continuare a vedere l'anime. I suoni ambientali sono piuttosto originali e inediti, mentre le soundtracks sono variegate e tendenti a uno stile più medioevale, con molte tracce suonate con strumenti a corda. Il doppiaggio, invece, tende a essere piuttosto altalenante: la voce di Chaika alle volte è insopportabile, altre volte è dolce e perfetta per il momento. La voce di Toru è piuttosto conosciuta e perfetta per il personaggi, molto più della controparte in Oreimo. Ma alla fine la qualità del doppiaggio e come suona alle orecchie dello spettatore è puramente soggettiva. Nonostante la qualità altalenante della doppiatrice di Chaika, come attrice è riuscita a fare il proprio lavoro, così come la doppiatrice di Akari, nuova nel settore e perfetta per il personaggio impersonato. Infine, Opening ed ending sono molto originali e meccaniche nella struttura musicale, ma non per questo brutte, anzi. Raccolgono pienamente l'esperienza visiva all'interno di un minuto e mezzo di video.

Esperienza visiva e commento finale
Quest'anime mi ha divertito e mi ha catturato, anche se all'inizio non dava un input abbastanza forte per costringermi a guardarlo tutto. Ha un pacing che prende piede dal terzo episodio in poi, ed è piuttosto veloce e pieno di momenti che fanno sudare freddo, soprattutto nelle parti finali, in cui le scene subiscono aumento repentino di qualità, portando in molti momenti situazioni improvvise e prive di qualsivoglia soundtrack, proprio per dare enfasi al tutto. Lo consiglio? Si, senza problemi, è una visione piacevole e simpatica, con buoni cliffhanger e una qualità media piuttosto elevata. 

Voto finale: 7.5

lunedì 18 agosto 2014

RECENSIONE ANIME: Mikakunin de Shinkoukei


Il genere Slice of Life e sentimentale è piuttosto saturo di produzioni più o meno mediocri, che nel corso del tempo, non sono riuscite a creare un vero e proprio posto scolpito nel cuore degli spettatori degli anime, ma piuttosto riescono in qualche modo a diventare un ottimo passatempo tra una serie e l'altra, quando a chi guarda spesso anime serve qualcosa per "staccare la spina". Oggi daremo particolare attenzione all'adattamento animato del manga "Mikakunin de Shinkoukei", italianizzato in "Fidanzata con lo sconosciuto".

La Storia
La storia di quest'anime non è nulla di troppo particolare, ma nel contesto funziona, e apre le porte a molte possibilità. La nostra protagonista, Kobeni, si troverà a coabitare con due strani ragazzi provenienti da una terra lontana insieme alla sua famiglia. Ad aggiungere "pepe" alla questione ci sarà un "accordo" fatto dal nonno di Kobeni affinché il ragazzo appena conosciuto, chiamato Hakuya, si sposi con la nostra protagonista. La caratteristica che renderà quest'anime "diverso", però, sarà la enorme quantità di gag che ci verranno presentate in un lasso di tempo davvero corto, senza contare come il plot si muova lentamente, ma con fare costante, tenendo vivo l'interesse dello spettatore utilizzando buoni cliffhanger ben piazzati in alcuni episodi.

I personaggi
Non sono presenti moltissimi personaggi, infatti il cast non supera la quindicina di personaggi, ma nonostante tutto, la qualità del cast stesso si rivela essere più che discreta e presenta varietà, dato che ogni personaggio avrà una qualità di spicco che farà valere per tutta la serie, partendo proprio da Kobeni, che esternerà le proprie doti culinarie, fino ad arrivare al taciturno Hakuya, che mostrerà una grande intelligenza e ottimo udito. Tra tutti, però, il personaggio più di spicco è sicuramente la sorella di Hakuya, Mashiro, che per qualche motivo si troverà a seguire il fratello in quasi ogni spostamento, e risulterà essere proprio la personalità portante che darà a Hakuya la possibilità di essere distaccato e schivo, fino a che la situazione non permetta al ragazzo di esprimersi al massimo delle possibilità.

L'animazione
Come alcune produzioni hanno fatto prima di questa, Mikakunin de Shinkoukei presenta la solita "metrica a risparmio". Inizia con un episodio molto convincente dal punto di vista dell'animazione e della pulizia grafica, per poi lentamente scemare fino a raggiungere un livello medio piuttosto buono e ben piazzato, che ritroverà poi modo di elevarsi di nuovo negli ultimi episodi. Per carità, nulla di male, ma questa sorta di discontinuità stona a tratti sotto occhi attenti. 

Il suono
Le soundtrack sono la parte che più brilla del lato tecnico se mettiamo da parte primo e ultimo episodio. Sono molto curate, prevalentemente strumentali, e sempre adatte a ogni momento. Ad appoggiare questo comparto sonoro ci sono ottime opening ed ending, mai anonime e sempre brillanti e carine. Personalmente mi sono ritrovato a guardare interamente sia opening che ending di ogni singolo episodio. Dal punto di vista del doppiaggio, invece, ritroviamo voci piuttosto anonime e in qualche modo poco riconoscibili a causa delle grandi differenze tra i personaggi. Per fare un esempio, la voce di Hakuya è la stessa di Yuuta di Papakiki ( di cui trovate la recensione qui), mentre quella di Mashiro è nuova, ma piena di qualità e ottima per qualsiasi personaggio di bassa statura o piccolo di età. 

Esperienza visiva
Sinceramente quest'anime mi ha divertito: per vederlo non serve pensare tanto, e le gag sono piuttosto simpatiche e originali, seppure la quantità delle produzioni sia elevata e abbia reso il "mercato" saturo. In sostanza è comunque una piacevole esperienza.

Commento finale
Mikakunin de Shinkoukei è un anime leggero e simpatico, ottimo per chi ha guardato produzioni impegnative e vuole staccare la spina guardando qualcosa di bello e non stupido. Lo consiglio a chiunque sia appassionato di commedie sentimentali e Slice of life.

Voto finale: 7.5

mercoledì 13 agosto 2014

League of Legends: Sinergia


Salve a tutti, lettori. Oggi torniamo ancora una volta sull'argomento "League of Legends", e penso che ci torneremo anche altre volte, visto che risulta piacevole parlarne, spendendo giusto un paio di pensieri per ogni articolo. Senza ulteriore indugi, spendiamo un paio di parole sulla "sinergia".

Cos'è la sinergia? Citando Wikipedia,"La sinergia (dal greco συνεργός, che significa "lavorare insieme"), in generale, può essere definita come la reazione di due o più agenti che lavorano insieme per produrre un risultato non ottenibile singolarmente." Naturalmente, questo concetto può essere traslato su un videogioco come League of Legends. La sinergia è sicuramente importante in un gioco del genere, e prova ne è il fatto che, soprattutto nel competitivo, la gente giochi personaggi capaci di compiere cose particolari solo in presenza di altri personaggi. Per fare un buon esempio, Maokai e Nunu sono un'ottima accoppiata, perché mentre Nunu con la sua ultimate slowa, Maokai usa la propria ultimate per alzare le difese del proprio team, e usando i propri CC, dà la possibilità a Nunu di assestare un colpo di ultimate massimo, infliggendo così tantissimi danni e ricevendone molto pochi, mentre il resto del team (solitamente composto dai Damage dealers) fa ancora più danni grazie alle due mosse che, appunto, entrando in sinergia, offrono largo spazio per fare quanti più danni possibili..

Altre coppie molto intelligenti possono essere Lissandra + Wukong, Lucian + Thresh, Master Yi + Wukong, Nautilus + Vayne, Sivir + Braum, e via discorrendo.


Dove voglio andare a parare? Nel più semplice e puro studio di tutto quello che si può fare all'interno di un game pickando un personaggio rispetto a un altro. Per istanza, non esistono "coppie fisse", ma possono sicuramente essere fatti tanti tentativi per scoprire quale sia il personaggio perfetto da prendere per far si che il proprio compagno di squadra possa fare il massimo dei danni possibili.

Infiocchettando tutto, quindi, sta a voi scegliere il personaggio più giusto da prendere in un determinato momento, proprio perché quel personaggio potrebbe completamente capovolgere le sorti di una partita. Fate sempre attenzione a ciò che prendono i vostri compagni di squadra, e se vi va di fare un po' sul serio, potete benissimo prendere un personaggio che sentite che stia in sinergia con quello già pickato, magari esce qualcosa di buono. Naturalmente, come già detto, tutto il concetto della Sinergia va un po' a tentativi, soprattutto a causa di nerf e buff fatti molto frequentemente da parte della Riot, per tale motivo, questa condizione di sinergia può variare, ed è questo il motivo principale per cui invito tutti a fare sempre almeno un paio di tentativi.

mercoledì 6 agosto 2014

RECENSIONE ANIME: Nagi no Asukara


Nagi no Asukara è un anime prodotto a cavallo tra il 2013 e il 2014 dalla P.A. Works, del genere sentimentale/drama.

La trama
La trama si incentra inizialmente su 4 ragazzi facenti parte di un villaggio sottomarino chiamato ShioShishio, che per un motivo o un altro si ritrovano a frequentare una scuola della terra ferma. Per strane ragioni, in questo mondo, mare e terra sono divisi dal punto di vista culturale, e nessuna civiltà accetta i pensieri dell'altra. La particolarità, però, riguarda prevalentemente i rapporti tra i vari personaggi, che si sfaccettano in modo più o meno particolare in tutta la durata dell'anime. Ciò che non ha, però, senso, è la totale mancanza di senso di quasi tutte le scene di ogni episodio. Nulla in quest'anime pare avere una motivazione o un senso. Tutto succede per caso, o succede dopo tantissime e inutili forzature che portano i personaggi a fare una decisione sbagliata, o diversa da quella scelta in origine. In aggiunta, i personaggi sono tutti diversi e abbastanza ben definiti, ma ciò non nasconde la pochezza della storia, che si mantiene su un "rifacciamo quello che abbiamo già fatto aspettandoci risultati diversi". Il che avviene comunque perché se no l'anime non avrebbe un minimo di senso di esistenza. In sostanza, quello che vedrete in quest'anime è: 2 miniarc in cui tutti sono tristi per tutto perché si, finché poi non arriva un personaggio secondario che dice "no, vedete che questo non è brutto!" e tutti sono felici. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, quest'anime è molto curato, sia dal punto di vista grafico che sonoro. Le soundtrack sono la parte più bella della produzione, mentre la grafica tende ad avere alti e bassi, i cosiddetti momenti "quality" che tanto amiamo nel mondo degli anime. Per quanto concerne invece il doppiaggio, anche questo è di buona qualità, ma nulla di cui gridare al miracolo. Nessuna voce è realmente di spicco.

Commento finale
Non lo negherò. Sarò completamente sincero. Quest'anime mi ha fatto venire il mal di stomaco per le tante situazioni risolvibili in uno schiocco di dita ma ingrandite di 100 volte dai personaggi perché se no lo spazio dell'episodio non è riempito. Lo consiglio? Sinceramente... boh. E' un anime Boh. Boh. Nient'altro. Non mi ha lasciato assolutamente niente. 

Voto finale: 10 se siete dei faggots. Se lo guardate con Jonah 6. Se siete Jonah 5. Se siete Akki il voto traballa tra il 6 e il 7, proprio perché c'è un personaggio simpatico.



Amate questa donna.

sabato 2 agosto 2014

RECENSIONE ANIME: Umineko no naku koro ni


Varietà, particolarità, qualità, quantità... Sono questi alcuni dei fattori che rendono un anime buono o brutto, di top gamma o di gamma infima. Oggi andremo a vedere la trasposizione ad anime di Umineko no Naku koro ni dello studio Deen.

La trama
Tutta la trama coinvolge i nostri due protagonisti principali, Ushiromiya Battler e la strega dorata Beatrice, nel tentativo di vincere, chi da una parte, chi dall'altra, un "gioco" all'interno del quale Beatrice dovrà porre a Battler dei "quesiti" spiegabili tramite metodi umani. Per intenderci: la famiglia Ushiromiya, per un motivo o per un altro, sarà vittima di un enorme omicidio di massa per mano di Beatrice, ma Battler, non credendo nelle streghe, non può ammettere l'esistenza di Beatrice stessa, pertanto ha intenzione di trovare una spiegazione, umana e non "magica", valida agli omicidi di Beatrice, sempre al limite dell'orrido e "fantasiosi". Se c'è però una cosa da dire, è che essenzialmente pochissimi personaggi hanno senso di esistere, se non quello di morire all'interno del gioco. Questo, secondo il mio più personale punto di vista, potrebbe essere un punto poco chiarito all'interno dell'anime, e forse potrei anche aver ragione.

Comparto tecnico
Parliamo essenzialmente del 2009, e dello studio Deen. Laddove i suoni e le soundtrack sono state prese dalla sound novel originale, lo stile grafico strizza in qualche modo l'occhio a Higurashi, ma si presenta molto più pulito e con animazioni molto meno esagerate e inquietanti al punto giusto. 

Commento finale
Insomma, non c'è tantissimo da dire di Umineko, o almeno, della sua controparte animata. Sinceramente, guardare l'anime di Umineko è come non guardarlo affatto. E' pieno di eventi che poi arrivano a una conclusione pressocché banale o più che altro legata a un "to be continued" che mai è avvenuto. Ormai sono passati 5 anni dall'uscita dell'anime e dubito fortemente che uscirà una seconda serie per risolvere tutti i punti morti della prima. In sostanza, guardare l'anime di Umineko è come prendere il 60 agli esami di stato con un bel calcio in culo e un consiglio speciale a leggersi la novel. 

Voto finale: 7