domenica 30 marzo 2014

RECENSIONE ANIME: Golden Time


Gli anime sentimentali di buona qualità sono pochi, e molte volte non si notano, se non dopo parecchio tempo dall'originale uscita. Altri, però, sono più fortunati, e fanno scalpore subito (esempio Toradora! e Lovely Complex). E' da molto tempo che non escono anime sentimentali fatti bene e con una trama particolare e semplice al contempo, ma ecco che dal nulla spunta fuori Golden Time, trasposizione ad anime di una light novel scritta nel 2010 dalla stessa scrittrice di Toradora. 

La trama
La trama si sviluppa, come detto, in modo semplice: un ragazzo di nome Tada Banri, inizia a frequentare l'università di Tokyo, e fin dall'inizio conoscerà una grande quantità di persone che si riveleranno essere valide amicizie nel corso di tutta la produzione. Partiremo da Mitsuo, per poi incontrare Oka Chinami, la senpai Linda, 2D Kun e infine Kouko, la co-protagonista di questa storia. Una cosa rilevante ai fini della trama è la mancanza totale di un vero e proprio filo logico degli avvenimenti. Tutto, infatti, è atto a far sviluppare i personaggi nel modo migliore possibile, sia interagendo fra loro, sia compiendo azioni che possono portarli a risultati più o meno buoni. Il punto è, però, che quest'anime va guardato come se si stesse guardando la vita di un'altra persona. Non è assolutamente uno slice of life, ma la vita di Banri viene replicata in modo abbastanza fedele, in modo che possiamo immedesimarci al meglio nel personaggio e possiamo comprendere le azioni che compie. Tutto ciò fino a circa metà serie. Da quel momento in poi, Banri assumerà un'identità propria, e quello che ci resterà sarà guardare il corso degli eventi e sperare per il meglio, perché diciamocelo, quest'anime non dà tregua al povero telespettatore. Guardate l'anime per capire cosa intendo.

Comparto tecnico
Un ottimo stile grafico con animazioni piuttosto buone viene accompagnato da una serie di soundtracks degne del sopracitato Toradora, con molti pezzi che lo ricordano a tratti. Opening ed endings sono le cose più smielate mai viste in un anime, ma rendono abbastanza l'intenzione dei produttori: quella di rendere Kouko la mascotte dell'anime. Il doppiaggio è anche molto buono, e senza troppi complimenti le voci ricoprono bene il personaggio a cui sono state assegnate. 

Commento finale
Golden Time è un bell'anime. Ciò però non significa che convenga sottovalutarlo, anzi, al contrario.E' un anime da guardare aspettandosi di tutto, bello e ingiusto in alcuni punti, ma pieno di caratteristiche uniche e momenti perfetti. Lo consiglio? Senz'altro. E' ottimo per chiunque stia iniziando a guardare anime.
Voto finale: 9

giovedì 27 marzo 2014

RECENSIONE ANIME: Kill la Kill


Dopo grandi anime del calibro di "Tengen Toppa Gurren Lagann", non si è sentito moltissimo parlare della Gainax,a parte lo sporadico Panty and Stocking. Siamo venuti poi a conoscenza del fatto che lo studio facente parte della Gainax si è separato da quest'ultima, diventando poi quello che oggi è conosciuto come lo Studio Trigger. Dopo un po' di tempo, nel 2013, ecco che esce la prima puntata di qualcosa di inaspettato: un anime chiamato Kill la Kill. Sarà all'altezza dei suoi predecessori? O sarà un flop?

La trama
La trama di quest'anime è davvero semplicistica: una enorme città - scuola, comandata da una dittatrice, ha composto nel tempo una gerarchia basata sul grado in stelline disegnato sulle varie divise scolastiche. Quest'ultime hanno dei poteri, che vanno in crescendo da una a tre stelle. Conosceremo fin da subito la nostra protagonista, una ragazza burbera chiamata Matoi Ryuuko, che per qualche motivo ce l'ha a morte con la presidentessa del consiglio studentesco, Kiryuin Satsuki. Lo sviluppo dell'anime sarà prevalentemente incentrato sui combattimenti, e sul fatto che Ryuuko vuole sapere senza mezzi termini chi sia stato ad ammazzare suo padre. Nel corso del tempo, Ryuuko potrà avere accesso all'abito sacro Senketsu, che si rivelerà anche essere un personaggio molto importante, e molto più potente delle sopracitate ultradivise a stelle. Da questo punto in poi, la trama si suddividerà in due parti, un po' come Gurren Lagann: nella prima parte vedremo una serie di combattimenti senza reale capo né coda, nella seconda scopriremo le vere intenzioni del "cattivo" per combattere insieme al main character un cattivo ancora più grande. Pur non essendo molto banale, la trama ha una certa carenza di coinvolgimento, che si presenta ottimo nelle prime puntate, ma che va scemando orribilmente in quelle successive, con una serie di piccoli buchi nella trama che fanno storcere il naso agli osservatori più attenti. I personaggi, invece, sono tanti e hanno un buono screen time (tempo di apparizione sullo schermo), ben diluito per ciascuno, ma nei grossi limiti di un fighting anime. Ciònonostante, si può dire senza problemi che il cast è molto ispirato, e pieno di vari caratteri, differenti l'uno dall'altro. 

Comparto tecnico
Dal punto di vista tecnico, Kill la Kill è molto altalenante: alcuni episodi hanno uno stile grafico e d'animazione molto curato, altri invece sembrano fatti senza ispirazione e di fretta. Dall'altra parte, invece, troviamo delle perfette soundtrack, composte da Hiroyuki Sawano, ottime per tutti i momenti dell'anime e mai fuori posto. Opening ed ending sono anche molto belle, e abbastanza ispirate all'anime. Per quanto concerne invece il doppiaggio, non c'è nulla davvero da dire. Gli attori sono stati bravissimi a rendere il carattere dei personaggi che impersonano, e l'hanno fatto nel migliore dei modi.

Commento finale
Kill la Kill è un anime che parte in quarta con enormi pretese, ma che non riesce a mantenerle nella loro interezza a causa della estrema volontà degli sviluppatori di fare qualcosa di troppo grande. Nonostante ciò, però, non si può negare il buon lavoro svolto dalla Trigger, che con qualche sbavatura è riuscita a confezionare un prodotto di gran lunga passabile. Non si allontana troppo da un normale Shonen, anzi, rimane abbastanza sullo standard, soprattutto dopo la visione del finale, che è si molto bello, ma contemporaneamente nulla di inaspettato. E', infatti, anche la componente "colpo di scena", una delle piccole carenze di questa produzione. Lo consiglio? Si, ma sinceramente, se dovessi consigliare un anime dello stesso studio, guarderei un po' indietro nel tempo e consiglierei l'ottimo Gurren Lagann, senza alcun rimorso.
Voto finale: 8.

mercoledì 26 marzo 2014

RECENSIONE ANIME: Log Horizon



Nel corso del tempo, molti anime si sono basati sul setting "MMORPG", con capisaldi come "Sword Art Online" o ".Hack". Tralasciando il livello qualitativo degli anime sopracitati, è giusto notare una evoluzione, sia di storia che di personaggi, negli anime successivi basati sulla stessa impostazione. E' così che introduciamo "Log Horizon", anime della Sentai Filmworks iniziato nel 2013 e finito a Marzo 2014.

La Trama
Log Horizon non deve essere assolutamente visto come una copia di altri anime basati sugli MMORPG. E' una produzione con un proprio carattere, in cui i personaggi si sviluppano in modo particolare, e nonostante i salti temporali della produzione, c'è comunque da dire che tutto rimane coerente con se stesso, senza sforare in varie e inutili incongruenze con la trama nel corso del tempo. Log Horizon tratta di un mondo tutto nuovo, basato su quello che già abbiamo imparato a conoscere, ma proiettato in una dimensione diversa, in cui gli NPC sono chiamati "Abitanti della Terra", e i giocatori "Avventurieri". Catapultati in questo mondo, verremo a conoscenza del nostro protagonista principale, chiamato Shiroe, che, definito come "lo stratega", si ritrova solo e senza una gilda in questo vasto e nuovo mondo. Nel corso della storia, Shiroe incontrerà tante vecchie persone, e cercherà nel contempo di raggiungere vari accordi con gli altri giocatori per formare una comunità simile a quella odierna della Terra, cercando di convivere con tutti e contemporaneamente di trovare una via di uscita per tornare a casa. La storia non si basa sui semplici combattimenti, ma più che altro sulla mentalità di ogni singolo personaggio, che si svilupperà in modo più o meno profondo nel corso del tempo, dimostrando una buona cura soprattutto nella mentalità di ciascuno.

Comparto tecnico
Log Horizon si mantiene sugli standard degli anime odierni: buon character design, buone soundtrack, ottime opening ed ending, e soprattutto buona animazione, migliorata nei momenti adatti. Nonostante tutto, però, rimane un anime abbastanza Low Budget data la poca quantità di movimento che i personaggi hanno nella maggior parte degli episodi; questo però non mina assolutamente la pulizia grafica né la qualità delle animazioni, che rendono l'anime diverso rispetto agli altri da questo punto di vista.

Commento finale
Log Horizon, è bene ripeterlo, non è la copia di nessun anime, come troppa gente può credere a prima vista, ma è un sistema ben studiato per proiettare lo spettatore alla visione della seconda serie, in uscita a Ottobre 2014. In attesa di questa data, è naturale valutare l'anime per ciò che è, cioè nulla di troppo particolare, ma nemmeno di brutto. Rimango quindi fiducioso, in attesa della prossima serie.

Voto Finale: 7.5