mercoledì 16 aprile 2014

RECENSIONE FILM: Frozen - Il regno di ghiaccio


"Frozen - Il regno di ghiaccio" è un film prodotto a cavallo tra il 2013 e 2014 dalla Disney, dai produttori di altri lungometraggi d'animazione come "Ralph spaccatutto" (o "Wreck-it Ralph"). 


La trama
Sebbene le informazioni sopracitate non siano moltissime e non c'è comunque una giustifica da parte mia per non aver mai visto questo film, c'è da dire che comunque ci sono una serie di cose che caratterizzano questo film e lo differenziano da altri. Per cominciare, la trama viene quasi completamente tratta dalla favola "la regina di ghiaccio" di Andersen, ma naturalmente in chiave disneyana. Ci troveremo fin da subito a trattare con una famiglia in cui due sorelline, molto unite fin dalla nascita, giocano in modo spensierato in un castello in qualche posto sperduto (forse in Finlandia). Le informazioni che vengono "mandate" dal film all'inizio sono in qualche modo simili a quelle che possono essere apprese da altri film come "Up". Semplici immagini, molto colorate, e una serie di montaggi in cui le sorelle giocano ci fanno capire che la più grande, Elsa, ha il potere di far apparire del ghiaccio dalle proprie mani, e per questo motivo farà del male alla sorella minore, Anna. Questo porterà tutta la famiglia a prendere una serie di precauzioni per evitare che problemi del genere si verifichino di nuovo, ed è per questo motivo che, per tantissimo tempo, le porte del castello vengono chiuse, ed Elsa chiude i contatti con Anna. Passa un sacco di tempo, come già detto, e proprio nel giorno dell'incoronazione di Elsa a regina, dato il raggiungimento della maggiore età e della scomparsa dei suoi genitori , qualcosa andrà storto. A causa di un errore, i poteri di Elsa diventeranno conoscenza comune, e in preda al panico quest'ultima scapperà via, inseguita da Anna. Si può già capire come tutto questo andrà ad evolversi: la solita avventura in cui il Main Character va dal punto A al punto B ritrovando una serie di ostacoli sia lungo il percorso che all'arrivo. Non è davvero nulla di speciale, se non fosse che ci sono una serie di personaggi che riescono in qualche modo a mantenere tutto in piedi per il rotto della cuffia, per non decadere nel solito "intervallo" di film standard d'animazione. Tutto funziona piuttosto bene, e non c'è minimamente da nascondere che gli unici personaggi che riescono a mantenere il film appena interessante sono Sven con Cristoph ed Olaf. Tutti gli altri personaggi, Anna ed Elsa compresa, sono abbastanza approfonditi nel loro carattere, ma non tanto da poter giustificare il fatto che comunque non lo siano neanche lontanamente per sembrare dei personaggi principali. Dall'inizio, fino al finale, si nota una evidentissima voglia dei produttori di sbrigare tutto alla bell'e meglio, inserendo una quantità spropositata di canzoni, e rendendolo uno pseudo-musical che non attacca molto con spettatori un po' più cresciuti. 

Comparto Tecnico
Che si può dire del comparto tecnico? La grafica è fantastica, le animazioni anche, è tutto nel solito stile Disney, seppur non sia così tanto colorato quanto i film precedenti, e le canzoni sono orecchiabili e simpatiche anche in italiano. Nulla da dire in questo campo, ci troviamo davanti a uno degli apici dell'animazione odierna in 3D. 

Commento finale
Ciò che mi pesa di più di Frozen è il fatto che non è stato studiato meglio come film. Troppe canzoni, poca trama, ma tante piccole gag di alcuni personaggi di parte che riescono a rattoppare le falle evidenti della produzione. Nonostante questi difetti puramente trascurabili (poiché in questo campo si parla prevalentemente di gusti personali), c'è da dire che Frozen rimane un film simpatico e bello da vedere, leggero, non troppo pretenzioso e ottimo per i bambini, con anche un paio di battute che strizzano l'occhio ai più grandi, proprio per lasciarne un po' a tutti. Mi è piaciuto? Si, ma non completamente, avrei preferito un maggiore approfondimento di alcuni personaggi che non starò qui ad elencare, anche perché quasi tutti sono dimenticabili, salvo i tre sopracitati. Lo consiglio? Si, magari a qualcuno che vuole vedere qualcosa della Disney leggero e bello graficamente. In alternativa si va sui classici con Oliver & Company. 

Voto Finale: 7.

giovedì 3 aprile 2014

RECENSIONE ANIME: Monogatari Series - Second Season


Digital Shaft, nel 2013, ha ricevuto abbastanza soldi e ha deciso di fare il passo più lungo della gamba confezionando la "seconda serie" dei Monogatari.

La Trama.
Tutto è suddiviso in arc. In ogni arc possiamo ritrovare moltissimi elementi che ritorneranno negli arc successivi, e nulla è dato per scontato. Caratteristica principale di questa serie è che vengono inseriti nuovi person-


... Ok, non ce la faccio a fare una recensione su quest'anime. E' qualcosa che va provato su pelle dopo aver visto i primi Monogatari. E' qualcosa che bisogna guardare apprezzando l'opera e i personaggi, tutto quello che dicono. Bisogna pendere dalle labbra dei doppiatori nei discorsi che vengono fatti, e non c'è da sindacare il fatto che quest'anime supera la concezione di anime stesso. Con ciò non voglio dire che sia l'anime perfetto, anzi, ma ha una trama così giusta, così priva di buchi, così curata, accompagnata da personaggi ottimi, sia vecchi che nuovi introdotti, e in più nuove e vecchie soundtrack mischiate per migliorare l'approccio con le scene. Quest'anime non merita un voto. Quest'anime va visto e va apprezzato per quello che è, perché Questo prodotto non ha la minima possibilità di ricevere un voto soggettivo. Non siete contenti del risultato? Non vi piace che non ho scritto la solita tiritera? Beh, non fa nulla, andate sugli Akuma Subs, vi lascio il link qui, troverete i subs delle ultime due serie. Le prime due cercatele da voi se non le avete viste, si chiamano Nisemonogatari e Bakemonogatari. Se volete sapere come sono, cercate le vecchie recensioni. Non ritengo giusto votare quest'anime, né dire quello che penso. In questo momento non penso. Sono semplicemente esploso. Per come è andato l'anime, per la direzione che ha preso, per il finale. E' tutto perfetto. Non merita un voto, merita di essere visto. Peace out. Guardatevelo.

martedì 1 aprile 2014

Akki Games! (Archivio) - Twilight Princess (WII)



Nato nel 2006 dalle brillanti menti di Nintendo, Twilight Princess ha visto la luce a ridosso del lancio della “nuova console” Wii, e al ridosso del canto del cigno della console Nintendo Gamecube.

La trama
Trattandosi di uno Zelda, la trama procede in grandi linee grazie al gameplay: un ragazzo, il protagonista di quest’avventura, si ritroverà quasi per caso avvinghiato a un conflitto tra luce e ombra, e verrà ingaggiato da uno strano esserino appartenente al regno dell’oscurità: ben presto scopriremo che la principessa di Hyrule, il mondo di gioco, è intrappolata nel regno dell’oscurità, e che mezzo mondo di luce è contaminato dalle tenebre. Sarà compito di Link, accompagnato da Midna, quello di recuperare tutti gli artefatti necessari per la liberazione del mondo dall’oscurità, il cui capostipite è rappresentato da Zant. La storia, nel complesso, è molto lineare all’inizio, ma subisce nel corso del gioco una serie di svolte drastiche, che porteranno il giocatore a pensare molto sul da farsi, e contemporaneamente ad affezionarsi a tutti i personaggi, in particolare a Midna, che viene molto sviluppata nel corso del gioco particolarmente, rispetto ai moltissimi dei personaggi secondari.

Gameplay
Trattandosi della versione Wii, rispetto a quella Gamecube ha ricevuto una serie di migliorie a livello di comandi e anche di struttura di gioco: alcuni dungeon hanno subito dei cambiamenti in estetica e in struttura, mentre il gioco è stato ruotato di 180°, proprio per garantire una familiarità del giocatore ai comandi di gioco. Per giocare a questo titolo si usufruisce dell’accoppiata Nunchuck + Telecomando Wii: mentre il primo è atto allo spostamento di Link, allo “Z Targeting” (condizione in cui il personaggio si “aggancia” al nemico, sempre in distanze ravvicinate e a portata di spada) e alla visuale in prima persona, il secondo è atto agli attacchi (compiuti scuotendo il telecomando Wii), all’utilizzo degli oggetti (con le frecce direzionali e con il tasto B) e al rotolamento/salto di Link (pulsante A). Tali comandi possono sembrare poco familiari in un primo momento, ma basterà poco per trovarli piacevoli e mai scomodi. Una nota di demerito va, però, alla telecamera, che alle volte risulta un po’ difettosa, soprattutto in spazi piuttosto stretti; cosa di poco conto, però, se stiamo ad osservare il prodotto finito e le situazioni sporadiche in cui si verifica tale situazione.

Comparto tecnico
Dal punto di vista grafico, Twilight Princess presenta un ottimo utilizzo di luci, così come un ottimo utilizzo di shader, effetti particellari ed  una cura particolare nell’ espressività dei personaggi. Lo stile grafico è totalmente nuovo nel mondo di Zelda: presenta un’espressività atipica, presente in pochissimi altri giochi. Accompagnando il gameplay, poi, riesce ad offrire quel che basta in quanto a “epicità” nel contesto, soprattutto nei combattimenti dei boss, mai troppo ostici e sempre con peculiarità e caratteristiche uniche.
Dal punto di vista sonoro, il gioco si mantiene negli standard della serie, mostrando però in repertorio un ottimo comparto audio, anche a livello di suoni ambientali. I personaggi non parlano, e ciò enfatizza ancora di più l’azione, portando il giocatore a leggere di più e ad appassionarsi ancora di più ai caratteri vari. Le uniche voci presenti sono quelle di Midna (un borbottio) e una serie di urla/versi di esclamazione o altro fatti dai personaggi primari e comprimari.

Longevità
Il titolo si presenta come un must have per chiunque possieda un Wii, soprattutto grazie alla sua longevità, garantita sulle 33 ore con un gameplay medio, e intorno alle 40-45 con un gameplay atto al ritrovamento di ogni cosa presente nel gioco. La peculiarità di Twilight Princess è, infatti, il vastissimo mondo di gioco, che premia sempre i più intrepidi e curiosi: capiterà moltissime volte di trovarci in posti in cui, superando i mini dungeon proposti, riceveremo come premio un frammento di cuore o una serie di rupie dall’alto valore.

Commento Finale
Zelda Twilight Princess è un masterpiece Nintendo, e  paragonandolo a Ocarina of Time, devo ammettere di preferire il primo a quest’ultimo, per una serie di fattori. Primo tra tutti è la longevità, seconda è la trama, molto più cinematica e appassionante, e terza, ma non meno importante, è la quantità di momenti in cui il giocatore si trova disperso. Se dovessi dare un nome a Twilight Princess, lo definirei come “Ocarina of Time 2.0” per le sue meccaniche molto simili e fedeli al capitolo dell’ocarina, ma migliorate in ogni aspetto possibile.

Voto Finale: 8