domenica 30 dicembre 2012

RECENSIONE FILM: Paprika - Sognando un sogno


Paprika: Sognando un Sogno è un film prodotto nel 2006 dal maestro Satoshi Kon.

La Trama
Questo film si sviluppa su una linea logica piuttosto eterea e confusionaria all'inizio, per poi consolidarsi una volta che il film ha preso piede. Conosceremo fin da subito i personaggi principali: la dottoressa (e protagonista) Chiba, il direttore del suo reparto Shima, l'inventore Tokita e il poliziotto Konakawa. Questi primi tre protagonisti serviranno per dare l'interessante input del film, nel quale potremo osservare questi studiosi intenti allo scoprire i misteri dei sogni dell'uomo, molto vasti e confusionari nel complesso. Ben presto, però, uno dei macchinari più importanti e ancora in fase di produzione di Tokita, sparisce, e il ladro viene definito come terrorista, data l'importanza di questo apparecchio. Da quello che inizialmente sembra un semplice giallo, si dirama un'avventura piuttosto imponente e strana, in cui i protagonisti si troveranno spesso a saltare tra sogno e realtà. Il punto di forza non sta però nella caratterizzazione dei personaggi, bensì nella qualità dei dialoghi e nella morale nascosta nel finale del film.

Lato Tecnico
Il vero punto di forza di questo film è però lo stile grafico, contornato da una soundtrack veramente di qualità: prodotti simili non se ne vedono spesso. Lo stile grafico è piacevole da vedere, e ricorda a tratti quello del maestro Miyazaki, anche se si mantiene sempre su una connotazione realistica.

Commento Finale
Paprika è un film strano: o lo si ama o non lo si guarda. E' un film particolare, difficile da capire e piuttosto complesso. Bisogna avere una mente molto elastica per riuscire a seguire l'andamento della storia, in altri casi il film potrebbe generare solo confusione. Lo consiglio? Si, ma non a tutti. 
Voto Finale: 7 - è un 6 e mezzo arrotondato per eccesso, visto che comunque la qualità dello stile grafico prende largo spazio nella storia, e lascia poco spazio a sentimenti e caratterizzazione dei personaggi.
Qualità Doppiaggio: Ottima - E' raro vedere un film d'animazione giapponese così ben doppiato in italiano. le voci sono ben accoppiate ai volti e il tono è sempre giusto e consono all'espressione facciale dei personaggi. 

sabato 29 dicembre 2012

RECENSIONE ANIME: Nichijou

Ehi Ragazzi, da quanto tempo! Son tornato in modo prettamente sporadico per scrivere questa recensione e augurarvi buone feste (passate e future)! Spero che il vostro Natale sia passato senza troppi intoppi! Detto questo, vi lascio con questa recensione di Nichijou, alla prossima!

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Nichijou è un anime del 2011 prodotto dalla Kyoto Animation.

La trama
Come fece Azumanga Daioh! circa 5-6 anni prima, Nichijou percorre le orme del tanto blasonato slice of life per eccellenza, per ritagliarsi uno spazio nell'olimpo degli anime. Nichijou parte senza troppe pretese: è un anime spontaneo, che ha come fine unico quello di rappresentare la vita di tutti i giorni con un contorno di stranezze che mai fanno male. Impareremo a conoscere un numero per niente discreto di personaggi, ognuno con le proprie peculiarità e caratteristiche uniche e personali. Passeremo molte volte da episodi riguardanti le tre studentesse (Yukko, Mio e Mai) a quelli riguardanti una vita più "quotidiana" senza la scuola, seguendo il Professore, Nano e il gatto Sakamoto. Naturalmente a questi si andranno ad aggiungere molti altri personaggi secondari, che verranno ben caratterizzati. Punto di forza di quest'anime è quindi la caratterizzazione dei personaggi, che va però scemando nella seconda parte della serie, vista la enorme ripetitività di alcune gag. Salvo questo problema, la serie si mantiene piuttosto bene, e crea ottime gag partendo da momenti piuttosto semplici nel complesso. Gag talvolta molto gonfiate, che purtroppo tirano fin troppo le risate. Molte volte, queste gag non hanno affatto effetto, anzi, l'effetto risulta contrario, e lo spettatore rimane molte volte confuso di fronte allo schermo, perdendo quindi le gag successive.

Lato Tecnico
Dal punto di vista tecnico l'anime si mantiene sulla sufficienza: non eccelle di certo nello stile grafico, ma per quanto riguarda le animazioni c'è da fare un plauso, vista la grande qualità di queste ultime. Dal punto di vista sonoro possiamo apprezzare ottime soundtrack e sigle, molto originali e memorabili.

Commento Finale
Nichijou può benissimo essere definito come il brutto anatroccolo degli slice of life: imperfetto, ma che sa il fatto suo. Lo consiglio? Sicuramente, a chi cerca qualcosa di molto leggero e non vede gli anime tutti d'un fiato. Consigliato anche a chi ha visto e apprezzato Azumanga Daioh, ma purtroppo questo titolo non gli si avvicina di molto, almeno dal punto di vista della qualità delle gag. Carino, ma non abbastanza per poter rubare la scena agli altri anime dello stesso periodo.
Voto Finale: 6
Qualità fansub: Alta - Dato che non ho avuto modo di trovare fansub italiani, sono stato costretto a seguire un fansub inglese, gli Horrible Fansub per l'esattezza: hanno fatto un discreto lavoro, peccato che manchino i karaoke.

domenica 9 dicembre 2012

Le News Di Akki News! Parte 4 - Situazione attuale e Yinlips.

Salve a tutti, e bentornati ancora una volta, dopo circa 2 mesi, sul blog di Akki! 
E' stato un periodo, quello che è intercorso fra l'ultimo articolo e questo, un po' intricato: essendo al 5° anno delle superiori, i compiti in classe per qualche strano motivo sono diventati molto più difficili, così come le interrogazioni e i tempi di studio, che si sono fatti più stretti e stancanti. Ma bando alle ciance, il fatto è che non avrò moltissima cura per il blog visti gli impegni di scuola e vita in generale, per questo motivo metterò su un articolo ogni morte di papa. E vabbè. Ma ora passiamo al secondo argomento: La Yinlips!

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Tutti voi, bene o male, si ricorderanno della Yinlips che presi questa estate, si? Bene, perchè quando l'ho presa, avevo montato su una versione di Android molto, ma molto vecchia, che dava parecchi problemi al tablet. Senza parlare poi del Touch Screen, che senza un pennino è piuttosto impreciso: infatti, anche se la mia versione della YDPG18 monta un core A10, non ha lo schermo capacitivo, ma è resistivo fino ad un massimo di due tocchi contemporanei che mai rileva. Perciò è un po' da "meh". Meno male che hanno fatto uscire una terza versione più aggiornata... Comunque, ieri, prima di partire per una gita con amici, ho acceso la Yinlips e mi sono messo a navigare su Internet per vedere un eventuale aggiornamento per la console. E, senza nemmeno chiederlo troppo, eccolo qui! Android 4.0 bello pronto pronto per la mia Yinlips! Senza pensarci l'ho scaricato e ho aggiornato la console... Ed è diventata 10 volte più potente e personalizzabile. Non solo adesso l'interfaccia è molto più bella, ma si blocca molto meno e si avvia in modo velocissimo. Insomma, per chiunque abbia il vecchio modello Yinlips YDPG18 con ancora Android 2.3, è meglio che si faccia un giro sul web, troverà dolci sorprese ;)

Bene, per ora è tutto, alla prossima!

Ah, nel caso in cui non riuscissi a scrivere altri articoli fino all'anno nuovo, Auguri in anticipo!

mercoledì 21 novembre 2012

RECENSIONE GRAPHIC NOVEL: The Walking Dead Episodes 1-5


The Walking Dead è una graphic novel prodotta dalla Telltale Inc., basata sul fumetto dall'omonimo nome, da cui è nato anche un telefilm.

E' rimasta poca gente buona, a questo mondo...
E' proprio questo il pensiero che ci viene in mente quando ci troviamo piuttosto avanti nella storia, dopo aver fatto molte scelte. Si, perchè questa Graphic Novel ha la particolarità di ricevere delle "deviazioni" decise dalle tue scelte nel corso del tempo. Inizieremo la storia vestendo i panni di Lee Everett, un uomo di colore con la testa sulle spalle, che si sta recando in prigione per un motivo non ben preciso. Ma mentre si reca con il poliziotto in centrale, qualcosa va storto: il poliziotto investe un uomo, finendo fuori strada. Lee perderà i sensi, e si ritroverà qualche tempo dopo bloccato in macchina. Uscendo da quest'ultima, scoprirà con orrore che il poliziotto è diventato uno zombie, e che quell'investito era anch'egli uno zombie. Avendo poco da fare, Lee scappa via, e si reca in varie case; in una di queste troverà una ragazzina di nome Clementine, che a quanto pare se la cava molto bene in fatto di proteggersi. Dall'incontro di Lee con Clementine ne succederanno tantissime: dapprima, i nostri due protagonisti incontreranno un gruppo, e finiranno in una fattoria da cui ben presto saranno cacciati. Con il passare del tempo passeranno da un motel a una seconda fattoria, per poi finire a Savannah, il luogo in cui i genitori di Clementine si trovavano poco prima del disastro ecologico. 

Il gigante e la bambina
Parte molto rilevante di questa graphic novel è l'umanità del protagonista che vestiremo, sempre deciso ad aiutare o meno gli altri. Certo, è tutta questione di come decidiamo la gestione della storia, ma diciamocelo: lasceremmo mai un componente del nostro gruppo in pericolo, dandocela a gambe e fregandocene altamente? Io personalmente no, ma è proprio questo il bello della novel di Telltale: la possibilità di costruire la personalità del protagonista nel corso della storia, e le altre personalità dei personaggi si evolveranno di pari passo con la nostra, andando contro o con noi, a seconda delle nostre scelte. La dolcezza, comunque, di Lee nei confronti di Clementine è sconfinata: la terrà sempre fuori pericolo, e sarà un'ala protettrice per lei, che si dimostrerà essere molto più risoluta di quanto sembri. I personaggi, nel corso degli episodi, scapperanno da un posto all'altro, finendo perfino a tradirsi l'un l'altro, voltandosi le spalle o addirittura uccidendosi a vicenda. 

Le incongruenze, però, si fanno notare.
Ci sono alcune piccole incongruenze che mi fanno un po' storcere il naso: prima fra tutte è l'apparizione di un personaggio nuovo all'interno del secondo episodio, senza nessun tipo di presentazioni o possibilità di conoscerlo a fondo. Altra cosa che mi rammarica molto è la presenza di alcuni personaggi che fungono da mere comparse, quasi totalmente inutili. Certo, sono piccolezze, ma se alcuni personaggi appaiono per letteralmente 10 minuti, come pretendono i produttori che l'audience si affezioni a loro?

La qualità della storia
Questa è una delle storie basate su apocalissi Zombie più belle che abbia mai visto: è bella, appassionante, lunga, e soprattutto, umana. E' di certo un intreccio non proprio innovativo, ma ha stile da vendere, e sicuramente si è ricalcato un posto nelle graphic novels di tutti i tempi. Direi peccato solo per una cosa: la presenza degli episodes (anche se, in un certo senso, i produttori hanno così tempo di curare le parti in ogni minimo dettaglio).

Lato tecnico
Grandi applausi per uno stile grafico non proprio innovativo, ma che ricorda molto il fumetto americano, come anche l'animazione ben riuscita e molto ispirata. Ottime anche le mimiche facciali dei personaggi e la cura dell'ambiente, veramente maniacale. Con uno stile grafico di questo tipo, veramente poche textures sono sfumate o sono di bassa qualità, e ciò è un bene. Ad accompagnare lo splendido stile grafico, bellissime ed orecchiabili soundtrack rendono l'esperienza ancora più bella. Il doppiaggio, poi, è la ciliegina sulla torta: veramente curato ed espressivo. Forse una nota di demerito va alla qualità audio dei primi due episodi, un po' altalenante tra la buona e la cattiva qualità. 

Commento finale
The Walking Dead è una Graphic Novel dagli alti e i bassi, ma non si può non amarla, sia perchè è veramente bella, sia perchè non presenta mai al giocatore/spettatore enigmi troppo complessi o discorsi troppo lunghi, dando un effetto à la Heavy Rain che tanto ci piace. Lo consiglio? Assolutamente si, tutti dovrebbero vedere almeno una volta questo sublime "The Walking Dead", che è fresco e nuovo, e soprattutto, dà al giocatore una immedesimazione veramente allucinante.
Voto Finale: 9 e mezzo. Rasenta la perfezione. Avrei messo 10 se non avessi saputo che ci sarebbe stata la seconda serie, ancora a data da destinarsi.

lunedì 19 novembre 2012

RECENSIONE OAV: Accel World EX 01




Questo OAV di Accel World è stato prodotto nel 2012, in occasione dell'uscita del videogioco dell'omonima serie su Playstation 3 e PSP.

La trama
Ci troviamo in un punto non ben preciso del filone narrativo centrale, probabilmente dopo gli avvenimenti della prima serie, e veniamo subito catapultati nella frenesia degli avvenimenti che fungono da fulcro per questo ben riuscito OAV. Un particolare avatar riesce, infatti, a combattere nella rete locale della scuola di Haru, e tende, proprio quando inizia il doposcuola, a privare gli avatar degli studenti sia dei loro vestiti che degli oggetti nel loro inventario. Nell'OAV vedremo, quindi, il quartetto che abbiamo conosciuto molto bene nella storia principale (Kuroyuki hime, Haru, Taku e Chiyu), tendere una trappola a questo strano avatar, e scopriremo insieme a loro il motivo per cui quest'avatar continuasse a compiere azioni tanto strane quanto quelle sopracitate. C'è poco da dire: questo OAV, in quanto caratterizzazione dei personaggi, riesce 100 volte meglio della serie principale, e c'è anche un valido motivo: in 26 minuti, i produttori sono riusciti a riassumere tutto quello che era stato diluito nei 24 episodi della serie centrale, regalando vari sorrisi a chi ha già visto l'anime, dando nello spettatore una sensazione di "continuo" nei rapporti tra i personaggi (chi intende capisce). Peccato solo per un paio di imprecisioni, che non sono nuove nella serie, e lasciano un po' di amaro in bocca. Ma nulla di troppo malvagio, c'è sicuramente di peggio in giro.

Lato tecnico
Lo stile grafico rimane invariato rispetto alla serie principale, e hanno fatto bene, direi, perchè hanno sfruttato ancora meglio le animazioni e i movimenti facciali, molto ben riusciti. Per quanto riguarda le Soundtrack, pezzi già sentiti contornano le frenetiche azioni di questo episodio, e devo dirlo: stanno una meraviglia. Opening ed ending sono le prime della serie principale, ottime ed orecchiabili.

Commento Finale
Un bell'OAV da vedere per chi ha visto l'anime e vuole vedere che altro succede dopo, molto carino, simpatico e che dona molte aspettative agli spettatori.
Voto finale: 9
Qualità Fansub: alta - Naturalmente, il lavoro certosino dei Fate Subs si fa notare, e non poco!

sabato 17 novembre 2012

RECENSIONE FILM: Scott Pilgrim Vs The World


Scott Pilgrim Vs The World è un singolare film prodotto nel 2010 diretto da Edgar Wright, che mescola elementi classici di ogni film americano con elementi molto particolari. Ma andiamo con ordine, analizzando ogni punto importante.

La Trama
Il film uscì in concomitanza col videogioco per Playstation 3, entrambi basati sul ben riuscito fumetto. Ma questo film sarà all'altezza dell'opera originale? Per cominciare, verremo subito catapultati in un singolare mondo americano, in cui conosceremo questo 23enne di nome Scott Pilgrim, che insieme ai suoi amici di liceo ha formato una band. Tutto però inizia da un evento: Scott si fidanza con una 17enne, Knives, che ha incontrato dopo essersi lasciato con una sua ex. Fin qui tutto bene, ma la "rumba" inizia a suonare proprio da quando Scott, quasi per caso, incontrerà in vari luoghi una ragazza che gli ruberà il cuore, Ramona, che appare più volte anche nei suoi sogni. E' così, quindi, che i due si conoscono e successivamente si fidanzano. Dal fidanzamento ne succederanno di cotte e di crude: Ramona, infatti, si è da poco trasferita in Canada, e per questo motivo, tutto ciò che ha fatto a New York l'ha seguita quasi come se fosse attirato da lei. Scott dovrà infatti battere tutti gli ex di Ramona per vivere in pace con lei, ma non sarà una impresa facile: tra emo con i poteri psichici, chitarristi vegani e donne lesbiche, il nostro protagonista dovrà destreggiarsi per vivere al meglio. Tutto contornato da un singolare stile Arcade che rapisce fin da subito gli occhi e risulta molto bello da vedere. I personaggi sono ben caratterizzati e appaiono tutti piuttosto spesso, anche se ad alcuni non è stato dato il giusto spessore, veramente peccato.

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico troviamo una continua mescolanza tra "barre di energia" e "punteggi" in vero e proprio stile arcade, con combattimenti veramente ben riusciti e pieni di effetti speciali. Si può ben comprendere da cosa abbia preso spunto Video Game High School, almeno dal punto di vista di effetti visivi. Per quanto riguarda il lato sonoro, ci sono buone soundtrack e suoni ricorrenti, che le orecchie più fine riconosceranno senza difficoltà.

Commento finale
Una buona localizzazione italiana per un bel film americano: se ne vedono raramente, al giorno d'oggi. Eppure eccolo qui, Scott Pilgrim Vs The World, un film dai toni forti e da ragazzi cresciuti che può dare qualche ora di sano divertimento. Senza togliere, poi, le migliaia di citazioni a famosi videogiochi!
Voto Finale: 8

domenica 4 novembre 2012

RECENSIONE ANIME: Accel World



Accel World è un anime di genere fantascientifico prodotto nel 2012 dalla Genco.

La trama
2046: in una Tokyo futuristica, gli studenti sono ormai abituati all'utilizzo di particolari collari chiamati "Neuro Linker": con questi collari possono ovviare l'utilizzo di un computer, basandosi su un sistema di realtà virtuali molto creative e personalizzabili. In questa società, però, ci sono alcune persone che purtroppo si trovano qualche passo indietro, salvo la bravura nei videogiochi. Uno di questi è Haruyuki Arita, un ragazzo simpatico e pieno di valori con la passione per i videogames, che un bel giorno verrà contattato da una sua senpai, Kuroyukihime. Lei gli passerà un programma chiamato "Brain Burst", all'interno del quale degli avatar creati dalla mente di ogni player combattono in zone pre registrate dalle telecamere di sorveglianza di ogni zona, e vengono modificate per parere idonee per un campo di battaglia. Purtroppo per i giocatori, però, il Brain Burst ha diversi lati negativi, ma in compenso i giocatori hanno la possibilità di "accelerare", di rallentare cioè il tempo per ragionare su una determinata situazione in un lasso di tempo più lungo. I lati negativi del Brain Burst vengono spiegati all'interno dell'anime, ma c'è una cosa da dire: questo programma sarà il vero fulcro di tutto l'anime. I personaggi sono tutti piuttosto caratterizzati, anche se appaiono poche volte, e ci si affeziona velocemente a tutti i personaggi, anche i secondari.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, Accel World presenta una particolare cura nei fondali e nel character design, senza trascurare però l'eccelsa animazione, che si presenta alla pari di altri anime noti (Guilty Crown, Mirai Nikki). I personaggi sono molto variegati e particolari, tutti diversi l'uno dall'altro. Anche il design dei duel avatar è molto curato, anche se prende più spazio una animazione più dinamica e confusionaria, che lascia perplesso lo spettatore in alcuni momenti. Parlando dell'audio, poi, ottime soundtrack accompagnano lo spettatore nell'osservazione delle scorribande dei protagonisti. Veramente ispirate le opening ed ending, molto correlate all'anime e piene di scene importanti e belle da vedere.

Commento finale
Accel World si presenta come un anime poco al di sopra della media totalitaria per colpa di una trama non proprio studiata bene e che non riesce mai ad ingranare, lasciando una linearità di fondo che viene scorta subito da un occhio più attento. Peccato, perchè i personaggi e molti particolari hanno ricevuto una tale cura che sarebbe bastato un po' di sforzo in più per rendere l'anime meglio di ciò che è. Ma son scelte stilistiche, dato che ci rimandano ad una possibile seconda season. Nulla di male, dunque, visto che tralasciando la linearità di fondo, c'è un lavoro colossale e ben congegnato. Lo consiglio? Solo a chi si aspetta un anime non proprio ispirato o a chi ha appena cominciato a vedere anime del genere.
Voto finale: 8
Qualità Fansub: Ho avuto modo di vedere gli AMF e i Fate Subs. Entrambi molto bravi, anche se, come sempre, i Fate hanno la meglio per la qualità dei sub e la correttezza grammaticale.

Di ritorno dal Lucca Comics & Games!

Eeed eccoci ancora una volta qui, piccoli amici del blog di Akki, per parlare di un argomento molto vicino a noi otaku e amanti in generale del Giappone: il Lucca Comics & Games, che quest'anno si è rivelato forse (a sentito dire) uno dei migliori. Non posso dire lo stesso, purtroppo, visto che questo è il primo anno in cui partecipo, e oltretutto solo per un giorno su 4, ma ciancio alle bande, e cerchiamo di riassumere la giornata del 2 Novembre 2012 a Lucca.

Ore 7.30 - Risveglio a Montecatini Terme, dove ho alloggiato fino a ieri mattina.

Ore 8.00 - Colazione e successivamente, alle 9.30, ci mettiamo in macchina per partire alla volta di Lucca.

Arrivato a Lucca, alle 11.50 (si, la fila era abnorme)... E' stato il delirio. Dopo aver fatto il biglietto, con degli amici mi sono mosso per andare alla sezione Comics, in cui c'era il paradiso di ogni Otaku: Stand con Action figures, cuscini, gadget di ogni tipo di qualsiasi anime o manga, roba da sbavare, insomma!

Alle 14.50 decidiamo di uscire dal Comics e ci rechiamo al Games (dopo continue rotture di palle da parte mia per prendere una katana xD)

Ed è così che ci troviamo nel traffico più immenso mai visto prima in una fiera: al Games non si poteva quasi entrare, date le numerosissime partite a vari giochi e le persone di passaggio. 

Possiamo però riassumere le compere che ho fatto in questa semplice immagine:


Come potete vedere, in bella vista sul divano possiamo osservare (da sinistra in alto):
5 Manga:
2 numeri 1 di Code Geass (uno l'ho preso per un amico)
Numero 1 di M

AR (era l'ultimo che mi mancava)
Numero 4 di Mardock Scramble (era l'anello di congiunzione xD)
Numero 2 di Kimi ni Todoke (trovato per caso in una edicola)

Peluche di Kamina (Gurren Lagann) - 18 Euro

Action Figure di Remon (Ano Natsu de Matteru) - 30 Euro

Katana di Zoro (One Piece) - 35 Euro

Totale spese - 105 Euro o poco più.





E voi? Come avete passato Lucca? Fatemelo sapere con un commento!

sabato 27 ottobre 2012

The Forgotten Time - Capitolo Pilota

Ok ragazzi, prima di cominciare, un piccolo avviso: da qualche tempo, io e un mio amico abbiamo aperto un canale youtube chiamato TwoRandomPlayers, in cui facciamo video di gameplay, se siete interessati cliccate qui.

Perfetto, detto questo, iniziamo!
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Eccolo. Stava camminando lungo quel viale alberato che gli ricordava la sua giovinezza. Stavolta, però, era solo; Solo con il mondo, così sembrava. "Si, deve essere decisamente così" si diceva Akio mentre camminava. Aveva passato così tante situazioni che ormai, anche se avesse cominciato a piovere, non gliene sarebbe importato più di tanto. E cominciò: dal cielo nuvoloso, gocce di cristallo cominciarono a cadere pigre sul terreno, lasciando, dopo l'impatto, vistose chiazze, che si andavano a sommare alle altre. I capelli di Akio cominciarono a bagnarsi. "Ah. E' così, eh?" Disse Akio alzando lo sguardo al cielo, la pioggia che batteva sul viso. "Ho bisogno di riordinare le idee.Che diamine è successo finora?" si sussurrò da solo. "A quanto pare hai intenzione di prenderti una polmonite, eh?" disse una ragazza dai lunghi capelli biondi. "Non potevi che essere tu, Sena." disse Akio con una nota di malinconia. Perchè era triste non lo sapeva nemmeno lui. Doveva schiarirsi l'animo per capire cosa diamine stava succedendo. E Sena non lo aiutava. Ci furono lunghi attimi di silenzio, interrotto solo dalla pioggia che batteva incessante. 
"Senti Akio.."
"Non dire niente, grazie." Disse Akio freddamente, girandosi di spalle. "Non ho bisogno di nessuno" Le sue lacrime si confondevano nel viso bagnato dalla pioggia. Sena non disse niente, e lo vide andare via, i passi che si confondevano con la pioggia.


mercoledì 24 ottobre 2012

RECENSIONE ANIME: Gyakkyou burai Kaiji - Hakairoku hen


Gyakkyou burai Kaiji - Hakairoku hen è la seconda serie dell'anime Kaiji, prodotto nel 2011 dalla casa produttrice Madhouse.

La Trama
La seconda serie di Kaiji inizia qualche tempo dopo la fine della prima serie, in cui troveremo un Kaiji pieno fino al collo di debiti in cerca di un guadagno sicuro, vagante per le strade di una città affollata. Sarà proprio per strada che troverà Endoh, l'uomo con cui fece affari in passato, per trovare una nuova via di guadagno, ma sarà proprio per colpa sua che inizierà l'enorme utopia di questa seconda serie. Possiamo suddividere l'anime in due parti: la prima, più corta, in cui vedremo un Kaiji schiavo della Teiai e condannato ai lavori forzati, e la seconda, leggermente più lunga, in cui Kaiji tenterà il tutto per tutto per saldare i propri debiti e quelli dei propri amici. La particolarità di questo anime è comunque una, e piuttosto visibile anche ad un primo sguardo: la caratterizzazione dei personaggi. Essendo infatti un'opera prettamente indirizzata al sensibilizzare la società di oggi di fronte a molte atrocità, i personaggi sono stati resi molto più umani della prima serie. Basti guardare ogni singolo personaggio per scoprirne ogni sfaccettatura. Ciò che serve in Kaiji è l'immedesimazione nei protagonisti, ed in questa seconda serie riusciamo benissimo ad immedesimarci non solo nel protagonista principale, ma anche in tutti gli altri personaggi secondari, che hanno un ruolo chiave nella vicenda. 

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, Kaiji si presenta molto simile alla prima serie, ma con varie particolarità che saltano ad un occhio più allenato: i giochi di luci, il miglior dettaglio grafico, l'animazione più sciolta differenziano di parecchio Kaiji rispetto a tutti gli altri anime di annata 2011. Dal punto di vista sonoro, invece, troviamo tracce inedite e molto belle da ascoltare, oltre che nuovi suoni (come i nuovi "Zawa" che si sentono durante i momenti in cui i personaggi sono sbalorditi per qualcosa).

Commento finale
Gyakkyou burai Kaiji - Hakairoku hen è un ottimo anime, da vedere assolutamente se avete visto la prima serie. Rispetto alla prima, però, presenta evidenti differenze, tra cui anche la crescita immediata del protagonista e nuovi giochi particolari, ma in minor numero rispetto alla prima serie. E' comunque uno degli anime più belli mai prodotti, anche perchè contiene una grossa critica alla società odierna. E' un must see.
Qualità fansub: mediocre - Ho seguito l'unico fansub completo, in inglese, dei Nutbladder, e devo dire che, a parte le frasi fondamentali, hanno fatto molti errori di coding. Nulla che però possa minare la giusta visione dell'anime. 
Voto Finale: 9

lunedì 15 ottobre 2012

RECENSIONE OAV: To Aru Kagaku No Railgun EX




Dopo la produzione della serie "To Aru Kagaku No railgun", JC Staff ha avuto modo di produrre un OAV collocato più o meno a metà della serie, subito dopo gli avvenimenti del level upper, che abbiamo imparato a conoscere nella serie spin off di Index.

La trama dell'OAV
Essendo un OAV Collegato al filone principale, è inevitabile la produzione di qualcosa attinente alla serie. Parlando in generale, non si è mai visto un OAV prodotto dalla JC Staff che non fosse correlato alla serie principale, e questo, insieme alla serie "S" di Shakugan no Shana, ne è la prova tangibile. Ci verranno dapprima introdotti velocemente tutti i personaggi, e poi verremo dolcemente catapultati nel fulcro della vicenda: Mikoto si sente osservata. Come mai questo? Lo scopriremo guardando l'OAV. Potremmo dividere l'episodio in due parti distinte: la prima, in cui potremo osservare insieme alle protagoniste la città che va via via evolvendosi nel tempo diventando più sofisticata e protetta, e la seconda, in cui scopriremo il perchè Mikoto si senta osservata, e soprattutto, verremo a conoscenza di un'altra scuola, concorrente a Gakuen Toshi. Tutto questo contornato da varie scene molto simpatiche (con gag che si presentano qualche gradino più in su rispetto agli standard della serie) e una infarinatura di tutti i personaggi, nel caso in cui ne avessimo dimenticato qualcuno. 

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, l'OAV si presenta piuttosto curato, anche se per il tratto e l'animazione, si nota parecchio la produzione non proprio innovativa e con qualche passo indietro rispetto ad altri anime/OAV del 2010. Ciò però non sta ad indicare che lo stile grafico non sia curato, anzi. Dal punto di vista sonoro, invece, possiamo con grande piacere riascoltare le Soundtrack della serie di Index e avremo modo di ascoltare anche una nuova Opening ed una nuova Ending, riciclate successivamente per il gioco per PSP. Nulla di troppo nuovo, nè di troppo vecchio.

Commento finale
Questo OAV va visto solamente da chi ha già guardato tutta la serie di Index e l'ha naturalmente apprezzata. Si presenta come un buon OAV, che lascia spazio alla mente per la terza serie di Index, e naturalmente, per una eventuale seconda serie di Railgun. Simpatico e carino, da far vedere solo agli appassionati.
Voto finale: 7
Qualità Fansub: Media - I Fairy Tail finalmente hanno mostrato la giusta cura nel fansub!

domenica 14 ottobre 2012

Il Duro Mondo Degli Anime.

Hola ragazzi, è da un po' che non scrivo sul blog, eh? ... Beh, diciamo che sta passando un po' d'acqua sotto ai ponti, sotto vari punti di vista. Questo non è un Akki News, ma più che altro è una sorta di chiarimento su ciò che sta succedendo in questo periodo nel mondo degli anime.

Circa dal 2011, gli anime hanno cominciato, almeno il 90%, a prendere una brutta piega: alcuni sono rimasti, nonostante alcune parti mindfuck, piuttosto godibili, altri non sono riusciti a brillare come avrebbero dovuto, e via discorrendo.
Ultimamente ho avuto modo di guardare StarDriver e Dragon Crisis. Ebbene, questi due anime mi hanno fatto, perdonate il termine, cadere le palle. La poca originalità, le poche spiegazioni, il piattume della trama, mi hanno costretto a prendermi una pausa dal mondo degli anime. Non che questo significhi che non ne vedrò più, anzi, ciò che aspetto adesso è qualcosa che mi piaccia davvero tanto, ma mi sento in un certo senso confuso, perchè non so che genere vedere. Probabilmente guarderò Accel World. Avevo iniziato Eyeshield, ma la voglia di vederlo si è spenta allo stesso modo con cui si è accesa. Vi farò sapere ben presto con cosa continuerò rilasciando una recensione sul blog. Bye.

martedì 2 ottobre 2012

RECENSIONE ANIME: Ano Natsu De Matteru


Ano Natsu De Matteru è un anime prodotto nel 2012 dalla JC Staff in collaborazione con Genco, stessa casa produttrice che diede luce a Toradora e AnoHana.

La Trama
Un ragazzo, di nome Kaito Kirishima, è appassionato di riprese cinematografiche e di fotografia, e una notte, durante una ripresa, viene travolto da una luce accecante. Qualche tempo dopo, Kaito si risveglierà in casa, e gradualmente conoscerà una ragazza di nome Ichika, che sarà la protagonista dell'anime insieme al nostro eroe. La storia si concentrerà inizialmente sulla produzione di un film con i nostri protagonisti principali, mentre successivamente ci si incentrerà sui caratteri dei personaggi, rendendo la serie piacevole da guardare ad ogni episodio e portando i pg ad un grado di profondità veramente interessante. Ogni personaggio avrà una personalità particolare, con le proprie particolarità, e molte volte lo spettatore si troverà a prendere le parti di un personaggio in particolare. La storia in sè comunque non è niente di troppo nuovo, nè di troppo sterotipato, ma il problema sta proprio nel parlarne: dilungarsi troppo sulle vicende può comportare gravi spoiler, per questo motivo la prima cosa da fare quando si intraprende la visione di Ano Natsu de Matteru è essere mentalmente pronti per qualcosa di travolgente e abbastanza sbrigativo nelle note finali, non proprio riuscite come gli episodi - cardine (per intendersi, dall'1 al 9). 

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico notiamo un tratto particolare e simile a Toradora per molti versi, mentre i fondali sono simili a quelli di produzione Anohana, portando lo spettatore a pensare che le tre produzioni siano in qualche modo collegate spazialmente. Le Soundtrack, poi, sono molto belle ed orecchiabili, così come le opening, molto ispirate e correlate all'anime in ogni minimo dettaglio. 

Commento finale
Ano Natsu de Matteru è un anime da vedere in compagnia ( Io ad esempio sono stato accompagnato dal buon Jonah) in un pomeriggio estivo, o perchè no, anche in questo periodo, per ricordare i bei tempi estivi, perchè si sa, il punto centrale di Ano Natsu è il ricordo. Con personaggi veramente ben caratterizzati e a tratti epici (Remon), Ano Natsu riesce a dimostrarsi una spanna più in alto rispetto ad altri anime della stessa annata. Lo consiglio vivamente a chiunque abbia mai visto gli anime della stessa casa produttrice, e ricordate, è da vedere con un amico, quasi necessariamente, perchè succederanno talmente tante cose che serviranno per forza due teste invece di una. Un must see.
Voto finale: 9
Qualità Fansub: alta - I Fate Subs come sempre fanno un ottimo lavoro.

I Videogiochi di oggi.

Yo! Salve a tutti ragazzi, benvenuti (o bentornati, lettori abituali) sul blog di Akki, dove oggi scriverò il mio primo post invernale mattutino, visto che mi trovo in preda di vari dolori addominali e problemi influenzali di vario genere. Dunque, cominciamo subito con l'evidenziare una cosa: perchè ho scritto questo post? Beh, stamattina, appena svegliato, ho avuto modo di vedere un video di Pio3D, un famoso youtuber italiano, che ha dimostrato il suo disprezzo nei confronti dei videogiochi di oggi, che nonostante le grafiche ultrapompate, durano anche molto meno rispetto ai vecchi giochi per Playstation 2, Play 1, NES e via discorrendo. Cogliendo la palla al balzo, poco dopo sono capitato per caso in vari video di Call Of Duty, in cui un giocatore discretamente bravo trollava dei bambini su Xbox online. Nulla di sbagliato, direte voi, ma io mi vorrei soffermare su questo particolare: I bambini su Call Of Duty. Perchè ci sono i bambini su Call Of Duty? Ci sono tanti video che testimoniano queste inutili presenze in giochi, ricordiamo, dai 18 anni in su, come indica il buon codice Pegi. Per chi non mi credesse ancora, ecco qui un paio di filmati.




Dunque... Dopo la visione di questi due video, vorrei subito pararmi mettendo le mani davanti, e dicendo che non disprezzo i giochi come Call Of Duty, anzi, ci gioco, tanto che possiedo il modern Warfare 2 e il 3. Non sono un moralista, e lo sottolineo, ma voglio semplicemente dire questo: chi permette ai bambini, addirittura dagli 8 - 9 anni, di giocare a questi videogiochi, soprattutto online, su una piattaforma come l'Xbox, che ricordiamo, è a pagamento? Naturalmente sono i genitori. Ogni genitore naturalmente fa le proprie scelte, per decidere quale sia il percorso di formazione migliore per un bambino, ma permettetemi di dire che permettere a dei bambini di giocare a dei giochi così violenti (tra molte file di virgolette, perchè COD è una rappresentazione della guerra in stile Arcade) è da insani mentali. Mi spiego meglio: io, da piccolo (ora ho quasi 18 anni, quindi si intende intorno agli 8-9 anni, come i bambini in questo video) non avevo l'online, nè lo chiedevo, anzi, apprezzavo i giochi che c'erano all'epoca. A malapena conoscevo Grand Theft Auto (giocai a San Andreas verso gli 11 anni perchè me lo regalarono ad un compleanno, addirittura..), e giochi come COD ancora non esistevano. Apprezzavo i vecchi giochi Platform e di avventura, eppure questi giochi si sono via via estinti nel tempo, lasciando spazio a grossi giochi stereotipati e ormai non più divertenti, come COD appunto o Battlefield. Non mi interessa la grafica, non mi interessa il gameplay, il punto centrale di questi giochi è questo: Spara e muori, spara e muori, spara e muori. Ai bambini di oggi cosa rimane da giocare su console? Possiamo mica dirgli di andare a ritrovarsi le vecchie glorie del passato spendendo soldi e tempo in più di quanto dovrebbero? O semplicemente possiamo comprargli una economica console odierna già modificata e con un centinaio di giochi dentro? Ragazzi miei, pensateci. Le case produttrici di oggi sono cadute in un circolo vizioso che è quello degli sparatutto, che alla lunga stancano e non fanno divertire più nessuno. E' solo questione di tempo.

sabato 29 settembre 2012

RECENSIONE ANIME: Medaka Box


Medaka Box è un anime scolastico/slice of life prodotto nel 2012 da Gainax, prendente spunto dall'omonimo manga, uscito nel 2011.

La trama
Siamo in un particolarissimo campus in cui i ragazzi hanno la completa autonomia delle loro azioni, siano esse riguardanti club scolastici o attività extrascolastiche. Ad aiutare questi studenti c'è, come sempre, il sempre pronto consiglio studentesco, che in questo caso sarà capitanato da una bizzarra ragazza dalle forme accentuate. Grazie infatti al 98% dei voti positivi, Medaka Kurokami è riuscita a diventare la presidentessa del consiglio studentesco, e cerca di fare di tutto per mantenere la scuola in uno status pressocchè perfetto. Ad aiutarla ci sarà infatti una cassetta di richieste e consigli, il vero fulcro della vicenda, all'interno della quale il concilio studentesco troverà svariate richieste da parte degli studenti, o appunto consigli per migliorare il complesso scolastico. La cosa più bizzarra, però, di quest'anime, è la totale "maestosità" della protagonista Medaka, che verrà quasi sempre evidenziata attraverso strane azioni di quest'ultima o strani discorsi, che si concludono il più delle volte con il suo sopravvento. I personaggi sono in gran quantità, e solo pochi hanno ricevuto una giusta cura nei dettagli del carattere, come ad esempio Shiranui o Hitoyoshi, due dei personaggi che appariranno più spesso oltre la protagonista.

Lato Tecnico
Dal punto di vista tecnico troviamo uno stile piuttosto originale, con qualche problema di proporzioni qui e la, soprattutto nelle riprese da lontano. Animazione e combattimenti convincono molto poco, risultando poco ispirati e alquanto blandi, lasciando a galla solo l'input iniziale dell'anime. Le soundtrack, al contrario, sono veramente belle, ma non ricevono il giusto spazio, visto che vengono quasi sempre riprodotte con un volume relativamente basso rispetto alle voci dei personaggi. Opening ed ending, infine, sono graficamente poco convincenti, e dal punto di vista musicale piuttosto simpatiche ma al contempo anonime. Nulla, insomma, di cui gridare al miracolo.

Commento finale
Medaka Box si presenta come un semplice prologo di qualcosa di più grande: una produzione poco convincente, che supera di poco la sufficienza grazie ad alcune scene ben riuscite e all'originalità delle situazioni. Lo consiglio? Solo a chi se la sente di perdere tempo per vedersi questi episodi.
Voto finale: 6
Qualità Fansub: Media.

venerdì 21 settembre 2012

RECENSIONE ANIME: Star Driver


Star Driver è un anime prodotto nel 2010 dallo studio Bones, di tipo Mecha.

La Trama
E' una allegra giornata in un'isoletta del sud, e due dei nostri tre protagonisti si stanno godendo una passeggiata sulla spiaggia, quando una dei due sente l'odore di un ragazzo che sta morendo. Gironzolando per la spiaggia, ben presto si presenterà il nostro terzo protagonista, privo di sensi sulla riva di quella spiaggia che tanto ricorda i Caraibi. Non è l'inizio di un romanzo, bensì quello di Star Driver, uno degli anime più "over rated" e pieni di aspettative di questa decade. Dopo aver risvegliato il nostro protagonista principale, Tsunashi Takuto, avremo il privilegio di vedere una giornata casuale dei nostri tre protagonisti, e avremo modo di capire (più o meno) perchè Takuto si trovasse sulla spiaggia privo di sensi e perchè soprattutto si trovasse sull'isola. Per i primi 10 minuti del primo episodio vedremo giusto qualche scena random, mentre nella seconda metà dell'episodio potremo vedere il vero fulcro dell'anime: una malvagia società segreta à la Pokèmon che sta tramando per conquistare il mondo tramite delle armi belliche chiamate Cybody, degli speciali Mecha che sono purtroppo utilizzabili in un posto ben preciso, il Tempo Zero, che si attua solo quando un Cybody viene attivato tramite l'elettroscrigno (un particolare gadget inventato da questa società, chiamata Kiraboshi, o per italianizzare "Ordine della croce scintillante") o tramite "segno", particolarità che non hanno tutti. La Kiraboshi infatti attuerà fin da subito il proprio piano, facendo vari esperimenti per attivare i Cybody. Ma ecco che interviene Takuto, che trasformandosi nella bellezza di 1 minuto e 30 secondi, ci offrirà uno dei combattimenti più corti della storia degli anime. Cari lettori, o amici che dir si voglia, questo è tutto quello che c'è da sapere di Star Driver. Per chi non avesse ben compreso: Takuto è uno Star Driver, un guidatore di Cybody, che combatte per proteggere i deboli dalla tiranna organizzazione criminale Kiraboshi. Tutto questo viene spiegato nel primo episodio, offrendoci un generoso spoiler di tutta la serie. Dall'episodio 1, infatti, verremo sottoposti ad una noiosissima routine, riassumibile in: Sigla, 10 minuti di fanservice, stacchetto, combattimento contro il sottoposto della Kiraboshi, Takuto vince, ending, preview, ripeti il ciclo. E non sto scherzando. Gli elementi che compongono la trama di questo anime sono talmente blandi che mi hanno a malapena dato la voglia di continuare a vedere questa accozzaglia di situazioni stereotipate e simili tra loro. Ma se la situazione si fermasse solo alla ripetitività di fondo, una sufficienza magari se la prenderebbe anche. Ciò che lega dalla testa ai piedi Star Driver è la potenza sconfinata ed inutilmente grande di Takuto, che in ogni episodio, con due parole e due mosse riuscirà a battere i nemici più forti e difficili da battere. Insomma, in quest'anime i produttori hanno puntato solo sul fare i soldi usando un fanservice di mera qualità e due o tre combattimenti con due spade laser messe in croce. Ogni speranza, poi, si va affievolendo sempre di più quando si osservano i personaggi: piatti, inutili e troppi. Alcuni appariranno per la bellezza di 5 minuti d'orologio, per poi riapparire sporadicamente nel finale come semplici comparse. E ciò che fa traboccare il vaso è proprio il finale. Consono per un anime come questo, non c'è che dire, ma sterotipatissimo e pieno, anzi, strapieno di incongruenze che lasciano lo spettatore confuso, che cerca invano di capire perchè stia succedendo una determinata cosa. Zero spiegazioni, come il tempo che hanno impiegato i produttori per ideare una trama simile. Non c'è un accenno a nulla, viene dato tutto per scontato, come se lo spettatore avesse una sfera di cristallo e riuscisse a capire tutti i procedimenti più o meno complessi attuati nell'anime. La tattica che viene poi attuata dalla Kiraboshi è una delle più sconclusionate che abbia mai visto: si parte da incontri sistematici in cui il cattivo perde, fino ad arrivare ad upgrade - risurrezioni di vecchi Cybody distrutti che si concludono, indovinate un po', con la sconfitta del cattivo.

Lato tecnico
La trama è qualcosa di ignobile, questo è più che rassodato, ma c'è da dire che il vero punto di forza dell'anime è proprio lo stile grafico: particolare, colorato e ben strutturato. Il character design è veramente ottimo, come anche le animazioni, che si dimostrano qualche spanna in più rispetto ad altri anime di produzione 2010. Dal punto di vista sonoro invece notiamo pochissime Soundtrack, tra cui 4 brani cantati dalle 4 sacerdotesse, ripetuti fino alla nausea in ogni singolo episodio prima di un qualsiasi combattimento, in cui, ricordiamo, viene perso quasi un minuto per guardare Takuto trasformarsi. Opening ed Ending sono poco ispirate ma ben disegnate. Scarni i brani delle sigle.

Commento finale
Star Driver è un abominio che offre valide basi per mostrarsi un ottimo, anzi, sublime anime, ma che mostra tutto il suo marciume una volta inoltrata la visione. Lo consiglio? Minimamente no, a meno che non siate masochisti e vogliate perdere il vostro tempo guardando qualcosa che non raggiunge nemmeno la mediocrità.
Voto finale: 3
Qualità Fansub: Alta. Come sempre, i SubZero sono bravissimi, sia con l'animazione del Karaoke, sia con i sub, impeccabili e corretti nella grammatica e nella punteggiatura.

domenica 16 settembre 2012

Akki Games! Capitolo 11 - Sarugetchu: Saru Saru Big mission


Salve di nuovo a tutti, cari lettori (ma che) assidui del mio blog, e bentornati all'undicesimo capitolo della serie "Akki games!"! Oggi recensirò un gioco mai uscito dal territorio nipponico della conosciuta serie Ape Escape, il suo nome è "Sarugetchu: Saru Saru Daisakusen", italianizzato in "Ape Escape: il grande piano delle scimmie". 

Premessa
Questo gioco è totalmente diverso rispetto a tutti gli altri Ape Escape creati in precedenza. In Saru Saru Big Mission dovremo, invece di catturare le scimmie, prendere il controllo dei loro caschi usando... la casa dove abitano i protagonisti!

La trama
Iniziamo dal principio: Kakeru e Natsumi stanno litigando dentro casa, quando ad un certo punto, guardando fuori dalla finestra, vedono qualcosa di anomalo: il cane di Kakeru è inaspettatamente diventato enorme! Ma ciò non è un caso: Kakeru, Natsumi e tutti gli eroi delle serie di Ape Escape sono stati rimpiccioliti, e Specter sta comodamente preparando un cannone per lanciare un raggio allo scopo di rimpicciolire tutta la razza umana! Prenderemo da questo punto controllo di Kakeru, e dopodichè, una volta scelto il livello, prenderemo il controllo della casa in cui abitano i nostri eroi. Comandandola, potremo usare la casa da casco sostitutivo per tutte le scimmie che incontreremo per le strade dei livelli. Lo scopo del gioco è tornare da Specter passando per tutte e 5 le scimmie mostruose per recuperare tutti i ragazzi e tornare come prima.

Gameplay
Il gameplay si presenta realmente diverso rispetto agli altri Ape Escape: con l'analogico / freccette comandiamo Kakeru e le scimmie, e ogni scimmia avrà una abilità peculiare, essenziale per procedere nei mini enigmi formati da tanti momenti platform e di "pro skill" in ogni livello. Ad esempio, ci capiterà molte volte di trovarci su uno scivolo di ghiaccio, e per superarlo dovremo prendere una scimmia blu, capace di correre più veloce delle altre. Fatto questo esempio, passiamo ai comandi: tutto viene governato dai quattro pulsanti X, cerchio, triangolo e quadrato, mentre L ed R serviranno per orientarci con la videocamera. Un gameplay piuttosto basilare, come il vecchio Crash Bandicoot insegnava.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico notiamo uno stile veramente originale, molto simile a quello di Ape Escape 3 e quasi bidimensionale, ma molto curato in ogni minimo dettaglio, sia nelle cutscenes che nei momenti di gameplay. Anche i fondali sono molto ispirati, e pochissime texture paiono poco curate. Dal punto di vista sonoro, l'audio è anche molto curato, con tantissime Soundtrack inedite che accompagnano al meglio ogni stage. Anche il doppiaggio è fatto bene, anche se pare altalenante e a momenti poco ispirato.

Longevità
Il gioco dura veramente poco, intorno alle 5 ore massimo senza aver raccolto nessun bonus, ma la continuità aumenta se aggiungiamo la solita componente di ape escape, quella cioè di catturare scimmie aggiuntive e di ribattere Specter nell'incontro finale.

Voto Finale: 9 - Un'ottima idea per un ottimo gioco non proprio nuovo (2007). Lo consiglio? Si, a chiunque mastichi il giapponese e chiunque abbia già giocato ad Ape Escape.
Grado di comprensibilità: Medio - Si comprende abbastanza, visto che il linguaggio usato è molto elementare.

RECENSIONE OAV: Hiyokoi




Hiyokoi è un interessante special del genere shojo prodotto nel 2010 dalla Production I.G., nato come promo per l'edizione manga. E' stato infatti prodotto in DVD e Bluray Disc.

La trama
In questo piccolo special, impareremo a conoscere i personaggi della serie manga: i due protagonisti, Hiyori e Yuushin, rispettivamente alti 140 cm e 190 cm. Beh, come molti spettatori assidui di anime di questo tipo sapranno, l'accoppiata "altezza diametralmente opposta" è quasi sempre vincente. Basti vedere anime famosi come Toradora o Lovely Complex per trovare delle somiglianze con questo OAV. Siamo in un giorno invernale: una ragazzina, Hiyori, dopo parecchio tempo passato in ospedale per colpa di un incidente, si presta a tornare a scuola dopo tanto tempo di assenza. Il problema sorge proprio alla fonte: la povera Hiyori è purtroppo molto timida, e non sa come creare una buona relazione d'amicizia con qualcuno. Sarà proprio Yuushin che, grazie al suo carattere solare, riuscirà a sbloccare il muro mentale di Hiyori. Il punto di forza di questo Special è però il particolare carisma dei personaggi, e la complicità della classe, che agisce come un'unica persona e non dimostra troppa rigidità, come succede nella maggior parte delle scuole raffigurate negli anime.

Lato tecnico
Come ogni anime shojo insegna, lo stile è molto simile a quello di "One Piece" mischiato a "Fairy Tail", parendo un'ottima coppia di stili. Ad accompagnare lo stile grafico c'è un ottimo comparto d'animazione, che si dimostra essere un passo avanti rispetto agli anime di annata 2010. Dal punto di vista sonoro, invece, bellissime soundtrack accompagnano le scene davvero ben prodotte.

Commento finale
Insomma, Hiyokoi è veramente carino: Hiyori è bellissima, come anche Yuushin e i loro caratteri. Lo consiglio? Si, a chiunque abbia apprezzato gli shojo, e spero realmente di trovare questo anime in serie.
Voto finale: 8
Qualità Fansub: Alta - I Sarulandia sono gli unici che hanno subbato questo special, e devo dire che la qualità dei sub è veramente alta e la quantità di errori grammaticali è veramente minima.

venerdì 14 settembre 2012

RECENSIONE MANGA: Gekka Bijin


Gekka Bijin è una serie manga importata in Italia grazia a Planet Manga nel 2011, di genere avventura, formata da 5 Tankobon.

La trama
Siamo in un futuro lontano: sulla luna iniziano ad abitare gli uomini, e di conseguenza prendono forma i primi imperi. Velocemente, grazie a tre grandi famiglie (gli Ume, i Take e i Matsu), la luna diventa un pianeta "puro", che governa la Terra, definita come pianeta impuro. E' proprio sulla luna che inizia la storia: una piccola principessa, proprio il giorno di passaggio all'età adulta, viene spedita per essere salvata da un colpo di stato alla madre, la regina, sulla Terra. La piccola Kaguya, dapprima capricciosa e viziata, con calma conoscerà se stessa, ciò che significa essere la principessa della Luna, e soprattutto cosa significa vivere una vita di stenti per raggiungere un lontano obbiettivo. Si impegnerà quindi a superare le difficoltà e le intemperie della vita, e si impegnerà inoltre a tornare insieme ai suoi nuovi amici della Terra sulla Luna, per far ritornare la situazione alla normalità. Nonostante però un plot non proprio originale, questo manga si fa spazio come puro titolo di nicchia, risultando altalenante in parecchi punti. Ciò che salva la produzione è però la forza di carattere dei personaggi, e soprattutto il loro carisma. Fin da subito, infatti, verremo profondamente colpiti dall'aspetto bambinesco di Kaguya, che crescerà a vista d'occhio fino al climax della serie, veramente ben riuscito. Peccato però che questa particolare cura non sia presente negli altri personaggi, che risultano un tantino più piatti rispetto alla protagonista.

Lato Tecnico
Dal punto di vista grafico, si nota pesantemente uno stile tipicamente orientale, che offre a Kaguya e sua madre un incredibile fascino. Ciò purtroppo non è presente negli altri personaggi, soprattutto maschili, che risultano piuttosto anonimi e "naruteggianti", se capite cosa intendo. Ottima e particolare è inoltre la cura dei fondali, veramente molto ispirati e in tema con i personaggi. Ultimo, ma non per importanza, è lo strano uso di retini e il tratto del disegno. Cominciando dai retini, non se ne usano troppi, a parte nei momenti più concitati in cui sono usati con cura e dovizia. Il tratto, invece, rimane piuttosto grossolano fino all'ultimo Tankobon, in cui assume un cambiamento radicale, diventando più sottile e dimostrando i personaggi in una atmosfera più adulta. E' ben gradito, infatti, il cambio di grafica dell'ultimo Tankobon, che ha migliorato l'esperienza visiva.

Commento finale
Gekka Bijin, nonostante abbia una trama poco ispirata, che va però crescendo nel tempo, si presenta come un manga piacevole e simpatico da leggere, soprattutto grazie alla quantità e alla grandezza ridotta dei Tankobon (ad esclusione dell'ultimo). Lo consiglio? perchè no, dai, è piacevole e lo consiglio a chiunque sia piaciuto Blue Exorcist / Ao No Exorcist.
Localizzazione in italiano: non male, le battute sono comprensibili, nonostante qualche non intenzionale errore grammaticale. Media.
Voto finale: 8

RECENSIONE ANIME: Higurashi No naku koro ni Rei




Higurashi Rei è il seguito spirituale della rinomata serie horror Higurashi, prodotto nel 2009.

La trama
I 5 OAV che compongono questo nuovo “capitolo” di Higurashi sono piuttosto originali, e possono essere riassunti in 3 capitoli: il primo, in cui vediamo una sorta di “episodio pilota” in cui tutti i personaggi saranno rilassati, spigliati e si divertiranno tranquillamente, dando vita a piacevoli scenette e gag davvero divertenti; il secondo, suddiviso nei tre OAV successivi al primo, in cui troveremo una minisaga veramente ben strutturata e davvero particolare nel suo genere, grazie soprattutto al fatto che si “esce dagli schemi” canonici delle serie precedenti per andare a parare verso uno stile ben più strano ma non per questo mal composto; il terzo, in cui vedremo un’altra minisaga, ma stavolta sarà limitata al puro fanservice per i fan di Rena. Che c’è da dire dunque? Questi OAV non aggiungono nulla di nuovo alla serie stessa, ma sono piacevoli da vedere, poiché non fa mai male rivedere dei vecchi personaggi tanto carismatici.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, lo stile è rimasto pressocchè invariato rispetto a Higurashi Kai. In aggiunta, però, notiamo una buona animazione. Belle anche le Soundtrack (della serie originale) e la opening, che a differenza della ending è veramente piacevole da ascoltare.

Commento finale
Dunque, nonostante questa recensione sia piuttosto corta, cos’altro mai potremmo dire? E’ bene mettere le mani su questi OAV il prima possibile, ma solo su questi, poiché gira voce (e credo si sappia) che gli altri OAV di questa serie non sono proprio come questo, anzi, sono controproducenti per colpa di un fanservice troppo spinto. Ma qui, fortunatamente, questa situazione non c’è. Lo consiglio a chiunque abbia visto le prime due serie di Higurashi.
Voto Finale: 7
Qualità Fansub: Media – I Fate Subs non hanno fatto un lavoro eccellente, ma la grammatica è almeno giusta. Peccato, come sempre, per i karaoke poco ispirati.


RECENSIONE ANIME: Gosick



Gosick è un anime di tipo investigativo – drama prodotto nel 2011 dallo studio Bones.
La trama
Senza troppi indugi e chiacchiere, passiamo alla trama. 1924: qualche tempo dopo la prima guerra mondiale, si consolida un nuovo stato, posto tra l’Italia e la Francia, Saubreme, sede di una delle più prestigiose accademie del mondo, che raccoglie studenti provenienti da altri stati ai fini di compiere scambi e gemellaggi. E’ proprio qui che conosceremo il nostro protagonista, il Giapponese Kujo Kazuya, che dopo essersi presentato a tutti, guadagna il colorito appellativo di “Dio nero della morte primaverile”, a causa del colore dei suoi capelli e del periodo in cui si è trasferito nella scuola. Non avendo nessun amico, Kujo gironzolerà per un po’ nell’accademia, finchè non capiterà nella biblioteca, una enorme torre alla cui sommità si trova uno splendido giardino botanico. Questo giardino è frequentato dalla co-protagonista, Victorique (letto Victorica), una curiosa ragazza dalla mente acuta. Ed è proprio dal loro incontro che comincerà una delle avventure meglio strutturate del 2011 in campo di anime. La produzione sarà costellata di vari casi, tutti collegati fra loro e con un unico scopo: quello di far quadrare il caso finale, quello che deciderà le sorti dell’anime. Tutti i vari casi sono stati ben congegnati, e forzano lo spettatore ad aprire gli occhi ad ogni particolare. Anche se alcuni sono fin troppo facilitati, poiché danno fin da subito una chiara visione della tesi finale, il livello di difficoltà rimane piuttosto standard e mai troppo banale. I personaggi secondari sono ridotti praticamente all’osso e all’essenziale, e pochi hanno uno spessore caratteriale ben congegnato. Ciò però è compensato dal carisma e dal carattere forte di Kujo e di Victorique, che si allontanano dallo stereotipo di “servo e governante” per avvicinarsi di più a quello che si può dire “rapporto d’amicizia” (che poi amicizia non è, ma fate finta di non aver letto). Incredibile è inoltre la dose di immedesimazione che viene inculcata nello spettatore: più volte ci troveremo a sorridere a un particolare avvenimento o ad innervosirci per colpa di una ingiustizia.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, notiamo uno stile veramente brillante: minimalista per quanto riguarda i personaggi, veramente curato per quanto riguarda i fondali ed i vestiti, sempre ricercati e mai banali, che saltano subito all’occhio dello spettatore. Le animazioni, inoltre, sono qualcosa di veramente ben riuscito: ricalcando lo stile dello studio Deen, almeno per quanto riguarda le espressioni terrorizzate, lo stile Bones rende un’ottima espressività ai personaggi, come anche movimenti veramente molto fluidi e mai meccanici. Osservando inoltre la quantità e la qualità delle soundtrack, possiamo dire che gli accompagnamenti sono anch’essi ben mirati, ottimi in tutte le situazioni, anche quelle più concitate. La opening e le due ending, inoltre, sono fatte in un ottimo modo, non banali e ben mirate.

Commento finale
Gosick è un anime del tipo “o lo ami, o lo odi”. Ha uno sviluppo lento ma una trama molto consistente, che si conclude nell’ultimo episodio, in cui troviamo un finale anche fin troppo buonista, ma necessario per far “quadrare i conti”. Nulla di troppo sbrigativo, ma nemmeno di troppo ponderato. Probabilmente è proprio per colpa di questo strano stile che l’anime ha subito così tante controversie, ma io, almeno nel mio piccolo, mi sento di consigliarlo a chiunque capiti sotto gli occhi il nome “Gosick”, o a chiunque cerchi un anime consistente.
Voto finale: 9
Qualità fansub: I fairy tail come sempre non sono mai troppo perfetti: qualche sbavatura nei karaoke e qualche messup nei sub fa si che qualcosa non venga bene. Nulla che possa minare la visione, fortunatamente. A meno che non siete professori di italiano. Media.

giovedì 13 settembre 2012

RECENSIONE ANIME: Acchi Kocchi


Acchi Kocchi è un anime Slice Of life prodotto nel 2012 dalla AIC.
La trama
Essendo uno slice of life, quest’anime non ha trama, né è pretenzioso di averne una: inizia in modo veramente semplice, con la protagonista, una ragazzina (Tsumiki) dai capelli blu, che ricorda vagamente altri personaggi ben più noti di altri anime, in attesa del suo Lui alla fermata del treno. Con un cast consolidato di 5 personaggi principali e 3 secondari, Acchi Kocchi si mostra come un anime senza pretese, con poche gag veramente ben riuscite ed un andamento blando. Nonostante tutto, però, il fulcro dell’anime non sta nelle gag, come un occhio poco attento potrebbe notare, bensì nella componente “moe” dei personaggi, sia maschili che femminili. Ciò che “forza” lo spettatore a continuare a guardare Acchi Kocchi è lo scoprire l’andamento dei rapporti tra un personaggio e l’altro. La coppia più forzata è quella dei due protagonisti principali, Tsumiki e Io, abbastanza sterotipata da altri anime di maggior fattura. I riferimenti ad altri anime sono letteralmente dietro l’angolo, ad ogni minuto di ogni episodio, ma ciò non rinforza le gag, che come già detto, non sono abbastanza divertenti, almeno il 60% di queste.
Lato tecnico
Uno stile grafico incentrato sul “chibi” e sul “moe” continua a far capolino ad ogni episodio, lasciando pochi momenti in cui i personaggi sono raffigurati normalmente senza strani filtri grafici. L’animazione è anche piuttosto riuscita, nello standard di ogni anime di annata 2012. Parlando poi del sonoro, soundtrack che riportano alla memoria il buon vecchio Animal Crossing fanno capolino, accompagnando i teneri personaggi nelle loro scorribande. Anche Opening ed Ending sono veramente simpatiche e tenere, come d’altronde lo sono i personaggi.

Commento finale
Acchi Kocchi è un tipico slice of life riuscito a metà, che finisce nello stesso modo con cui inizia. E’ in altre parole un anime da vedere a cuor leggero, senza aspettarsi niente di troppo. Lo consiglio? Si, a chi non ha nulla da vedere.
Voto Finale: 7
Qualità Fansub: Ho seguito due Fansub, gli AMF (con evidenti errori grammaticali e ortografici) e gli All Game Forum (di qualità nettamente superiore). Mediocre per gli AMF, Media per gli All Game Forum.


RECENSIONE ANIME: Puella Magi Madoka Magica




Puella Magi Madoka Magica è un anime incentrato sulla magia fatto dalla Digital Sh@ft nel 2011.

La trama
La protagonista, una ragazzina delle scuole medie di nome Kaname Madoka, un giorno fa uno strano sogno, in cui vede, dopo aver corso in lungo ed in largo, una ragazzina della sua età più volte colpita da uno strano essere, e viene più volte invogliata da una sorta di cagnolino a fare uno strano contratto. Ecco come comincia Puella Magi Madoka Magica, uno degli anime che sono riusciti a scalare l’olimpo dell’animazione del 2011. Ci troviamo in una enorme città Giapponese (che per certi versi ricorda Bakemonogatari) in cui la tecnologia è ordinaria e molto sviluppata. Un giorno, tornando da scuola, Madoka e la sua migliore amica Sayaka scoprono ciò che si nasconde dietro la monotonia di ogni giorno: un mondo in cui delle ragazze con strani poteri sconfiggono degli esseri chiamati “streghe”. Una volta sconfitte queste streghe, viene occasionalmente rilasciato un seme chiamato “grief Seed”, che depura una gemma emessa dalle Puella Magi quando compiono il loro contratto con Kyubey, lo stesso strano animale apparso in sogno a Madoka. Esattamente, le Puelle Magi sono vincolate da un contratto, secondo il quale Kyubey può esaudire un loro qualsiasi desiderio, ma in cambio, le Puelle Magi devono combattere le streghe. Ecco quindi, che seguendo questo semplice input, Puella Magi Madoka Magica si discosta dal solito anime per ragazzine, in cui abbiamo uno o più eroine che combattono il male. Al contrario! In Puella Magi Madoka Magica, essere una ragazza magica comporta i suoi pesi e le giuste paure. Insomma, il campo degli anime shojo si è evoluto, e questa ne è una prova tangibile. I personaggi sono piuttosto esigui, ma solo 3 dei 5 principali hanno ricevuto la giusta cura in ogni particolare del loro carattere. Un vero peccato, anche perché questi stessi personaggi si riveleranno essere meri personaggi secondari, lasciando quindi spazio a solo 2 di loro.

Lato tecnico
Dal punto di vista grafico, si può notare uno stile grafico mai visto prima: i personaggi sono disegnati in modo non proprio dettagliato, e la forma sia degli occhi che del viso è atipica rispetto a qualsiasi altro anime passato. Questa sua atipicità comporta i suoi rischi, anche perché sono presenti molte inesatezze in fatto di proporzioni quando i personaggi sono ripresi da lontano, e ciò è un vero peccato. Le animazioni sono anch’esse piuttosto elementari, ma proprio grazie alla scelta stilistica di aggiungere parti filmate in stile collage dà punti positivi alla produzione. Ad accompagnare il tutto ci sono convincenti soundtrack e belle opening ed ending. Per quanto riguarda il doppiaggio, molte voci conosciute sono presenti, ma ciò non compensa la qualità audio che sgrana quando i personaggi urlano o strillano.

Commento finale
Puella Magi Madoka Magica si discosta completamente dallo stereotipo di anime shojo mostrando una forte personalità, ma al contempo una componente blanda che si porta dietro fino alla fine: la sensazione che nulla proceda come dovrebbe. Tutto rimane piuttosto statico, e domande che dovrebbero nascere subito vengono ritardate agli episodi finali, molte delle quali non ricevono nemmeno risposta. Lo consiglio? Si, a chi ha da perdere un paio di giorni dietro quest’anime. Bisogna guardare quest’anime a cuor leggero, in caso contrario non si potrebbe capire granchè.
Voto Finale: 8. Sono rimasto indeciso fino alla fine sul voto da dare a questa produzione, ma penso che un 8 sia più che sufficiente per un anime simile. Non mi ha convinto totalmente, ma come alcuni di voi sapranno, do molto peso alla componente “immedesimazione” ed “emozione”.
Qualità Fansub (!) – Attenzione, non sono minimamente d’accordo sulla diffusione del fansub ancora disponibile, visto che appoggio totalmente la diffusione del prodotto in lingua italiana, ma visto che era l’unico disponibile, non ho potuto far altro che affidarmi all’ultimo fansub dell’anime in circolazione, se non proprio l’ultimo download: Ho seguito gli Otakutrad. Gravi errori di grammatica sono presenti qui e la nei sottotitoli dell’anime, ma ciò non mina troppo la visione di quest’ultimo. Belli i Karaoke. Mediocre.

RECENSIONE ANIME: Needless




Needless è un anime prodotto nel 2009 da MAD House.

La Trama
Anno 2151: decenni dopo la terza guerra mondiale, nel bel mezzo di Tokyo, diventata in tempi di guerra punto centrale delle battaglie, si è creato un punto morto chiamato Black Spot. All’interno di questo enorme buco nero nella veduta notturna di Tokyo, vari strani esseri simili ad umani hanno iniziato a popolare la zona, e sono chiamati Needless. Questi possiedono incredibili poteri, che vanno da quelli “naturali”, come fuoco, acqua, gravità, a quelli inaspettati, che impareremo a conoscere man mano che la serie procede. Verremo subito a conoscenza di uno dei tre protagonisti chiave della serie, Cruz Shilt, un ragazzino che per una serie di sfortunate vicissitudini, dovrà convivere con un prete, Blade, ed una strana ragazza, Eve Newshwainstaigen (il nome è tutto un dire…). Ad accompagnarli ci sarà un bizzarro scienziato, che si fa chiamare Gido. Dal primo episodio in poi, lo spettatore sarà continuamente soffocato da combattimenti veramente ben fatti, presenti all’incirca in ¾ della serie. Velocemente, lo spettatore sarà trasportato dai normali combattimenti per strada, in cui si consolideranno i personaggi principali e secondari, fino ad arrivare alla Simeon, punto centrale della serie, in cui faranno il loro ingresso comparse, flashback e personaggi essenziali per la prosecuzione della serie. Quasi tutti i personaggi sono stati strutturati in modo alquanto minuzioso, molto più minuzioso del normale standard di un qualsiasi anime di combattimento. Ma c’è un ma: ho detto “quasi” perché sono presenti alcuni personaggi che hanno una funzione molto minore di semplici comparse, e ciò è un peccato. Ciononostante, c’è da dire che il difetto è limitato a solo 3 personaggi, perciò non c’è troppo da preoccuparsi. Una cosa piuttosto caratteristica della trama sta nell’essere completamente sconclusionata, ma nonostante ciò riesce a mantenere un forte filo logico e colpi di scena degni di nota. Insomma, per essere un anime di combattimento, ha una trama veramente da manuale, tanto che si classifica come uno dei primi anime di qualità del decennio.

Lato tecnico
Dal punto di vista tecnico c’è altrettanto da dire: partiamo dallo stile grafico, veramente ricercato e somigliante per certi versi al ben conosciuto Gurren Lagann. Le animazioni ed i disegni del primo episodio saranno completamente simili ad un fumetto animato, come accadde nel sopracitato Gurren Lagann. Ma ricordiamo comunque che i produttori sono diversi, e questa scelta stilistica non sarà sicuramente un caso. Il cambiamento principale lo si nota soprattutto nello stile di disegno, che va pian piano raffinandosi sempre di più, fino all’apice, nell’episodio 24, in cui animazione e disegno raggiungono un climax perfetto per gli avvenimenti. Parlando ora del sonoro, ottime trame rock ed elettroniche accompagnano le scorribande di Blade e compagnia bella. Si sposano bene con tutte le situazioni dell’anime. Le opening ed ending sono veramente caratteristiche e rimangono nella testa dello spettatore fin dal primo episodio. Parlando infine del doppiaggio e della qualità delle voci, c’è da dire che i doppiatori sono stati veramente ben scelti, poiché rendono ottimamente l’effetto sperato.

Commento finale
Insomma, ecco che tiriamo ancora una volta le somme: Needless è un anime di combattimento che nasce prepotente e sconclusionato, e si conclude con un epilogo degno di nota, ma che a qualcuno potrà sicuramente far storcere il naso, e far sperare in una probabile seconda serie. Lo consiglio? Sicuramente, a chiunque sia appassionato di anime, questo piccolo gioiellino ha bisogno di essere visto. Altro che Needless!
Voto Finale: 8
Qualità Fansub: I Fate Subs hanno fatto un bel lavoro, anche se non si nota la stessa dovizia nei particolari con i karaoke, quasi del tutto assenti e non proprio mirati nella scrittura delle Lyrics delle varie canzoni. Media.

mercoledì 12 settembre 2012

RECENSIONE ANIME: Mirai Nikki




Mirai Nikki è un anime prodotto nel 2011 dalla Lantis e FUNimation Entertainment.
La trama
Proviamo ad entrare nell’ottica di quest’anime impersonandoci nel protagonista: siamo un ragazzino di 14 anni di nome Yukiteru, e non abbiamo molti amici, tuttavia, una volta tornati a casa, viviamo in un mondo immaginario in cui c’è un Dio, che per movimentare la nostra vita, decide di creare un gioco di sopravvivenza, in cui 12 persone inclusi noi avranno il potere di predire il futuro tramite dei diari particolari, che trascrivono gli avvenimenti futuri prima che accadano. Bene, entrati in quest’ottica, c’è da dire una cosa sola: questa, a mio parere, è una delle trame meglio riuscite di questa decade, a cominciare dall’idea dei diari, veramente particolari e variegati. Ma non è solo questo: la particolarità di Mirai Nikki sta nella crescita di tutti i personaggi contemporaneamente. Seppur alcuni personaggi non abbiano ricevuto il giusto trattamento per colpa della loro uscita di scena troppo precoce, c’è da dire che ogni personaggio ha un carattere diverso, e soprattutto è studiato in ogni particolare. Particolarmente importante nei due personaggi principali è il carattere, che cresce e si evolve di pari passo con la vicenda, studiata in ogni minimo dettaglio. Per chiudere il circolo, c’è da dire che Mirai Nikki, grazie alla sua forma veramente inusuale, dà allo spettatore una sensazione di incompleto, e lascia col fiato sospeso fino alla fine, dove si può ammirare un finale non proprio banale e veramente ben riuscito. Importante, inoltre, è la personalità di ogni personaggio, visto che ognuno è davvero molto carismatico e talmente carico di emozioni che più di una volta lo spettatore sarà abituato a tifare per un personaggio rispetto che un altro.

Lato tecnico
Insomma, Mirai Nikki ha una trama imponente, accompagnata da un particolare stile grafico, che va migliorando via via che si procede negli episodi. Le animazioni sono ben fatte e per niente elementari, mentre la cura e la dedizione nei fondali è piuttosto elevata, vista anche la qualità del progetto. Dal punto di vista sonoro, invece, notiamo ottime Soundtrack e belle Opening ed ending, veramente orecchiabili, che riescono a scolpire nell’animo dello spettatore un piccolo spazio, rimanendo ben fisse.

Commento Finale
Senza fare troppi giri di parole, io personalmente mi sono affezionato a Mirai Nikki: è un anime imponente, serio, divertente e contemporaneamente malinconico, come poi è successo con altri anime usciti successivamente (ehm, Guilty Crown). Lo consiglio? Si. A chiunque, sia ai nuovi spettatori che a quelli di vecchia data. È un must see per chiunque ami gli anime.
Voto finale: 9
Qualità fansub: gli RT fansub, nonostante la bontà e la dedizione usata per il subbing, mostra evidenti problemi nel coding e nei sub, che per colpa di alcuni piccoli problemi capitano un secondo prima o un secondo dopo rispetto alle frasi dette. Mediocre.

martedì 11 settembre 2012

Akki Games! Capitolo 10 - Project Diva Extend




Project Diva Extend è un gioco pubblicato dalla SEGA nel 2011, con protagonisti i famosissimi vocaloid, entità immaginarie nate da un programma dedito a modulare la voce per coprire le basi di variegate canzoni. Come alcuni avranno potuto intuire, questo è un gioco puramente musicale e basato sul riarrangiare le basi usando i tasti della PSP.

Premessa
Questo non è un gioco per gli amanti dell’House, né dello stile Dance commerciale che tanto sta spopolando ultimamente. Stiamo parlando di Idol immaginari, personaggi inventati con una voce non umana, perciò coloro i quali hanno pregiudizi su questo tipo di cose dovranno tenersi la coda fra le gambe e cercare un gioco più del loro calibro. Detto questo, cominciamo.

Gameplay
Vista la totale assenza della trama, salto immediatamente al gameplay. Tutto il fulcro del gioco si ha nel gioco libero, o Freeplay, in cui il giocatore può scegliere una delle tante canzoni disponibili per giocarla e sbloccare oggetti, costumi e i PV delle canzoni (PV sta per “Promotional Video”). Ma in project diva non c’è solo questo! Grazie infatti agli oggetti che sbloccheremo, potremo decidere come arredare le varie stanze delle DIVA (il gioco nomina i Vocaloid così…), cambiandone il tema, aggiungendo oggetti e facendo regali al nostro cantante o la nostra cantante preferita. I personaggi sono variegati: partiremo all’inizio con i personaggi base, per intendersi quelli visti nel PV che funge da intro del gioco. Inizieremo con Hatsune Miku, ma potremo facilmente cambiare personaggio in Len, Rin o Luka, o addirittura altri vocaloid come Haku, Neru e le due Meiko, o anche Kaito. Tutto si adegua ai nostri gusti, in Project Diva extend. Importante è anche l’umore delle DIVA, che varierà a seconda di quanto li facciamo partecipare nelle canzoni o quanto variamo la loro stanza, sia in meglio che in peggio. Ora, torniamo all’argomento “freeplay”, osservando più da vicino la dinamica di gioco in ogni suo aspetto.
Dopo aver selezionato una qualsiasi canzone ad una qualsiasi difficoltà, si aprirà un menù pre-canzone, in cui potremo decidere il tipo di suono da utilizzare per indicare la pressione di un tasto. Tutto è legato agli 8 tasti frontali: le quattro frecce direzionali e X, Cerchio, quadrato e triangolo. Dovremo premere i vari tasti a tempo, come vengono indicati sullo schermo, e più saremo precisi, migliore sarà il voto che ci verrà dato ad ogni nota presa. Nel caso in cui la nota verrà mancata o sbagliata, prenderemo un Worst, che corrisponde al voto più brutto. I voti delle note vanno, dal più basso al più alto: Worst -> Sad -> Safe -> Fine -> Cool. Ogni qualvolta che riusciremo a raccogliere delle note senza fare un voto più basso di Fine, inizieremo a rilevare un contatore combo, che si annullerà solo nel caso in cui sbagliamo una nota o prendiamo un Safe. Ora passiamo all’interfaccia: mentre il PV procede, come anche le note su schermo, in basso a sinistra troviamo due indicatori: un cerchio azzurro, che si riempie ogni volta che prendiamo bene una nota e si svuota ogni volta che la manchiamo, e un semicerchio che si riempie man mano che la canzone procede. Questo semicerchio è essenziale, perché accumula tutti i punti presi ad ogni nota e li somma, e si riempie fino alla fine della canzone. Sarà proprio questo semicerchio a decidere il nostro voto, che andrà dal più basso (Cheap) fino al più alto (Perfect). Potremo addirittura predire il risultato della canzone semplicemente guardando il semicerchio vicino alla fine della canzone. I colori corrispondono ad un voto: si va dal viola (cheap), all’azzurrino (Standard), al verde (Great), Al grigio chiaro (excellent) fino ad arrivare al dorato (perfect). Il voto dipenderà dalla quantità di note mancate.

Grafica
La grafica è una delle più curate, ma ha un grosso problema: i frame rate. Purtroppo, capiterà più volte che nelle canzoni più complesse in cui ci sono più note che i frame rate calino di poco, dando un fastidioso effetto “buffering”. L’immagine andrà leggermente a scatti mentre la canzone procede normalmente. Il gioco però non subirà desync fastidiosi, quindi come problema può anche essere trascurato, però è sempre meglio segnalarlo. L’installazione dati serve anche a poco, visto che migliora giusto l’audio e i caricamenti. Una cosa che fa storcere un po’ il naso ai più perfezionisti è la qualità di alcune animazioni, non proprio riuscite, che paiono addirittura riciclate. Una cosa però sacrosanta sta nel “cambio modulo”: potremo mettere QUALUNQUE, e dico, QUALUNQUE personaggio diverso da quello originario nel PV di una canzone, ma questo mimerà perfettamente le movenze del personaggio originale, senza problemi nei modelli poligonali o strani attraversamenti di oggetti o del corpo.
Sonoro
Il sonoro, come si può intuire, è l’aspetto più curato del gioco: sempre perfetto e dannatamente curato, conferisce una maggiore immersione nel gioco. Le canzoni più belle, poi, sono volutamente “pompate”, per dare al giocatore un senso ancora maggiore di carica emotiva. I timbri vocali dei personaggi però sembrano un po’ scarni, soprattutto nella schermata dei voti. Se avessero avuto un lessico leggermente più ampio, non ci sarebbero stati minimamente problemi. Ancora parlando dei timbri vocali, possiamo cambiare i personaggi nei vari PV, ma non la loro voce: per fare un esempio, vogliamo fare una canzone di Miku con Luka come personaggio raffigurato. Potremo cambiare personaggio, ma non la sua voce. Avremo infatti Luka con la voce di Miku. Per fare una analogia: potrà capitare ai giocatori più inesperti di mettere in una canzone – duetto il personaggio maschile con la voce femminile e viceversa. Queste piccole “sviste” però non fanno che migliorare l’esperienza di gioco, strappando qualche sorriso al giocatore.
Longevità
Il gioco, solo per completare le Easy, Normal e Hard di tutte le canzoni con l’aggiunta di qualche ora per la personalizzazione dei personaggi supera di molto le 10 ore, lo standard insomma di ogni gioco di musica. Ma c’è molto altro: le difficoltà extreme di ogni canzone, i costumi, i temi delle stanze, le stanze sbloccabili delle DIVA e i relativi accessori. Insomma, per chi vuole completare tutto al 100%, il gioco arriva anche alle 50 ore buone, senza contare gli extra!

Commento Finale
Project Diva Extend si presenta come un gioco degno di essere definito “musicale”:  è divertente, è personalizzabile, ci sono i Vocaloid ed è dannatamente Giapponese! E’ un must per chiunque abbia giocato i precedenti capitoli o per chi ama questi cantanti virtuali. La possibilità di fare screenshot poi aumenta anche il grado di giocabilità, dando al giocatore la “mania” di raffigurare un momenti importante nel gioco, magari un evento in una delle tantissime stanze DIVA. Chissà, potremmo vedere hatsune Miku in compagnia di Len, magari mentre chiacchierano e si prendono un thè insieme… Tutto è possibile! Ciò che contesto, però, è la difficoltà estrema di alcune canzoni, magari composte male… Ma ciò è un’altra storia.

Grado di comprensibilità: Grazie alle numerose traduzioni online è addirittura possibile tradurre il gioco in italiano. Un italiano non proprio corretto (“Album immagggggggggini”), ma comunque… In mancanza d’altro… Alto
Voto Finale: 9