mercoledì 24 aprile 2013

RECENSIONE ANIME: Little Busters!



Little Busters! è un anime creato nel 2012 dalla JC Staff in collaborazione con la Key.

La Trama
Little Busters è un'altra delle tante visual novel della KEY, casa produttrice molto conosciuta in giappone per  la qualità dei suoi lavori e per la forza dei climax che riesce a raggiungere nelle storie composte. Ebbene, una delle caratteristiche di quest'anime è appunto la grande forza sopita in esso, che va crescendo in tutta la produzione, fino a raggiungere il suo apice nelle battute finali. Impareremo a conoscere l'universo di Little Busters partendo da Naoe Riki, un ragazzino piuttosto timido e introverso, che ha un gruppo di amici di infanzia, i "Little Busters". Mentre sono insieme, un giorno, Kyosuke, il leader del gruppo, decide di creare un gruppo di Baseball. E' per questo espediente che Riki sarà costretto a trovare nuovi membri, per arrivare al numero di giocatori pari a 9. E' qui che si nota la componente visual novel, veramente molto marcata dal fatto che sia quasi del tutto simile in composizione ai già conosciuti Clannad e Kanon, già facenti parte della "sacra trinità" che compone la collaborazione di Key con Kyoto Animation. Se, però, in Clannad, Kanon e Air, i produttori si sono concentrati di più a creare qualcosa più dedicato ad argomenti importanti quali l'amore o la famiglia, in Little Busters notiamo un nuovo e incredibile tema ricorrente: l'amicizia. Non importa se Naoe non si legherà a nessuno nel corso della storia, ciò che è importante è solo e soltanto l'amicizia. Far capire a chi ti sta accanto che ci sei e può contare su di te è una delle morali che insegnano Little Busters, usando, senza troppi mezzi termini, degli argomenti e situazioni forti, che riescono in modo convincente a mantenere legati allo schermo. Meno delineata è, invece, la caratterizzazione dei personaggi: alcuni di questi sono troppo poco presenti, o hanno uno sviluppo nella storia veramente minimo, poichè di parte e secondari. Questo può essere un lato negativo fortemente influenzato dal fattore "visual novel", che in puro stile Key, tende a riciclare alcune battute cambiandone gli argomenti o i contesti. Nulla che possa minare la qualità e lo stile dell'anime, dato che si nota veramente tanto che questa produzione sia della Key.

Lato tecnico
Le pecche iniziano a trapelare per quanto ne concerne il lato grafico. Anche se non metto mai in prima linea la qualità del disegno, credo che il character design sia poco delineato rispetto alle controparti KyoAni, e che le animazioni siano veramente una spanna sotto allo standard qualitativo della JC Staff, se non dell'intera produzione 2012. I personaggi si muovono poco e sono scarsamente espressivi, o almeno, non quanto basta per migliorare la componente "immedesimazione", sempre importante per me e sempre una costante negli anime di questo tipo. Dal punto di vista sonoro, invece, notiamo fantastiche soundtrack, maggiormente composte al piano o con una chitarra, mentre le opening ed ending sono in puro stile anime Key, una sola di ciascuna per ogni serie, e in grado di scolpire uno spazio non indifferente nel cuore e nella mente dello spettatore.

Commento Finale
Little Busters! è un esperimento ben riuscito della Key per creare qualcosa di nuovo e innovativo in formato anime. Non è sicuramente una delle migliori trasposizioni anime della casa produttrice, ma sa il fatto proprio, e non è da disprezzare. I personaggi sono delineati quanto bastano, così come le vicende e la varietà di queste. A mettere la ciliegina sulla torta è proprio il finale, che ci lascia intravedere (un po' come accadde con Clannad) una sorta di After Story, che non può che lasciarmi un grande sorriso stampato in faccia. Lo consiglio? Si, ma solo a chi sia "di casa" per quanto riguarda questi anime, e solo a chi abbia già un minimo di esperienza in questo vasto campo.
Voto Finale: 7.5. Consideratelo 8 quando uscirà la seconda serie.
Qualità Fansub: IMattiDel93 sono un gruppo fansub uscito veramente dal cilindro del mago. Bravini, ma sono presenti alcuni errori ortografici. media.

PRO: + Storia coinvolgente; + Tanti personaggi diversi; + Climax ben pensato; + E' Key.
CONTRO: - Chara design e animazioni scontate; - Alcuni personaggi non hanno il giusto spessore.

giovedì 18 aprile 2013

RECENSIONE ANIME: Sword Art Online


Sword Art Online è un anime prodotto nel 2012 dalla casa produttrice ASCII media Works.

La Trama
Anno 2022: Siamo in un futuro non molto distante, in cui le persone sono solite utilizzare nuovi apparecchi per la realtà aumentata, e l'immedesimazione nei videogiochi è diventata molto più marcata. E' uscito da poco un nuovo gioco online, un Virtual MMO chiamato "Sword Art Online", che è riuscito a capitare tra le mani di sole 10000 persone. Il nostro protagonista, un ragazzo appassionato di giochi e computer, ha avuto la fortuna di giocare alla beta di Sword Art Online (da ora chiamato SAO), che l'ha lasciato piacevolmente colpito. Convinto delle potenzialità del nuovo software, il ragazzo si connette tramite il NerveGear (apparecchio per la realtà aumentata) a questo nuovo e vasto mondo, per poterlo finalmente giocare in modo ufficiale e non più in beta. Non passerà poco tempo, però, che il Game Master deciderà di giocare un brutto tiro a tutti e 13'000 i giocatori connessi: non si potrà più sloggare. Lo scopo, da quel momento in poi, sarà quello di finire il gioco e battere il boss finale. Ad aggiungere un tocco di difficoltà al tutto, il Game Master decide di collegare la morte dell'avatar in gioco alla morte della persona che indossa il NerveGear. Tramite degli impulsi al cervello, infatti, il NerveGear può essere capace di uccidere una persona, sia che l'avatar muoia in game, sia che un esterno provi a disconnetterlo. Rassegnati, molti si suicidano, e molti prendono sul serio la cosa: uno di questi è Kirito, il nostro protagonista, che senza pensarci due volte, decide di partire solo, trovando qua e la vari personaggi, che lo aiuteranno, o verranno aiutati, a procedere con l'avventura. In questa prima parte dell'anime possiamo quindi trovare un profondo studio negli MMO. Varie meccaniche, come lo switching tra i personaggi in un party nei combattimenti, o le strutture dei dungeon, vengono prese abbastanza seriamente per costruire il mondo di SAO, quello dell'anime si intende. I produttori hanno perso molto tempo per studiare il modo migliore per gestire gli spazi al migliore dei modi, e ci sono riusciti in modo più che discreto: il castello di Aincrad si presenta ben caratterizzato, così come la quantità dei mostri, la loro varietà e le diverse città. Ora, però, rientrando nell'ambito dell'anime, è più che doveroso parlare dei personaggi: mentre all'inizio conosceremo solo Kirito e Klein, più avanti nell'avventura conosceremo Asuna, una ragazza che accompagnerà Kirito nella maggior parte della sua avventura. E' qui, però, che partono alcuni problemi: una cosa che mi ha lasciato molto perplesso, al di là della pochezza di carattere e, soprattutto, di presenza di alcuni personaggi, è stato proprio il "primo finale", intorno al quattordicesimo episodio. [Attenzione, Spoiler] Dopo il quattordicesimo episodio, Kirito riesce a battere insieme ad Asuna il boss finale al solo 75° piano, grazie a un apparente colpo di genio del protagonista stesso. Come se ciò non bastasse, però, dopo essere uscito da SAO, Kirito scopre che Asuna è rimasta bloccata col NerveGear insieme ad altre 299 persone in un altro gioco totalmente diverso, ma hostato dalla stessa ditta. E' per questo che Kirito, per salvare Asuna, decide di passare in questo secondo gioco, Alfheim Online. Qui partono i problemi: tralasciando il fatto che la "Sorella" di Kirito non viene vista nella prima metà dell'anime, dalla seconda metà in poi, lei diventa quasi un main character, lasciando ad Asuna la parte di Side Character. Tutto questo va a sposarsi perfettamente con una sorta di pseudo-shojo nel quale vediamo Sugu continuamente assillata da, contemporaneamente, un amore sfrenato per Kirito e Kazuto, il ragazzo. Nulla di troppo preoccupante, ma quello che è stato un passo troppo azzardato è stato proprio il passaggio di Sugu da Side Character a Main Character, che, almeno per me, è stato motivo di noia e irritazione per buona parte degli episodi finali.[Fine Spoiler] La seconda parte dell'anime, quindi, sarà semplicemente costellata da molti momenti morti nel tentativo di "ricostruire" ciò che si è perso, ed è per questo che molti hanno deprezzato o droppato l'anime in questo punto. Io non l'ho fatto, e devo dire che ho scoperto che questa sorta di enorme "filler" sia riuscita a dare una profondità ad alcuni personaggi, introducendone nuovi, ma lasciando le personalità di Kirito e Asuna quasi del tutto invariate. Se la dovessimo mettere in generale, le mentalità dei veri protagonisti non cambiano quasi per niente, e questa seconda parte non fa che parere un mero modo per allungare un brodo già lungo di suo. Fare un anime basato su un gioco Online è stata una scelta azzardata, ma bisogna capire quale sia la soglia tra il "capolavoro" e l' "inutile". Un buon lato dell'anime, però, sta proprio nella caratterizzazione dei personaggi nel corso della prima parte, che non saranno proprio approfonditi al massimo, ma lo si può capire, data la loro quantità più che discreta. Mentalità e ideali sono abbastanza delineati nell'arco della produzione animata, e ciò non fa che beneficiare della componente "immedesimazione", che era piuttosto poca a inizio serie.

Lato Tecnico
Se dal punto di vista di trama troviamo una discreta serie di lacune, almeno per quanto concerne la scelta registica di continuare oltre il dovuto, per quanto riguarda grafica e sonoro c'è da fare un plauso agli sviluppatori. La grafica pare piuttosto standard, ma il momento in cui brilla davvero è nell'animazione: molto bella, piena di colori, effetti particellari ed espressività: il carisma dei personaggi raggiunge il suo apice solo in questi pochi momenti, data la pochissima quantità dei combattimenti nella serie. Dal punto di vista sonoro, invece, troviamo alcune soundtrack veramente belle e di compagnia, mentre Opening ed Ending non fanno che essere snervanti, dopo che son state sentite una volta o due. Io stesso mi son trovato molte volte a skipparla per continuare a vedere gli episodi nel modo più veloce possibile, ma non si può negare che non siano fatte bene, anzi, tendono a rimanere in testa per molto tempo.

Commento Finale
... Devo fare una confessione. Sono un maniaco dei mondi fantastici. Non quelli pieni di elfi ed elementi fantasy Stra pompati, ma di quei mondi che contengono tanti segreti, quei mondi che devono essere scoperti, e tu, insieme al tuo avatar, o al protagonista dell'anime, del gioco, o del libro che sia, impari a conoscere in ogni particolare. E' per questo, e solo per questo, che Sword Art Online guadagna molti più punti di quanti non ne avesse già di suo standard. E' un anime carino da vedere, forse troppo pretenzioso, ma che sa dare soddisfazioni molto grandi se mostrato alla giusta audience. Ho amato davvero la sidestory romantica tra Kirito e Asuna, che ha tenuto banco per tutta la serie, e sono rimasto piacevolmente colpito dal fatto che il mondo di SAO (non di ALO) sia davvero vario e vivo, pronto a essere scoperto, e pronto a tendere trappole ad ogni lato. Sono personalmente contento di aver visto quest'anime, nonostante i miei pregiudizi nei suoi confronti fossero veramente tanti: è sicuramente uno degli anime più snobbati della stagione passata, ma contemporaneamente, uno dei più ingiustamente accusati di pochezza di contenuti, cosa che onestamente non trovo in questo momento opportuna. Personalmente, la vedo in questo modo: dopo aver visto Accel World (realizzato dallo stesso scrittore) ho subito notato che mancava un elemento che avrebbe portato quella serie a un livello tutto nuovo. Quello stesso elemento, però, l'ho ritrovato in SAO, ed è la serietà di alcuni punti chiave nella storia. La serietà nella mentalità del protagonista, la serietà e il cuore che ci mette Kirito per salvare se stesso e chi ha intorno. Kirito non sarà il massimo dei Main Characters, ma riesce a ricalcare bene quale sia il pensiero del giocatore di MMO medio. Ingenuo, stupido? secondo me è semplicemente sincero. Grazie a questo, alla sidestory romantica, e al nuovo mondo tutto da esplorare, mi sento pronto a dire che SAO si piazza allo stesso livello di MAR. Mi ha dato sensazioni simili, e ciò e inequivocabile. Lo consiglio? No, non è per niente un anime per tutti. E' ottimo per chi inizia, perchè anime del genere capitano poche volte, ad addentrarsi nel mondo dell'animazione giapponese. Non è di certo un masterpiece, ma sa scavare il proprio posto nel cuore dello spettatore. Nonostante ciò, però, anche se questi punti sono davvero buoni e utili almeno da un lato soggettivo a dare tanti punti in più all'anime, questo non rende il prodotto migliore di quello che da a vedere. SAO è questo: un anime fatto per chi comincia a guardarne, perché è a malapena discreto da un punto di vista puramente oggettivo, ma naturalmente il risultato dopo la visione può essere diverso da persona a persona.

Voto Finale: 6.5
Qualità Fansub: Ho seguito la collaborazione tra gli NSS e gli AD, ma consiglio a chi è interessato di aspettare il dub italiano. Anche se, personalmente, consiglierei di guardare l'anime in lingua originale sottotitolato, a voi la scelta.

PRO
+ Storia Originale; + Character Development Discreto; + Ottime animazioni; + Buoni effetti grafici; + grande varietà di situazioni.

CONTRO
- Poco sviluppo per alcuni personaggi; - Poca originalità nella seconda metà dell'anime; - Character Design un passo indietro; - inspiegabilità di alcune scelte o situazioni.

lunedì 15 aprile 2013

RECENSIONE ANIME: Haganai NEXT


"Boku Wa Tomodachi Ga Sukunai 2", abbreviato in "Haganai NEXT", è uno dei primi anime del 2013, prodotto dalla AIC Build.

La Trama
Questa seconda serie comincia qualche tempo dopo la fine della prima, mostrando ottime basi per uno sviluppo dei personaggi ben più studiato della sua serie precedente. Rispetto a ciò che si è visto nella prima serie, infatti, non vi sono troppi indugi prima di cominciare con un vero e proprio lavoraccio fatto dai produttori, basato al 90% su gag ben riuscite, in puro stile "Seitokai", ma senza i vari stacchetti. Il tutto, quindi, non si presenta senza un filo cronologico, ma si delinea, invece, lungo l'arco di un anno scolastico piuttosto ben strutturato. Il punto focale sarà lo sviluppo del carattere dei personaggi, che si troveranno davanti a molte vicende prima di arrivare a un livello piuttosto complesso di caratterizzazione che porterà lo spettatore, mano nella mano, al finale. Rispetto alla prima serie, però, questo anime si presenta dalle tinte più umoristiche e contemporaneamente più cupe e serie. Subendo, infatti, un rapido processo di "risalita" fino a metà serie, da questa metà in poi c'è una rapida discesa, causata dalla mancanza repentina di molte delle gag che costellavano la prima parte della serie. Nulla di preoccupante, però, visto che i produttori sono riusciti a plasmare situazioni serie con elementi veramente estemporanei e particolari, utili per mantenere il morale al giusto tono prima del finale.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, ritroviamo lo stile di Denpa Onna, dato che i produttori sono i medesimi. Il character design si presenta, quindi, piuttosto sofisticato, con un tratto leggero e delineato. Ciò, però, non vale per l'animazione, che si presenta piuttosto indietro coi tempi, presentandosi come uno standard del 2010. Dal punto di vista Sonoro, invece, sono presenti buone soundtrack, anche se opening ed ending lasciano a desiderare.

Commento Finale
Haganai NEXT è un degno seguito della prima serie di "Boku Wa Tomodachi", anche se, sinceramente, si presenta blando sul finale, mostrando una visione ampia per una possibile terza serie. Peccato, però, visto che il climax era al punto giusto, e un epilogo non avrebbe di certo fatto male. Lo consiglio? Si, è un anime da guardare senza impegno, ma bisogna prima vedere la prima serie.

PRO
+ Character Development; + Struttura più complessa della trama; + Character Design Convincente; + Migliore del predecessore.

CONTRO
- Arretratezza di animazioni; - Finale poco delineato;

Voto Finale: 8. Come ho detto nei "PRO", è raro che un anime - seguito sia migliore del predecessore. Questo è uno di quei rari casi.
Qualità Fansub: Media - Ho seguito gli Aozora/Taskforce.
Episodi: 12.

domenica 14 aprile 2013

RECENSIONE ANIME: Maoyuu Maou Yuusha



Maoyuu Maou Yuusha è un anime prodotto nel 2013 dalla casa produttrice nota come Genco.

La trama
Siamo in un mondo fantastico, in cui umani e demoni sono in continua guerra. 4 eroi umani molto potenti hanno deciso di combattere contro i demoni. Uno di questi, l'eroe, decide di partire da solo per andare a incontrare il Re dei Demoni e sconfiggerlo una volta per tutte, per vincere così l'eterno conflitto tra le due razze così diverse. Il Re dei demoni, però, si presenta come un essere pacifico, intenzionato a porre fine alla guerra. E' per questo che, dopo un po' di rappresaglie tra questi due protagonisti, viene formato un patto: ognuno apparterrà all'altro, ed entrambi dovranno collaborare per porre fine alle guerre tra i due mondi. Detto questo, ciò che segue a questo patto è una serie di situazioni e guerre apparentemente prive di un filo logico, che però, fortunatamente, ci viene spiegato quasi alla fine della serie. La caratterizzazione dei personaggi rimane piuttosto sommaria, anche se si ha un maggiore approfondimento di alcuni dei personaggi secondari verso la fine. Altro elemento piuttosto sommario è il flashback, che non viene utilizzato completamente a dovere e in modo limpido per far capire il passato dei personaggi.

Lato tecnico
Se dal lato della trama Maoyuu presenta alcune imperfezioni, dal punto di vista tecnico si presenta come piuttosto arretrato, sul livello di un anime degli anni passati (2011). Presentando, infatti, uno stile grafico simile a quello di Spice And Wolf, Maoyuu si mostra senza pretese, Spiccando però in un comparto sonoro veramente ben riuscito, con ottime soundtrack e Opening.

Commento Finale
Maoyuu Maou Yuusha è stato purtroppo battezzato dal mondo di internet come "il nuovo SAO" a causa del protagonista principale troppo stereotipato e a causa degli infiniti Jokes basati sulla classica frase "It's time for the plot". Certo, l'anime in sè presenta ottimi input, ma purtroppo moltissime cose rimangono inconcluse o affrettate fin troppo, come il finale, che si presenta in quel senso senza alcun motivo apparente. Tra le varie lacune, però, nulla può nascondere che Genco abbia fatto un lavoro sufficiente e discreto per dare inizio al 2013 con un anime simile a quelli degli anni precedenti, ma originale nel suo contesto. Nulla di troppo nuovo, però, dato che i momenti in cui lo spettatore si troverà davvero interessato davanti allo schermo sono fin troppo pochi (escludendo quelli in cui c'è quel poco di fanservice mostrato).
Voto Finale: 6 - Purtroppo Maoyuu è decaduto sul finale, mostrando una debolezza di trama davvero allarmante, che non si sarebbe immaginata a circa metà opera.
Qualità Fansub: Media. Ho seguito i Taskforce/Aozora e i FTF.
Episodi: 12 + Special (Recap)

domenica 7 aprile 2013

RECENSIONE FUMETTO: Scott Pilgrim



Heilà! è un bel po' che non ci si sente, eh?
Si, lo so, i miei post stanno diventando sempre più sporadici, ma cerco sempre di tenere attivo il blog postando qui e li ciò che ne penso di alcune produzioni. Questa volta tocca al fumetto di Scott Pilgrim.

Quei tre - quattro gatti che mi seguono sicuramente avranno letto la recensione del film che feci tempo fa di Scott Pilgrim Vs The World, il film prodotto nel 2010 in occasione del grandioso successo del fumetto. Uscì in concomitanza del videogioco per Xbox 360 e PS3, ma la recensione per quello la terremo per un altro momento. Oggi parliamo del fumetto, quello che ha dato inizio a tutto.

Un po' di Trivia
Scott Pilgrim è un fumetto del 2004, nato dalla mente malata (o geniale?) di Brian Lee O' Malley, e nel corso del tempo ha spopolato come non mai, arrivando al proprio apice nel 2010, anno in cui furono prodotte le riedizioni per i vari stati del mondo, insieme al film e al videogioco. Mentre, naturalmente, sia film che videogioco non possono contenere tutte le situazioni rappresentate nel fumetto, è doveroso parlare della produzione originale. Addentriamoci dunque nella trama.

La Storia
Scott Pilgrim parte in tutte e tre le produzioni con lo stesso input: il 23enne omonimo del titolo è dapprima fidanzato con una liceale, che poi lascerà per mettersi con una ragazza misteriosa, chiamata Ramona. Cosa che Scott non sa è che Ramona in realtà ha 7 fidanzati malvagi, e che per definirsi un vero e proprio fidanzato della ragazza, Scott deve sconfiggerli tutti. Ecco quindi che, dopo l'incontro con Mattew Patel, il primo dei 7 ex malvagi (che a mio parere ha ricoperto un ruolo troppo marginale, era un bel personaggio...), Scott dovrà costruire letteralmente da 0 la sua relazione con Ramona, aiutato dai personaggi secondari, e da una serie di situazioni al limite della casualità. Avremo subito modo di conoscere una moltitudine di personaggi secondari, tutti caratterizzati ottimamente, che sosterranno Scott e Ramona nelle varie situazioni. A partire dal compagno di stanza di Scott, il gay-figo Wallace, fino alla sua ex compagna di scuola Kim Pine, o fino al giovane Neil, tutti i personaggi hanno un carattere veramente ben strutturato e coerente col personaggio. Ma c'è un ma: oltre tutta questa ottima caratterizzazione, ne troviamo una piuttosto povera per alcuni personaggi, quali ad esempio Ramona, proprio la protagonista, che si dimostra si ben strutturata, ma non al massimo per capire realmente chi sia, da dove venga, perchè si trovi lì e via discorrendo. Caratterizzazioni sommarie di alcuni personaggi a parte, la trama si trova più incentrata sui rapporti tra i personaggi, che sui combattimenti. Ciò è frutto di una standardizzazione delle opere americane, non brutta, per carità, ma comunque differente da quella di altre produzioni. 

Lato tecnico
Un disegno veramente particolare, oltre che un buon utilizzo di retini per comporre gli effetti particellari, accompagna l'opera per tutto il tempo. A migliorare il tutto è anche il repentino cambio di stile che avviene in ogni numero, indice di miglioramento del produttore nel disegno. Purtroppo non sono riuscito a prendere la versione cartacea, ma posso dirlo con certezza: è sicuramente molto godibile da leggere e divertente, pieno di battute ad effetto e di continue gag.

Commento Finale
Scott Pilgrim è un fumetto ibrido, pieno di situazioni diverse al limite di ogni stile: si passa molto spesso dai film-americanate fino ai più recenti manga di combattimento. E' una produzione difficile da collocare dal punto di vista di stile, e purtroppo non ha ricevuto le giuste attenzioni in Italia, parlando di tutte e tre le produzioni. Ciò è comunque forzato da un costo veramente elevato di ogni albetto (10 euro!) e della quasi irreperibilità di ciascuno di questi. Certo, c'è Rizzoli che le distribuisce online, ma piuttosto che pagare 10 euro per prendere un fumetto di poco più di 100 pagine, preferirei leggermi le scan, molto più trovabili nell'internet. Lo consiglio? si, a tutti quelli che hanno un minimo di conoscenza nell'ambito dei videogiochi (e parlo di masterpiece, non di robette come COD o Skyrim), e a tutti quelli che si vogliono fare una risata leggendo un bel fumetto ricco di contenuti.

Voto Finale: 8