venerdì 31 gennaio 2014

RECENSIONE ANIME: Shiki



Gli anime sui vampiri o su eventi sovrannaturali sono sempre stati frequenti nel panorama giapponese, ma solo alcuni sono riusciti a rimanere in bella vista, tra tutto il resto. E' questo il caso di Shiki, anime del 2010 dal carattere sovrannaturale prodotto dalla Aniplex con la Dentsu.

La Storia
Siamo in un piccolo villaggio rurale, nei primi anni '90. Qui la gente vive tranquilla e felice, e ognuno vive seguendo le proprie passioni e i propri sogni. Veniamo subito a conoscenza, poi, di una ragazza, chiamata Megumi Shimizu, che ha l'ossessione per un ragazzo, ma dimostra dei segni di squilibrio nei confronti degli altri abitanti: lei vuole vivere in una città grande, e odia la gente che spettegola o si fa i fatti degli altri. Questi elementi ci serviranno per comprendere meglio il suo comportamento, così come il suo carattere. Ma sarà proprio questa la prima "trappola" che ci verrà tesa dall'anime stesso: questa produzione non ha un solo protagonista, ma ne ha molteplici, e capiremo questo solo nel momento in cui è necessario comprenderlo. Sarà proprio dopo la presentazione di questa ragazza strana, che capiremo che qualcosa non va. Dei nuovi abitanti sono arrivati in questo villaggio, ma proprio in modo correlato al loro arrivo, la gente ha cominciato a stare male e a morire lentamente. Sarà questo il momento in cui ci verrà presentato Toshio Ozaki, il medico del villaggio, che si sentirà (e verrà messo) in primo piano per tutta la durata dell'anime, e dovrà fare in modo di scoprire quello che sta succedendo a questa cittadina, accompagnato da altri personaggi come Natsuno, il ragazzo di cui è innamorata Shimizu, e il monaco Seishin, amico di Ozaki. Quello che però si presenta come un mero anime "thriller" va poi a trasformarsi in qualcosa di grande, qualcosa che porta a provare empatia per tutti i personaggi, sia quelli primari che quelli di supporto. Il villaggio viene mostrato come pulsante e vivo,
pieno di gente con mentalità e situazioni ambientali diverse.

Comparto Tecnico
Il 2010... aaaah, in quest'anno ho cominciato a guardare anime in modo assiduo e interessato. Ora non è proprio la stessa cosa, ma vedere un anime con un character design così dettagliato e variegato strizza l'occhio a tutti coloro che hanno una passione per la cura nei dettagli di una produzione. L'animazione non è davvero niente di speciale, ma fa il suo sporco lavoro, e arriva al suo apice negli ultimi episodi, dove si nota un po' la stanchezza dei produttori, così come la lunghezza della serie, diluita fino allo stremo per non far mancare nessun dettaglio all'appello. Come audio ci troviamo di fronte a qualcosa di alta qualità. Opening ed ending fanno il loro lavoro: riassumono l'anime in modo impeccabile. Le soundtrack, dall'altra parte, aiutano ad immedesimarsi nella situazione rappresentata. Ultimo, ma non per importanza, è il doppiaggio. Per portare a compimento quest'anime sono stati scelti molti buoni attori, come ad esempio Okamoto Nobuhiko, conosciuto anche per aver dato voce a Rin Okumura o Accelerator.

Commento Finale
Shiki è un anime adatto a coloro che cercano un modo per tornare a guardare anime, o semplicemente adatto a tutti coloro che amano i cosiddetti "trainwreck" (che partono normalmente e che poi vanno velocemente a un punto in cui ogni episodio ha una giusta quantità di suspance, tale da forzare lo spettatore a vedere gli episodi successivi; una vera e propria baraonda che colpisce lo spettatore fin dal primo momento)  e hanno molto tempo tra le mani. Lo consiglio? Si, a occhi chiusi. E' un anime che davvero tutti dovrebbero vedere.

Commento Bonus
Questo commento è stato fatto dal mio amico Reimu, che ha deciso di guardare insieme a me questa serie.
"Shiki è stato un anime che, fin dalle premesse, mi ha impressionato non poco. Non si è sbilanciato, e per non andare troppo oltre, gli autori hanno deciso di portare la serie a un compimento semplice ma ben riuscito. Quest'anime, secondo me, è stato senza dubbio un 7, ma non perché sia mediocre o 'average': questo è stato prevalentemente per il fatto che gli autori non volevano mandare tutto all'aria, e volevano semplicemente mantenere la loro produzione il quanto più lineare (per quanto possa esserlo) e originale possibile."
Voto Finale: 7

sabato 25 gennaio 2014

RECENSIONE ANIME: Busou Shinki Moon Angel

Salve a tutti ragazzi! Dopo non so quanto tempo sono tornato per recensire qualche cosina, ed è per questo che ricomincio non da un anime, ma da una serie di piccoli episodi da 5 minuti, 10 in tutto, facenti parte di una serie chiamata Busou Shinki. Enjoy, and stay tuned! Ho delle recensioni da parte ancora non postate, che spero di mettere sul blog (voglia e tempo permettendo).

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Il Giappone è sempre stato una nazione appassionata di tecnologia: troppe produzioni ce lo ricordano, anime e film in primis, ed è per questo che, in modo intermittente, vengono rilasciati al grande pubblico mastodontiche o piccole produzioni, che ricalcano proprio il solito concetto di "what if". Come sarebbe se il mondo odierno fosse costellato di robottini capaci di aiutarci nei problemi di tutti i giorni? La risposta è in "Busou Shinki Moon Angel", piccolo anime del 2011, prodotto dalla TNK e composto da 10 episodi di 5 minuti ciascuno, atti a fungere da "input" per l'omonima serie successiva.

La Trama
Tutto comincia con una scena di combattimento, frenetica e pericolosa, tra due ragazze apparentemente vestite in uno stile che ricorda Black Rock Shooter. Nulla, però, può darci il minimo avviso che questa battaglia è ad altezza di bambola. E' così che veniamo introdotti nell'universo di Busou Shinki, in cui il nostro protagonista, un ragazzino di nome Tsubasa, desidera uno di questi robottini, che a quanto pare hanno la stessa utilità dei Chobits: aiutano nelle faccende di tutti i giorni, e in più combattono. Non ci vorrà molto per capire che la nostra robottina bionda chiamata Kaguya (perché ritrovata da Tsubasa in una notte di luna piena) non è un normale robottino, bensì un esemplare costruito per un esperimento, atto a creare la Shinki finale, un robot da combattimento, armato di armi vere.

Lato Tecnico
Essendo una produzione di pochi episodi da pochi minuti, l'animazione è concentrata al massimo, e viene sfruttata per compensare dove la trama diventa troppo lineare. Linearità della trama a parte, si può notare un piacevole stile grafico, accompagnato da animazioni 3D nei combattimenti e soundtrack orecchiabili.

Lo Consiglio?
Si, per chi vuole perdere tempo. Non è malaccio come produzione a sé stante, ed è carino da vedere se ci si vuole avvicinare alla serie del 2012, composta da 12 episodi di lunghezza standard.
Voto Finale:  6.5