martedì 29 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Katanagatari


Katanagatari è un anime del 2010 prodotto dalla White Fox.

La trama
"Katanagatari", "Storia di Katane".... Nome alquanto scontato per un anime ambientato nel Giappone medioevale, vero? Io dico che questo sia uno dei numerosi lampi di genio dell'ideatore, che è riuscito a plasmare una storia tanto densa in soli 12 episodi. Chiariamo fin da subito che questi 12 episodi sono più lunghi del normale, e in territorio Giapponese sono usciti una volta al mese. All'incirca, ogni episodio vale 50 minuti, abbastanza per avviare e completare una storia ben delineata. Con Katanagatari vediamo il delinearsi di un nuovo stile di produzione. Un ragazzo, Yasuri Shichika, settimo maestro di una misteriosa arte di spada che però non prevede quest'ultime (chiamato Kyotoryuu), un giorno si imbatte in una misteriosa ragazza dai capelli lunghi e bianchi, che si fa chiamare Togame la Stratega. Apprende, poi, che questa ragazza è alla ricerca di 12 katane diverse dalle altre: tra le mille prodotte da uno strano fabbro che risponde al nome di Shikizaki Kiki, infatti, sono presenti queste spade uniche nel loro genere, che si dica contengano un veleno che annebbia la mente umana e costringe a fare cose terribili. Il compito di Togame è infatti quello di prendere queste spade (compito alquanto spiacevole, visto che appartengono sicuramente a guerrieri), e per accelerare il lavoro chiede aiuto a Shichika, che accetta. Da questo momento in poi, la trama si dirama seguendo varie storie autoconclusive, in cui i protagonisti incontreranno dapprima strani ninja cambiaforma, fino a combattere contro i migliori ninja del Giappone e anche oltre. Ogni personaggio è veramente ben caratterizzato e molto carismatico, ma purtroppo, probabilmente per lo stile grafico abbastanza ricercato, non rende come dovrebbe, parendo alle volte troppo inumano.

Lato Tecnico
Come citato poc'anzi, lo stile grafico è veramente molto ricercato e ben strutturato, anche se ha alcune lacune nella mimica facciale, alle volte troppo spartana e minimalista, che conferisce ai personaggi una espressione criptica e dalla difficile interpretazione. Parlando sempre di grafica, i filtri sono impeccabili, come lo è anche l'animazione, veramente ben fatta e curata in ogni particolare. Parlando ora del sonoro, l'anime viene ben accompagnato da varie tracce, dapprima tipicamente medioevali, poi che si avvicinano perfino allo stile elettronico. Le opening sono due e sono veramente belle, anche se i motivetti non rimangono impressi come dovrebbero (forse dovuto alla eccessiva durata di ogni episodio). La ending cambia invece in ogni episodio, e dipende dagli avvenimenti accaduti in esso.

Commento Finale
Dunque, Katanagatari è un anime che mi ha dato qualche rogna nella votazione: non sapendo bene cosa mettere, ho deciso di attribuirgli un voto più che abbondante, sia per dimostrare apprezzamento del lavoro svolto, sia perchè le scene negli episodi finali sono fatte benissimo. Ma ora si passa al punto forte: Katanagatari cos'è esattamente? E' adatto a tutti? No, minimamente; le credenziali minime per poter vedere questo anime sono in primis tanto tempo da perdere, in secondo luogo si deve apprezzare il Giappone medioevale. Potrei azzardarmi a definirlo come uno Spice And Wolf del Giappone feudale.
Voto finale: 8
Qualità Fansub: Media


martedì 22 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Kaiji



Kaiji è un anime del 2007, totalmente diverso da tutti quelli presenti in circolazione.

La trama
Partiamo da una premessa: per guardare Kaiji bisogna immedesimarsi nel protagonista, in caso contrario l'anime non sarà apprezzato al meglio. La storia parte da un ragazzo di nome Kaiji, che per sfortuna si è indebitato per saldare un contratto di un suo Kohai. Il contratto non è di poco, sono quasi 4 milioni di yen. Per risanare questo debito dovrà compiere del lavoro sporco: il suo creditore gli consiglia infatti di prender parte di un gioco salendo su una nave, dal nome Escoir: sarà proprio qui che la sua avventura comincerà; tra ingegni e tattiche, il nostro protagonista dovrà salvare la pelle e risanare i propri debiti. La trama può essere però suddivisa in due parti: quella della nave e quello che succede dopo essere usciti da quell'inferno, andando quindi nello Starside Hotel. Inutile dire che, nonostante come analisi non sia totalitaria, per comprenderla al meglio bisogna vedere l'anime, e nel minor tempo possibile: la vita di Kaiji infatti è sempre sul filo del rasoio, ci costringe a vedere la puntata successiva per vedere come va a finire, e la successiva ancora, e l'altra ancora, fino alla fine della serie. Tutti i personaggi sono ben delineati, ma è inutile dire che il fulcro della vicenda è Kaiji, ed è quindi trascurabile il fatto che molti personaggi, nonostante la caratterizzazione, non brillino per originalità.

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico è qualcosa di mai visto prima: uno stile che ricorda vagamente Lupin per l'anatomia dei personaggi, animazioni sbalorditive ed espressività e carisma da vendere fanno brillare questo piccolo gioiello. A dargli man forte arriva anche il comparto sonoro, di prima scelta e con soundtrack di prima scelta.

Commento finale
Ed eccoci arrivati al punto cruciale della recensione: Kaiji cos'è? Lo consiglio? Rispondiamo, come sempre, con calma a queste domande. In primis è una esperienza da vivere in prima persona, da assaporare vivendo nei panni di Kaiji; in secondo luogo è un'esperienza intensa, che lascia il segno nella personalità umana. Lo consiglio? Si, lo consiglio a chiunque voglia qualcosa di coinvolgente, perchè questo anime è un masterpiece di coinvolgimento, un anime che rispecchia i lati più brutti della realtà odierna e mostra le vere paure di un vero uomo, che non si ferma davanti a niente.
Voto Finale: 10, un thriller perfetto.
Qualità Fansub: Alta, gli Omoshiroi hanno fatto un ottimo lavoro.

sabato 19 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Highschool DxD


Highschool DxD è uno degli anime annata 2012 che hanno "aperto le danze" nella stagione invernale insieme a Guilty Crown, Danshi Koukousei No Nichijou e altri anime.

La trama
Non so nemmeno da dove iniziare. La trama di quest'anime è la cosa più lineare che abbia mai visto, strapiena di clichet e di sterotipi di altri anime ben più famosi e conosciuti. Andiamo per gradi: partendo dal presupposto che quest'anime è una enorme accozzaglia di momenti fanservice, possiamo inoltrarci in una trama abbastanza scarna, che vede come protagonista un ragazzo pervertito che dopo i primi 5 minuti del primo episodio muore, scopre di avere nel suo corpo un potere chiamato per l'occasione "ingranaggio sacro", di essere resuscitato e di appartenere a una casata di demoni. La demone che resusciterà questo strano soggetto sarà una ragazza prosperosa di nome Rias Gremory, che istruirà il protagonista nella nobile arte del creare contratti con uomini, per farli diventare demoni. Fin qui nulla di sbagliato, ma i veri problemi arrivano quando uno spettatore con abbastanza anime sulle spalle si appresta a vedere una produzione del genere. Primo tra tutti i problemi è il fatto che la trama procede in modo veramente banale, se non per gli ultimi episodi, in cui diventa un anime del tutto diverso dai precedenti episodi già visti. Il problema principale, però, sta nel fatto che lo stereotipo, in quest'anime, si nasconde letteralmente dietro l'angolo. Inutile citare alcuni anime targati JC Staff quando si analizza la presenza dei poteri del protagonista (il potere risiede nella sua mano, per l'occasione la sinistra, ha un oggetto all'interno del suo cuore, è morto all'inizio della serie...). Per giunta, come se non bastasse, ecco che arrivano in soccorso i personaggi secondari, veramente casuali e fatti abbastanza male, che servono solo per intrattenere il pubblico con scene scarne e totalmente clichet.

Lato tecnico
Se dal punto di vista della trama troviamo solamente stereotipi, dal punto di vista tecnico son presenti tantissime lacune: i personaggi sono disegnati con uno stile molto usuale, nulla di troppo ricercato, nè sono presenti filtri grafici troppo elaborati, anzi, si va al risparmio, in quest'anime. Il protagonista, poi, è stato disegnato seguendo ancora una volta la linea guida di personaggi di altri anime (Ehm, Baka To Test, MAR...), e ne subisce da questi anche l'elevata componente di "giustizia" e lealtà nei confronti degli altri protagonisti. Insomma, dal punto di vista grafico non c'è nulla di nuovo, anzi, ci si trova anche qualche passo indietro. Da quello sonoro ci sono una opening e una ending apprezzabili (se non fosse per l'enorme quantità di fanservice) e giusto un paio di OST elaborate e ben fatte.

Commento Finale
Highschool DxD è un mero tentativo di produrre un anime innovativo usando come spunto altre produzioni, che cerca di compensare le enormi lacune con fanservice a palate, dando la possibilità al pubblico di vedere tutte le grazie di quasi tutti i protagonisti. Lo consiglio? Solo ai nuovi telespettatori di anime. 
Voto Finale: 6, non metto 5 perchè le ultime puntate mi hanno convinto a dare qualcosa di più.
Qualità Fansub: Accettabile.


lunedì 14 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Denpa Onna To Seinshun Otoko


Denpa onna to seinshun otoko è uno degli anime dell'annata 2011 più strani, a mio parere, di tutti quelli mai prodotti finora.

La Trama
Makoto Niwa è un ragazzo liceale, trasferitosi all'inizio della storia da sua zia perchè i suoi genitori non avevano abbastanza tempo per occuparsi di lui. La zia, Meme-san, aveva proposto questo trasferimento secondo alcune condizioni: lei doveva essere sola, senza figli, e doveva esserci abbastanza spazio per Makoto. Caso vuole però che Meme abbia omesso un piccolo particolare: l'esistenza di sua figlia, una stramba ma bellissima e mite ragazza che risponde al nome di Erio, e che per uno sfortunato incidente si crede una aliena mandata sulla terra per mantenere i suoi simili sempre aggiornati sugli avvenimenti della Terra. 

Struttura delle scene
Per questa recensione aggiungo questa voce, perchè a mio parere è veramente necessaria. Le scene dell'anime sono tutte strutturate, almeno nelle prime tre puntate, in modo abbastanza sbrigativo e strambo, con pensieri veloci, discorsi quasi senza senso e gag veramente sottili e strane al contempo. Ora, se nei primi episodi vediamo un veloce monologo interiore del protagonista seguito da un discorso con sua zia, verso gli ultimi avremo una diminuizione della velocità delle scene in modo veramente esponenziale, arrivando a pensieri congegnati e importanti ai fini della trama.

Caratterizzazione personaggi
I personaggi sono "pochi ma buoni": c'è come una sorta di harem attorno al protagonista, che va pian piano rafforzandosi col proseguire della trama. Una cosa particolare sta nella caratterizzazione: i personaggi, qualunque essi siano, saranno tutti congegnati per apparire con caratteri "a tutto tondo". Nessun personaggio, infatti, sarà di nicchia nè sarà mai banale. 

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico, devo dire che c'è un po' da storcere il naso: dal punto di vista grafico, l'espressività e il carisma dei personaggi c'è, e si vede tantissimo, ma il problema principale arriva quando ci sono alcuni filtri grafici o riprese veramente poco consone alla scena girata. Altra cosa che poco mi convince è la scelta dell'inserire i personaggi in stile "chibi" in soli due o tre episodi, senza poi sfruttare al meglio questa scelta registica, dimostrando quindi che in quei punti non c'era molto da aggiungere e sarebbe rimasto un punto vuoto se non si fosse scelto di inserire i personaggi in quel modo. Altra cosa abbastanza fastidiosa è la presenza di filtri grafici veramente arcaici quando i personaggi si trovano nell'acqua o bevono del tè. L'acqua, in alcuni momenti, viene resa male, parendo alle volte semplice polvere. Dal punto di vista sonoro invece troviamo una strana opening, che comunque rimane abbastanza apprezzabile, una ending molto simpatica e delle soundtrack veramente simpatiche, che non stonano mai con l'ambiente.

Commento finale
Questa forse è stata la recensione più combattuta che abbia mai fatto. Come possiamo definire quindi, questo Denpa Onna? un anime non adatto a tutti, ma indirizzato comunque agli otaku che hanno visto abbastanza anime strani da poter reggere questo. Nulla di allarmante, sia chiaro, ma vedere un anime che parla di alieni a suo modo è abbastanza strano.
Voto finale: 7. Aspetto il seguito.
Qualità fansub: Medio/alta (Kappa Fansub) - Mediocre (Hidiocy hunters fansub)


venerdì 11 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Kami Nomi Zo Shiru Sekai II




Kami Nomi Zo Shiru Sekai II è il diretto seguito della prima serie dall'omonimo nome, prodotto nel 2011.

La trama
La trama si mantiene piuttosto invariata: c'è sempre il nostro caro Keima con la sua "sorellina" Elcie, in attesa di trovare altre anime perdute. Ebbene, questa seconda serie sarà ben più completa e intensa della prima: invece delle solite 4 eroine uscite quasi dal nulla, ne avremo in compenso 3, di cui il protagonista approfondirà di molto la conoscenza col passare delle puntate. Inutile dire che la parte caratterizzante della seconda serie sta nella profondità dei personaggi, veramente più interessanti da seguire e da osservare in tutte le loro diverse sfaccettature. Se per esempio vediamo nella prima serie un Keima incentrato sui Gal game e senza personalità come un player di visual novels, adesso nella seconda notiamo un Keima ben più coinvolto nelle situazioni, più loquace ed espressivo. La stessa cosa la si può notare anche nelle "eroine", che hanno una storia più complessa alle spalle e personalità veramente uniche nel loro genere (non come ad esempio nella prima serie in cui c'erano solo eroine stereotipate dai maggiori comportamenti, es. la Tsundere).

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico c'è da fare un mare di applausi: lo stile grafico cambia e migliora di puntata in puntata, dando maggiore carisma ed espressione ai protagonisti, e supportando in gran modo le migliori gag mai viste basate su argomenti come le visual novel. Dal punto di vista sonoro si superano invece di gran lunga gli standard della precedente serie, lasciando nello spettatore il ricordo di una opening e di una ending veramente spettacolari e ben fatte. Le ost sono l'altra colonna portante del lato tecnico, che migliorano l'immedesimazione nella storia nei momenti più concitati.

Commento Finale
Insomma, questa seconda serie, esattamente, cos'è? E' la riaffermazione di una poco convincente prima serie di Kami Nomi, con maggiore immedesimazione, maggiori elementi sentimentali e più umanità nei protagonisti. Lo consiglio? Sicuramente, anzi, dico che questo è uno dei migliori anime del 2011, sfortunatamente però quasi introvabile, se non dai Funny&Fantasy, ottimi subber.
Voto Finale: Lo dico a cuor leggero, questa seconda serie, se fosse stata la prima, avrebbe fatto ben più clamore, e avrebbe raccolto più pubblico. 9
Qualità Fansub: Impeccabile.

mercoledì 9 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Kami Nomi Zo Shiru Sekai




Kami Nomi Zo Shiru Sekai (o in inglese "The World God Only Knows") è una delle serie del 2010 prodotte da Manglobe.

La trama
Una demone carina e timida e un ragazzo otaku appassionato, se non dipendente, dalle novel: è così che inizia la storia di Kami Nomi. Un ragazzo di nome Keima Katsuragi, in uno dei suoi normali giorni di scuola passati a giocare con la sua amata PFP all'Eroge di turno, riceve come al solito varie mail. Egli è infatti il Dio della conquista, colui che ha la capacità di fare qualsiasi visual novel o eroge al 100% in tempi record, addirittura immedesimandosi nel protagonista. Questo però è un dettaglio: il punto focale della situazione sta nel fatto che Keima adora solamente le ragazze del mondo dei videogiochi. Potremmo definirlo come un tipo dalla mentalità chiusa, insomma, un tipico "ramo" dell'enorme albero genealogico del nerd: 0 vita sociale, 100% immedesimazione nel mondo dei videogame. Ma ora torniamo alla trama. Questo simpatico ragazzo, tra le mail ricevute quotidianamente, un giorno ne legge una, che gli sembra più come una sfida. La mail recita più o meno così: "Sei in grado di conquistare tutte le ragazze?". Lui naturalmente risponde positivamente, ed è proprio da qui che inizieranno le sue disavventure con la demone Elcie (che per l'occasione si fingerà essere la sorella di Keima per restare a stretto contatto con lui) per conquistare tutte le ragazze che hanno intrappolato nel loro cuore uno spirito, che reprime i sentimenti delle stesse. Questa situazione è proprio da visual novel: si inizia la storia di una ragazza, la si finisce e si torna al punto di partenza, procedendo con un'altra ragazza. I personaggi sono pochi e abbastanza ben delineati. Una cosa molto simpatica infatti sono le gag che si basano sui caratteri dei personaggi, che strappano ben più di qualche risata.

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico, tutto si mantiene negli standard anime del 2010. Uno stile grafico semplice e ben fatto rilassa la vista durante la visione e dà un senso di benessere all'interno dello spettatore. I fondali sono ben fatti, così come le animazioni dei personaggi, che però si mostrano comunque un passo indietro per colpa dell'annata anime. Dal punto di vista sonoro son presenti Soundtrack fantastiche, così come l'opening e la ending, veramente ben fatte.

Commento Finale
Kami Nomi Zo Shiru Sekai, da ciò che può sembrare, è un anime quasi da tutti i punti di vista impeccabile, ma ci sono comunque alcune note negative che fanno un po' storcere il naso. Prima tra tutte è la ristretta cerchia di gente a cui è indirizzato l'anime. Non tutti giocano alle visual novel o agli erogame, perciò non tutti possono capire le numerose gag presenti. In secondo luogo, fin dall'inizio l'anime ha una sorta di ripetitività abbastanza snervante, che può far incorrere nello spettatore l'idea di "stallare" l'anime, per poi eventualmente "dropparlo", facendo perdere a quest'ultimo parecchie risate e parecchi bei momenti, ben strutturati sia dal punto di vista grafico che sonoro. Nonostante tutto questo, però, c'è da dire che la situazione è giustificabile dal fatto che l'anime tratta di visual novel e si sviluppa come una visual novel. Nulla comunque giustifica il fatto che non ci sia abbastanza spazio per tutti i tipi di spettatori. Tirando le somme, Kami Nomi Zo Shiru Sekai è uno di quei tipici anime che odi o adori alla follia. Io onestamente non l'ho odiato nè adorato, ma sono riuscito a guardarlo dal punto di vista "asettico" della situazione, carpiendone il voto più giusto.
Voto Finale: 7 e mezzo, arrotondato a 7. Perchè ho deciso questo voto? Perchè voglio confermare l'8 con la seconda serie, che son sicuro che sarà molto meglio della prima.
Qualità Fansub: Non mi ripeto troppo, i F&F Sono bravissimi, anche se hanno fatto un po' di "messing up" nei karaoke per colpa delle lyrics della ending, ma niente di troppo preoccupante. Medio/ Alta

sabato 5 maggio 2012

RECENSIONE FILM: Sora no Otoshimono: Tokei Jikake no Angeloid




"Sora no Otoshimono: Tokei Jikake no Angeloid" è il nuovo film della ben conosciuta serie "Sora No Otoshimono", visto poco fa con Jonah :3

La Trama
Bene o male, il film nella prima mezz'ora fa come un recap delle due serie anime, aggiungendo un nuovo pg all'interno delle vicende. Una certa Kazane Hiyori, innamorata di Tomoki per un motivo "x" che ancora pare poco chiaro, anche dopo la visione del film. In altre parole, seguiremo tutte le vicende dall'inizio, con varie scene inedite che strappano più di una risata. Il problema principale però si trova nello svolgimento successivo al recap: dai primi 40 minuti in poi non si capirà quasi nulla, tanto che per comprendere la logica delle scene bisognerà mettere un attimo in pausa e bersi un bel sorso d'acqua (come minimo). Questa Kazane, infatti, si unirà al club della scoperta del nuovo mondo,  e passerà dei bei momenti col club. Ma, ripeto ancora, i veri momenti strani arriveranno solo dopo che questa ragazza si sarà ambientata nel club. Per evitare troppi spoiler non dirò altro, ma dirò solamente che il crescendo della trama va a precipitarsi sfortunatamente per una spiegazione poco chiara di ciò che succede.

Caratterizzazione personaggi
Per la caratterizzazione, essendo un film, non c'è abbastanza spazio per i personaggi supporter, e si lascia largo spazio ai due main, Tomoki e Kazane.

Lato Tecnico
Dal punto di vista tecnico non c'è nulla di nuovo: il film rimane simile all'anime da tutti i punti di vista, e dimostra una cura veramente maggiore sia nella mimica facciale che nella qualità dei contorni, certo sempre molto forzati, ma comunque apprezzabili e trascurabili. Le OST sono veramente buone, nulla da dire, rimangono, come già detto, molto fedeli all'anime.

Commento Finale
Insomma, questo film è stato molto bello, soprattutto per l'originalità delle gag , veramente esilaranti e simpatiche al punto giusto, e mai troppo spinte. Una unica cosa che ha letteralmente deprezzato l'anime è stato il finale fin troppo sbrigativo e lo svolgimento racchiuso in soli 10 minuti.
Voto finale: 7
Qualità fansub: Medio - Alta (I F&F non cambieranno mai, sono troppo bravi!)

martedì 1 maggio 2012

RECENSIONE ANIME: Papa no Iukoto Wo Kikinasai!



In periodo primaverile, qual è il miglior anime da vedere? Ovviamente qualcosa che ricordi l'estate, le giornate afose e i pomeriggi magari passati in casa spaparanzati sul divano, in una tipica atmosfera da "dolce far niente". E' questa, più o meno, la sensazione che ho provato vedendo "Papa no iukoto wo kikinasai!" o, più abbreviato "Papakiki!".

La trama
La trama ricalca un po' il ben più conosciuto Usagi Drop: un ragazzo ventenne viene un giorno chiamato da sua sorella per fare da babysitter alle sue tre figlie: due illegittime (Sora di 13 anni e Miu di 10) e una legittima (Hina, 3 anni). Il ragazzo, un po' controvoglia, si recherà a casa della sorella, e baderà alle tre ragazzine per una giornata. Ben presto però, i due genitori dovranno partire, e affideranno di nuovo al ragazzo universitario queste tre ragazze. Nulla avrebbe fatto immaginare che i genitori delle ragazze sarebbero stati dati per dispersi durante il loro viaggio in aereo. Come ben si può immaginare, la malinconia colpisce subito la famiglia, e si arriva quindi a una cruciale decisione: le tre figlie, tutte minorenni, dove andranno a vivere? E soprattutto, con chi? Yuuta, ormai abbastanza affezionato alle ragazze, deciderà di prenderle per portarle nel suo mini appartamento da universitario, molto modesto e veramente scomodo per 4 persone. Bene o male, tutta la serie ha come luogo - fulcro questa casetta, e le varie avversità in cui incorreranno le tre ragazzine per vivere al meglio. Intanto Yuuta dovrà fare i salti mortali per rendere la loro vita felice, lavorando molto e rimanendo sempre al passo con i suoi studi universitari. 

Caratteristiche dei Personaggi
Una cosa c'è da dire: Tutti i personaggi hanno una giusta importanza e un giusto spazio nella loro serie. Certo, alcuni sono veramente di nicchia (come ad esempio Sako-senpai, che stona davvero con l'ambiente, e che ricorda un po' un cameo di Kohta di Highschool Of the Dead), ma nonostante tutto i personaggi di supporto hanno finalmente questo ruolo. Tutti i personaggi secondari faranno del loro meglio per aiutare il nucleo famigliare centrale, per esempio cercando abitazioni migliori, passando del tempo con una o due delle tre sorelle, e trovando anche lavori per il protagonista. Particolarmente importanti saranno i ruoli di Nimura, il tipico ragazzo donnaiolo e responsabile, e Raika, che più volte sarà in stretti contatti con il protagonista e soprattutto con Sora. 

Lato Tecnico
Dal punto di vista tecnico notiamo in primis uno stile grafico davvero inedito: nasi a punta, mento slanciato, occhi leggermente più piccoli rispetto allo stile moe donano un'atmosfera tutta diversa all'anime, dando all'anime un'aria ben più leggera di quanto dovrebbe essere, visti gli argomenti trattati nella serie. Un'altra cosa che mi ha colpito molto dello stile grafico è soprattutto il fatto che, di episodio in episodio, il tratto e lo stile cambiano di quel poco che serve per migliorare l'esperienza visiva. Dal punto di vista prettamente sonoro, invece, non si nota niente di nuovo, ma comunque le OST e le sigle sono delle piccole chicche non trascurabili, che rimangono facilmente "incastrate" in testa. 

Commento finale
Beh, come commento finale, cosa si può dire? Non molto di più di quanto sia già stato detto nella recensione. Verremo subito accolti da una atmosfera colorata nonostante gli argomenti trattatti e ci innamoreremo subito dei personaggi, grazie al loro particolare carisma e alle vicende che si verificano in quel piccolo appartamento. Lo consiglio? Si, consiglio anzi di vederlo proprio in questo periodo, visto che gli avvenimenti hanno luogo in periodo estivo e risulta molto leggero da vedere.
Voto Finale: 7 e mezzo se avete già visto altri anime di questo tipo (Usagi Drop nb), 7 se è il primo anime che vedete di questo tipo.
Qualità Fansub: mediocre. Perchè? Insomma, gli unici che hanno subbato questo anime mi pare che siano i FTF, ma rispetto agli altri lavori già precedentemente visti di loro produzione, questo stona un po'. Il sub "salta" in alcune frasi, il font tende a cambiare quando un personaggio pensa o canta, solo però nelle ultime puntate, e come font non risulta molto gradevole da leggere. Tralasciando questo particolare, non c'è molto che possa minare la visione regolare dell'anime.