mercoledì 26 giugno 2013

Akki Games! Capitolo 13 - The Last of Us

... E salve a tutti, cari lettori del blog! Come state notando, non ho moltissimo tempo per scrivere sul blog ultimamente, causa esami di stato... Ma hey, pian piano mi sto liberando, e ne è dimostrazione il fatto che avantieri sono riuscito a mettere le mani su una copia di The Last of Us, e nel giro di 14-15 ore l'ho finito. Detto questo, senza ulteriori indugi, ladies, gentleman and others, io sono Akki, e benvenuti nella recensione di "The Last of Us". (Ho spudoratamente copiato GRArkada con questa intro, ma vabbè, chiedo venia)
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Naughty Dog, una delle case produttrici da sempre affiliate Sony, stavolta ha fatto un colpo basso, offrendo, quasi alla fine del ciclo del sistema Playstation 3, un prodotto nuovo, coinvolgente, e "padre" della maggior parte dei giochi che usciranno in futuro basati su questo tipo di meccaniche. The Last of Us sarà, quindi, alla giusta altezza per essere nominato tale? Vediamolo insieme.

Trama
In un giorno cronologicamente vicino ai nostri, veniamo a conoscere senza troppi giri di parole il nostro eroe della storia, Joel, che un po' come faceva Drake in Uncharted, si presenta svelto e scaltro, ma contemporaneamente con un sacco di problemi. Dopo un'introduzione da vero e proprio cliffhanger, ci ritroviamo ben 20 anni dopo l'inizio di una epidemia, che si pensa essere zombie, ma in qualche modo si rivela essere sensibilmente diversa. Per capirlo avremo bisogno di andare più avanti nel gioco, anche se è obbligatorio sapere che questo gioco si basa, almeno per quanto concerne l'epidemia, su un tipo di parassita che prende il controllo delle formiche. Fate 2+2. Sarà compito di Joel, accompagnato dalla sua partner Tess, accompagnare una bambina ad un laboratorio per conto delle "Luci", o "Fireflies", comunità di persone nata a seguito dell'epidemia. Cosa nasconderà questa bambina? 

Caratterizzazione dei personaggi
I personaggi vengono caratterizzati al meglio, attraverso un sistema di cutscenes cinematiche, e una serie di dialoghi aggiuntivi che vengono compiuti dai personaggi durante l'operazione di gameplay. In qualche senso, impareremo ad immedesimarci in Joel, e impareremo a capire le abitudini dei vari personaggi che vengono introdotti prima e dopo l'epidemia. Una cosa che però mi ha dato fastidio è stata la scarsa caratterizzazione di alcuni personaggi all'inizio, che nonostante si mostrino forti di carattere, decadono nel baratro dei "personaggi di spalla" o "comparsa", parendo utili solo ai fini dello svolgimento della trama.

Gameplay
Il Gameplay, preso quasi al 100% da Uncharted, mantiene una meccanica molto vicina a quella di un gioco per PC odierno, parendo, in quanto a comandi, piuttosto confusionario per videogiocatori non avvezzi a questo genere di controlli. E' premura del gioco, però, rendere l'azione esponenzialmente più difficile, senza portare grossi problemi al videogiocatore agli inizi. I controlli, quindi, sono un po' spartani, ma si mostrano molto comodi quando si è capita la meccanica di gioco.

Grafica
Essendo uno degli ultimi giochi presentati per Playstation 3, il sistema della console viene spinto al limite possibile, e si vede: la grafica è molto realistica, e si può notare lo sforzo del sistema proprio quando si caricano i chunks in lontananza, che danno un fastidioso effetto di popup, visibile, però, solo ad occhi più attenti. Fortunatamente, questo tipo di problema è stato limitato all'osso dagli sviluppatori, anche se si possono notare in alcuni punti texture non ben caricate o punti illuminati "a intermittenza" (effetto "flickering").

Sonoro
Si possono udire una serie di soundtrack molto di atmosfera, mai di troppo e ottime come accompagnamento per il gameplay. E' una delle colonne sonore meglio create per un videogioco, e questo è sacrosanto.

Punto aggiuntivo: le cinematiche
Essendo un gioco molto vicino (almeno di meccaniche) ad Uncharted, si mostra pieno di riprese da film hollywoodiano, e momenti di gameplay in cui è richiesta la pressione ripetuta di pulsanti del joystick (quick time event). Ciò potrebbe portare a pensare che il gioco sia continuamente smorzato da filmati, e invece no. Il gioco E' un continuo filmato, che varia a seconda delle tue azioni. Non arriva di certo ai livelli di Heavy Rain, ma rimane comunque molto interattivo e ai livelli di Uncharted.

Punto aggiuntivo: i problemi.
Naughty Dog ha fatto sicuramente un lavoraccio, non c'è che dire. Ma si sa, non tutte le ciambelle riescono col buco, e ne è dimostrazione il fatto che questo gioco sia letteralmente costellato di bug più o meno "gamebreaker". Mi spiego meglio. Dopo il 14 Giugno, Naughty Dog ha dovuto rilasciare una patch (la 1.01), che correggeva i problemi di salvataggio del gioco, che per qualche strana ragione, non rimanevano sulla console, provocando l'eliminazione di tante ore di gameplay. Tale problema è si stato risolto, ma solo in parte, poiché ci sono ancora testimonianze dello stesso glitch, ma in forma diversa. Altri bug possono ritrovarsi nell'interfaccia in primis, nell'intelligenza artificiale, che trova un picco di, appunto, intelligenza solo alla fine del gioco, e nella grafica, che riceve in alcuni punti dei rapidi cali di frame rate, che in qualche modo spezzano l'azione.

Commento finale
Naughty Dog è riuscita a creare un titolo da "olimpo" Sony, ma contemporaneamente si è scavata un piede nella fossa. The Last of Us non è perfetto, e non è il miglior gioco del 2013, questo è certo, ma sicuramente si trova tra le prime posizioni, per quanto concerne immedesimazione, gameplay e trama, dei titoli consigliati per Playstation 3. Lo consiglio? Si, compratelo, chiudetevi in casa e sparatevelo tutto. Non ve ne pentirete. Ma attenti ai bug! a quanto pare, anche questo gioco è ... "infetto".


Grafica: 10
Sonoro: 9
Gameplay: 8
Immedesimazione: 7
Longevità: 8
Voto Finale: 8


venerdì 7 giugno 2013

Sonic 2006: Flop voluto o scherzo del destino?


E salve a tutti, cari 4 gatti rimasti sul blog di Akki! Quest'oggi vi parlerò, dopo un po' di tempo di inattività (causa primaria scuola ed esami), di un personaggio per me molto importante. Partiamo, però, con ordine.

Per cominciare, eccoci, dopo circa un anno, a parlare di nuovo di Sonic, stavolta con un titolo su Wii U, Sonic Lost Worlds, che si prospetta perfetto per essere un degno capitolo tridimensionale del porcospino blu. Per chi non l'avesse visto, ecco qui il trailer.



Detto questo, torniamo in topic. Qual è il momento migliore per parlare del passato di questa splendida mascotte, se non proprio qualche mese prima dell'uscita di questo nuovo capitolo? E dunque, senza indugio, trattiamo di uno dei capitoli più brutti e mal concepiti (a detta di molti) del Sonic Team: Sonic 2006.

Sonic 2006 nasce dalla mente del Sonic Team proprio a seguito del quindicesimo anniversario del porcospino blu, e proprio a seguito della (da poco tempo a quella parte) uscita della Playstation 3. Parliamo, insomma, di una tecnologia in qualche modo "passata", ma non per questo disprezzabile. Sega presentò, da poco tempo a quella parte, una breve demo seguita da un trailer del gioco, che prometteva davvero bene, e aveva fatto salire l'hype dei fan, aumentando l'interesse e la volontà di giocare al primo, nuovo titolo di Sonic sulle nuove consoles, dopo un Dreamcast passato in Sordina, e tanti titoli portati sulle consoles come Playstation 2 e Gamecube. 



Come possiamo notare da questa breve demo, il gioco si presentava in qualche modo simile ai già visti Sonic Adventure, ma con grafica più realistica, ambienti più curati e una grande, grande quantità di nemici, oltre che di grandezza e varietà in termini di mappe. Insomma, sia per animazioni che per quanto concerneva il lato di gameplay, Sonic 2006 si presentò al Tokyo Game Show del 2005 in splendida forma, mostrando grande grinta e prospettandosi come uno dei giochi più promettenti per i post lineup della Playstation 3.

Ma... Qualcosa andò storto. Non si sa ancora bene per quale motivo, ma il Sonic Team arrivò a cambiare molte delle cose presenti nel video qui sopra. A cominciare da alcune animazioni e cinematiche, il gioco perse moltissimi FPS a causa di un sistema di luci troppo particolare per la Playstation 3. I controlli peggiorarono, diventarono più "scivolosi", e il duro lavoro del Sonic Team andò a farsi friggere. La causa? Alcuni dicono che la causa dell'uscita prematura di questo gioco sia dovuta sia all'Hype dei fan, che forzarono Sega a rilasciare il gioco prima del dovuto, sia per i tempi che stringevano, dato che la casa nipponica aveva come obbiettivo primario quello di rilasciare il gioco pochi mesi dopo l'uscita della Playstation 3, e possibilmente prima della fine del 2005, per poterlo definire il vero "Sonic 2006". Il gioco, dopo pochi mesi, venne rilasciato in questo stato:







Come possiamo notare, molte delle animazioni, così come le cinematiche, sono andate perdute. Ora la domanda è: perché?


Sonic 2006 si mostrava pieno di grinta, ma perché doveva andare proprio così? Non c'era un modo migliore per creare un gioco simile, senza che perdesse tutto quello che la Sega aveva guadagnato dopo mesi di lavori e di buone impressioni? A parer mio, Sonic 2006 ha bisogno di un Remake. Dopo circa 7 anni dall'uscita di questo gioco, Sonic ha bisogno di tornare con questa avventura in modo migliore. C'è bisogno di rendere tutto al meglio, anche dei rendere una buona impressione per quel nuovo personaggio introdotto, Silver The Hedgehog, che è stato davvero usato poco nel corso del tempo. Voi che ne pensate? possedete questo gioco? Siete contrari o consenzienti per la creazione di un possibile Remake del gioco?